Utente 226XXX
Salve,
sono un uomo di 41 anni ed ho un problema che mi ha fatto (e mi sta facendo soffrire tantissimo): non riesco ad avere o a mantenere un erezione che mi permetta di terminare il rapporto in maniera soddisfacente per la mia partner.
La cosa più grave è che il problema si è presentato talvolta pur dopo aver assunto una compressa da 20 mg di Tadalafil.
Sono andato così dall’andrologo che mi ha prescritto
l’ecocolor dopler penieno e lo S.P.A.C.E. .

Da questi esami lo specialista ha potuto constatare che organicamente non ci sono problemi ma che il mio è essenzialmente un problema psicologico. Quindi l’ansia secondo lui mi provoca delle scariche di adrenalina che ha un’azione controproducente per l’erezione.

Mi ha comunque prescritto il seguente trattamento:
- per 3 mesi devo assumere una compressa 3 volte al giorno di Yohandrol Forte (farmaco pressoché sconosciuto che ho dovuto acquistare a San Marino composto da Yohimbina e Testosterone),

- 10 iniezioni intracavernose di TRIMIX (una a settimana),


- 1 compressa da 10 mg di Cialis prima di avere un rapporto.

Sono passati circa 15 giorni da quando ho iniziato la cura con Yohandrol ed ho già fatto 2 iniezioni di TRIMIX.
Fino ad ora non ho percepito alcun miglioramento dal trattamento ma è sicuramente troppo presto per esprimersi.

Vorrei chiedere ora a Loro specialisti se, secondo la Loro esperienza, questo tipo di trattamento porta a riacquistare una piena funzionalità sessuale oppure no.

Ci tengo a sottolineare che negli ultimi rapporti che ho avuto non ho assunto una compressa da 10 mg di Cialis (farmaco che mi ha tradito più di una volta) come mi aveva prescritto il medico ma ho provato a prendere una compressa da 20 mg di Vardenafil.
Devo dire che questa molecola mi sembra abbia più effetto su di me rispetto al Sildenafil ed al Tadalafil e sono tornato a constatare (con mio sommo sollievo) delle erezioni forti e durature.

Comunque mi auguro che col trattamento prescritto dall’andrologo di non essere più Vardenafil-dipendente.

Attendo con ansia i Loro pareri.

Cordiali saluti.


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[#1] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore,
visto che la problematica , a quanto ci è dato sapere dalle indagini da lei fatte e da quello che ci scrive, sembra aver una origine esclusivamente psicologica, la terapia più mirata dovrebbe essere indirizzata in quell'ambito. Non metto in discussione la strategia terapeutica del collega ,anche perchè non conosco a fondo le dinamiche del colloquio e della visita da lei fatte, ma un'altra indicazione terapeutica , viste le conclusioni diagnostiche fatte, può essere quella di affrontare il problema da un punto di vista psicologico . Oggi esistono approcci sessuologici, attraverso psicoterapie brevi, che possono a volte risolvere il problema anche senza attuare un pesante intervento farmacologico. Per quanto riguarda le molecole vasoattive da lei citate sono tutte della stessa famiglia ma con caratteristiche farmacocinetiche leggermente diverse . In alcuni casi funziona meglio il Sildenafil in altri il Tadalafil o il Vardenafil. Stia comunque attento , se la somministarzione è al bisogno, ad una loro "dipendenza psicologica".
Comunque , se desidera avere più informazioni su queste tematiche , può consultare anche il sito: www.andrologiamedica.org oppure www.centromedicomerva.it.
Un cordiale saluto.
[#2] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
condivido solo in parte le terpaie farmacologiche proposte dal Collega che La sta seguendo clinicamente. Se è giunto ad una diagnosi ben precisa di disfunzione erettile su base psicogena, forse sarebbe il caso di intraprendere subito la strada verso una terapia psicosessuologica piuttosto che utilizzare tuto il ventaglio terapeutico farmacologico a disposizione. In particolare mi riferisco all'impiego delle iniezioni intracavitarie, forse prescritte un pò prematuramente. Tenga presente che le metodiche di terapia intracavernosa più usate sono rappresentate dall’alprostadil oppure da una combinazione di papaverina, fentolamina ed alprostadil (Trimix).
Effetti collaterali del Trimix sono il priapismo, la fibrosi, aumenti transitori della concentrazione sierica di aminotransferasi, ipotensione e tachicardia riflessa. Quelli dell’alprostadil, talvolta, consistono in una erezione dolorosa. Insomma, non si tratta di eventi di poco conto.
Direi che dal trattamento psicoteraputico, personale o di coppia, dovremmo attenderci i risulttai migliori. Nel frattempo uso paresimonioso dei presidi farmacologici oggi a disposizione.
Auguri affettuosi per la pronta risoluzione del problema ed un cordialissimo saluto.
Prof. Giovanni MARTINO
[#3] dopo  
Utente 226XXX

Iscritto dal 2006
.

