Utente 121XXX
Egregi Dottori, nel Dicembre del 2000 ho riferito ad un medico di sentire dolore al glande negli attimi successivi all'eiaculazione (avevo da poco avuto il mio primo rapporto sessuale ed avevo notato questo dolore in quanto la mia compagna aveva continuato a stimolarmi anche dopo l'eiaculazione, appunto).
Il medico ha osservato il pene e mi ha detto che risultava un po' arrossato (non mi e' praticamente possibile notarlo, siccome sono daltonico).
Mi e' stato quindi semplicemente detto di applicare del gentalyn beta sul glande, un sottile velo una volta al giorno.
Al secondo giorno della cura, dopo aver lavato la parte ho applicato molta crema e lasciandomi andare allo stimolo ho proseguito masturbandomi applicandone ancora a mo' di lubrificante.
Dopo questo uso improprio, ho lavato il pene e ho ri-applicato un'altra dose abbondante di crema.
Questo verso sera, prima di addormentarmi.
Purtroppo, il mattino dopo ho notato come tutta l'asta del pene era rinsecchita e meno elastica del solito, e come il prepuzio si era praticamente incollato al glande.
La cosa piu' evidente era che il prepuzio e il glande erano abbastanza atrofizzati, sicuramente di un colore molto pallido, quasi bianco. Anche le papule perlacee si erano ritratte.
Da quel giorno (sono in pratica passati 8 anni) ho riscontrato una perdita diffusa e quasi totale di sensibilita' attorno a tutto il glande (la corona), il prepuzio ed anche specialmente per la zona piu' piacevole in assoluto, attorno al frenulo. Le papule non sono mai piu' ricomparse.
Diversi punti erogeni che ben sapevo ritrovare e stimolare tutte le volte che mi masturbavo sono diventati inerti, in particolare per esempio due piccole zone ai lati sinistro e destro della corona, che avevano qualche papula esposta.
Una tecnica sempre stata particolarmente piacevole, quella di formare un anello con pollice e indice attorno alla corona del glande per poi ruotare in senso orario ed antiorario da quel momento non mi dava piu' nessuno stimolo.
Da allora, la masturbazione funziona ancora solo se stringo con molta forza con le dita (procurandomi persino di tanto in tanto alcune leggere infiammazioni alle nocche) e solo se tengo in costante tensione il perineo.
Vi posso assicurare insomma che la risposta allo stimolo e' cambiata radicalmente, in peggio.
Ammetto che sicuramente l'uso improprio della crema e' stata una idiozia, ma vorrei umilmente chiedervi tutto il vostro aiuto in quanto, in effetti, questa mancanza di ricettivita' sensoriale mi crea delle reali difficolta' durante il rapporto.
E' difficile penetrare una donna notando che in effetti, si sente certo una compressione della base dell'asta del pene verso l'addome (nel momento della spinta), ma "paradossalmente" non si percepisce praticamente nessuna sensazione di temperatura, umidita', e piacevole sfregamento sul glande.
Si puo' correre ai ripari con le staminali?
Distinti saluti, con infinita gratitudine.

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[#1] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore ,

oggi le cellule staminali stanno diventando quello che fino a pochi anni fa era il laser e cioè la terapia per qualsiasi problema medico chirurgico.

Non metta il carro davanti ai buoi !

In questi casi il primo passo da fare è sentire il suo medico curante ed il secondo quello di consultare un esperto andrologo.

Sarà lui che, valutata attentamente la sua particolare situazione clinica, le dirà quali sono le strategie diagnostiche e terapeutiche più mirate da seguire.

Un cordiale saluto.

Giovanni Beretta

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[#2] dopo  
Utente 121XXX

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Egregio Dott. Beretta, grazie per la risposta.
Capisco il commento sulle staminali, ed in effetti trovo che sia giusto cio' che dice.
Del resto ho voluto subito ipotizzare una soluzione del genere in quanto, in 8 anni, ho contattato diversi medici e ho fatto diversi esami che comunque non hanno portato a nessuna conclusione.
In larga parte mi e' stato detto che e' tutto a posto, e che per forza si deve trattare quindi di un problema di pura origine psicologica. Dopo aver consultato a lungo anche specialisti psicologi, abbiamo pero' concluso che non si tratta di cio'. Anzi, francamente, riesco tutt'oggi a mantenere un'erezione proprio per il desiderio psicologico.
E' il lato sensoriale che invece si e' abbastanza compromesso, e che in diverse occasioni provoca una sensazione di impaccio, proprio perche' dopo un periodo iniziale di penetrazione, dove non c'e' percezione piacevole, il desiderio cala.
Ho sentito il bisogno di continuare a cercare una possibile soluzione in quanto, con questo mio post sul forum, ho raccontato per la prima volta esattamente che cosa e' successo.
In pratica, per pudore, in precedenza non ho mai raccontato di che uso improprio ho fatto del farmaco, siccome come avra' letto ho utilizzato una quantita' ingente di crema (in pratica consumai quasi meta' tubetto) a mo' di lubrificante, in una condizione altamente particolare (autoerotismo), dove la parte e' stata praticamente frizionata di continuo con molte dosi di farmaco per piu' o meno venti minuti, tra l'altro in una condizione di abbondante irrorazione sanguigna (piena erezione ed eiaculazione).
Per timidezza quindi non ho mai raccontato quale e' stata la vera esposizione della parte al farmaco, ed in quale contesto.
Sono praticamente sicuro che da un lato non le sara' possibile apprezzare questo atteggiamento, che anche io oggi riconosco come insensato e possibilmente controproducente, ma sono convinto che da uomo capira' invece, purtroppo, come l'imbarazzo mi abbia bloccato nell'esporre i fatti.
Credo che converra' con me notando che quello che ho fatto e' una cosa completamente diversa rispetto al seguire la cura prescritta applicando un velo di crema su una parte a riposo.
Ho approfittato invece, sicuramente appoggiandomi un po' all'anonimato e alla facilita' di poter scrivere, invece di dover raccontare "vis-a-vis", per affrontare finalmente in maniera completa un aneddoto un po' imbarazzante.
Sarei molto grato di poter sentire ancora altri pareri, suoi e di suoi colleghi.
Con infinita gratitudine e stima.
[#3] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore ,

quello che volevo dirle è che al momento la terapia con l'uso delle cellule staminali è in molti campi una valida prospettiva ma al momento tale rimane e che sicuramente in un futuro più o meno prossimo porterà certo a terapie significative ma non pensiamo che questa sia la panacea per risovere tutti i possibili problemi clinici che si devono o si dovranno affrontare.

Un cordiale saluto.

Giovanni Beretta

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