La disperazione in cui mi ha gettato il problema delle disfunzioni erettili mi ha portato a documentarmi massicciamente sull’argomento. A mio modestissimo parere si tende ad attribuire troppo facilmente queste disfunzioni a cause psicologiche nonostante oggi, a differenza di quello che si credeva in passato, le statistiche dicano che a queste cause và attribuito solo il 10% dei problemi di potenza sessuale.
Secondo un recente studio dell’università di Gerusalemme l’eccitazione o meno davanti ad uno stimolo sessuale potrebbe avere un’origine genetica. Più precisamente dipenderebbe dal gene del recettore D4.
Ora non so se il mio problema ha anche (o solo) delle cause genetiche fatto sta che anche in passato, con altre partner ed anche intorno ai 25-30 anni, ho avuto dei problemi di potenza sessuale. Solo che le altre non mi hanno mai fatto pesare la cosa come invece ha fatto l’ultima partner (forse perché quando ero più giovane il problema stesso era meno grave).
Vorrei far notare poi che ultimamente ho problemi di erezione pur se mi tocco quando sono da solo. Possibile che la causa sia psicologica se ho questi problemi pure quando sono solo e tranquillo?

Per quanto riguarda poi la psicoterapia di coppia suggerita dal prof. Martino questa è improponibile dato che la relazione con la mia partner è stata pesantemente danneggiata dalle mie disfunzioni e la mia compagna (ormai potremmo definirla ex) non si sottoporrebbe mai a questo tipo di terapia.

Torno comunque a chiedere a Loro specialisti se, in base alla Loro esperienza, i pazienti trattati con le iniezioni di Trimix hanno poi riacquistato una piena efficienza sessuale.
Sogno di tornare ad avere con questa partner un rapporto sessuale estremamente soddisfacente per lei (al momento non mi interessa il mio piacere) al punto da permettermi ai suoi occhi una ricostruzione (se pur parziale) della mia immagine sessuale (anche se per come stanno le cose ora forse è già troppo tardi).

Prego Loro con tutto il cuore di aiutarmi perché questo problema mi sta facendo soffrire tantissimo e sto vivendo il periodo più brutto della mia vita dopo la morte di mio padre.

.


[#4] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
non consoco gli studi cui Lei accenna e quindi me ne guardo bene dal commentarli.
Leggendo la Sua mail, tuttavia, il mio convincimento di una forte componente psicologica nel caso della Sua disfunzione erettile si è molto rafforzato. Non sono uno specialista in Psichiatria o Psicologia Sessuale ma, mi sembra palese il severo conflitto di coppia che ha segnato il legame cui Lei tiene così tanto. Sarebbe facile per me lasciarmi andare ad interpretazioni e/o motivazioni di questa problematica psicologica ma ...primo non ne ho le competenze e ...secondo non mi sembra il luogo più opportuno. Le mie interpretazioni sarebbero le stesse che, in via del tutto amichevole, potrei darLe se fossimo seduti a cena insieme, ma non averbbero alcuna valenza professionale.
Solo il 10% delle disfunzioni erettili avrebbero causa psicogena? No, assolutamente non condivisibile questo dato. La percentuale è molto ma molto più elevata.
Le consiglio davvero di affidarsi ad uno Specialista competente, e starei per dirLe anche, ma so che non accetterà questo consiglio, di spegnere il collegamento alla rete.
Auguri affettuosi per la pronta risoluzione del problema ed un cordialissimo saluto.
Prof. Giovanni MARTINO
[#5] dopo  
Dr. Giacomo Luigi Del Monte
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Gentile utente,
oltre a sottolineare la mia stima per il collega Martino che a mio parere da indicazioni sempre molto precise e di larghe vedute per cui consiglio di seguire le sue indicazioni, dal canto mio posso dirle che spesso arrivano pazienti che preferiscono , quando si parla di disfunzioni sessuali, avere un problema organico che non psicologico. Spiegano che per loro è più accettabile, è più circoscritto e meno faticoso da risolvere.Quindi,capisco bene che sarebbe meglio avere un disfunzione erettile di origine organiche che non psicologica. Un problema psicologico a volte può spaventarci!Se lo specialista le ha detto che da un punto di vista organico non ci sono problemi forse un piccolo aiuto di uno psicosessuologo Le può essere utile.
Tuttavia mi permetto di evidenziare che
queste manifestazioni possono farci scoprire, nella ricerca della loro origine, parti di noi che abbiamo sempre represso ma che ora non sono più disponibili ad essere silenti!
Se è interessato a qualche ipotesi di origine psicologica mi sciva privatamente.
Un augurio.
Dott. Giacomo Del Monte
www.psicosalute.it



[#6] dopo  
Utente 226XXX

Iscritto dal 2006
.

Lo studio cui accennavo prima è stato pubblicato sulla rivista Molecular Psychiatry ed a questo link (http://www.universonline.it/_sessoesalute/sesso/06_06_01_a.php ) è riportata la notizia.
Le mie disfunzioni erettili non si sono manifestate solo con l’ultima partner ma sono intervenute anche con partner avute in passato con le quali la relazione non è stata così drammatica come quella vissuta con l’ultima. Mi riesce così difficile credere che il mio problema risieda in cause psicologiche.

Io comunque continuo a seguire il trattamento prescritto dallo specialista che mi ha in cura e se mi dovesse prescrivere della psicoterapia farei anche questa dato che non voglio lasciare niente di intentato per cercare di risolvere questo che per un uomo è un gravissimo problema.

Per quanto riguarda il consiglio di spegnere la rete se lo facessi non potrei trovare dei siti interessanti come quello dove stiamo scrivendo....

.
[#7] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
va bene, allora consulti solo il nostro di Forum!
:o) :o) ci farà sempre piacere!
Affettuosi auguri per tutto ed ancora cordialissimi saluti.
Prof. Giovanni MARTINO
[#8] dopo  
Dr. Daniel Bulla
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Gentile utente,
non posso che condividere pienamente i pareri dei Colleghi Martino e Del Monte.
Aggiungo alla Sua replica che nessuno meglio di Lei (e qundi meglio di tutti gli specialisti) riesce a "sentire" il bisogno di affrontare il problema anche da un punto di vista psicologico. Se la sola farmacoterapia le dà sicurezza continui in questo senso.
In questi casi seguire serenamente un percorso è già un buon lavoro psicologico.

Cordialmente

Daniel Bulla
dbulla@libero.it
[#9] dopo  
Utente 226XXX

Iscritto dal 2006
.

Scusandomi per voler insistere con l’idea che il mio problema della disfunzione erettile possa essere genetico e non psicologico come Loro mi hanno prospettato, se fosse realmente così cioè se la mia scarsa eccitabilità dipendesse da una particolare caratteristica del gene del recettore D4 l’assunzione di apomorfina (Uprima) potrebbe aiutarmi a migliorare la mia vita sessuale?
Voglio tornare a scusarmi con Loro se insisto con l’idea della causa genetica della disfunzione ma la storia ci insegna che i progressi nel mondo della scienza sono avvenuti anche grazie a qualche individuo che sosteneva teorie considerate assurde in quella determinata epoca ma che il tempo ha dimostrato come essere fondate………….

.
[#10] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Gentile lettore,
ammesso e concesso che il problema abbia una causa o una concausa di tipo genetico , quale sarebbe il razionale , cioè il valido motivo, per prendere un farmaco che agisce a livello del sistema nervoso centrale e che al massimo può aumentare la libido, cioè il desiderio sessuali?
Ancora un cordiale saluto?
[#11] dopo  
Utente 226XXX

Iscritto dal 2006
.

Gentile dr. Beretta, il tenore della sua risposta è del tipo di quello che si potrebbe dare ad una persona con buone conoscenze di farmacologia, conoscenze che io non ho.
Io sono solo una persona con delle disfunzioni erettili che sta disperatamente cercando di capire quale può essere il rimedio più efficace per il proprio problema.
Quindi continuando con l’ipotesi che la causa della disfunzione risieda nelle caratteristiche del gene del ricettore D4 quale rimedio mi potreste suggerire?
Le iniezioni di Trimix servirebbero in questo caso a migliorare la mia condizione?


.
[#12] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore,
la mia risposta voleva semplicemente dire che l'apomorfina non è capace di risolvere un "problema che ha una causa di tipo genetico". Supponendo che lei abbia ragione , il mio senso clinico un pò ne dubita, comunque a tutt'oggi non esistono terapie citogenetiche valide e capaci di risolvere questo tipo di problematiche. E' meglio provare a risolvere ed affrontare le cause che si può intuire essere presenti soprattuto dalle informazioni che ci ha potuto dare attraverso le sue email.
Un cordiale saluto ed auguri di buone feste.
[#13] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
nell'attesa che la Ricerca Scientifica scopra le alterazioni del genoma causa della disfunzione erettile e la relativa terapia, cosa che potrebbe accadere nei prossimi anni, mi associo a quanto già riferito dai Colleghi DEL MONTE e BULLA.
Auguri affettuosi per la pronta risoluzione del problema e per tutte le prossime Festività Natalizie e di Fine Anno. Un cordialissimo saluto.
Prof. Giovanni MARTINO
[#14] dopo  
Utente 226XXX

Iscritto dal 2006
.

Per quanto riguarda gli ultimi sviluppi della mia situazione ci tengo a far sapere che da quando sto assumendo il Vardenafil (compresa da 20 mg) sto riuscendo ad avere rapporti sessuali degni di questo nome anche se non ho riacquistato ancora la tranquillità di riuscire a farlo senza il timore di perdere le erezioni. Queste, forse anche grazie all’assunzione del Yohandrol Forte, sono tornate sia quando sono al riposo al letto e sia talvolta, soprattutto se ho assunto il Vardenafil, durante il giorno.
Incredibilmente sono riuscito per adesso a difendere la relazione con questa donna che comunque ha perso entusiasmo in me (in pratica me l’ha detto chiaro e tondo) a causa delle mie disfunzioni erettili.
Non so come finirà con lei però lotterò fino in fondo per riconquistarla e per ricostruire la mia immagine sessuale ai suoi occhi a costo di morire per una over-dose di Vardenafil………

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[#15] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore,
si tranquillizzi e non drammatizzi così la sua situazione. E' questo il primo segreto per risolvere alcune situazioni di "stress relazionale" e si ricordi ciò che ha detto il grande pensatore Bernarde Le Bovie: "non prendete la vita troppo sul serio, in ogni caso non ne uscirete vivi".
Auguri di buone feste.
[#16] dopo  
Utente 226XXX

Iscritto dal 2006
Gent.mo dr. Beretta ,

la cosa a cui do più importanza nella vita è l’amore.
Senza di esso la vita non ha senso.

Buon Natale.
[#17] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore ,
questo è molto giusto e nobile . Cerchi però di non soffocarlo con inutili paure ed eccessive ansie. Spesso l'amore è esaltato dalla leggerezza e dal gioco.
Ancora un cordiale saluto e i rituali saluti di fine anno.
[#18] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
nell'augurarLe ancora una volta le cose più belle, concordo con Lei. L'amore è la cosa più bella della vita. L'amore appunto. Non ho la minima intenzione di entrare nella Sua sfera intima e privata, ci mancherebbe. Ma credo che una donna, nel senso vero ed autentico del termine, non dovrebbe limitarsi a dichiarare la sua perdita di entusiasmo nel rapporto con la persona che ama per un problema di erezione, invece dovrebbe condividerlo ed affrontarlo insieme all'uomo che ama, dovrebbe accompagnare ed aiutare l'uomo che ama ...preoccuparsi e allo stesso tempo rendere sopportabile il problema. Con pazienza, affetto ed appunto amore.
Il Forum è spesso frequentato da mogli, compagne e fidanzate...e questo sempre mi piace e mi entusiasma. Le donne, alcune donne, sanno essere meravigliose.
Un cordialissimo saluto.
Prof. Giovanni MARTINO
[#19] dopo  
Utente 226XXX

Iscritto dal 2006
Gent.mo prof. Martino,

quando parlo di amore intendo anche l’eros.
Sentimento e sesso sono due aspetti dell’amore che non so dissociare: l’uno per me esiste perché esiste l’altro.
So bene che un’altra donna al posto di quella che sto tentando disperatamente di tenere a me sarebbe stata più indulgente verso il mio problema ma al cuore (ed all’istinto) non si comanda ed io li sto seguendo disinteressandomi di quello che invece ragione e dignità mi suggerirebbero di fare.

Non so come finirà la nostra storia; forse terminerà oggi stesso, forse domani o forse chissà quando.

Di una cosa però sono certo: le emozioni che ho provato e che, grazie alla mia tenacia nel tenere in vita la relazione, sto ancora provando sono quelle per le quali vale la pena vivere una vita……
[#20] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
bello ed entusiasmante.
Auguri affettuosi per la pronta risoluzione del problema e per tutte le prossime Festività Natalizie e di Fine Anno. Un cordialissimo saluto.
Prof. Giovanni MARTINO