Utente 121XXX
Salve,
ho 33 anni e mi trovo da ieri in Australia, dove sono giunta con due voli, il secondo dei quali durato ben 14 ore. Ho indossato i gambaletti riposanti (18-22 mmHg), ho preso una compressa di acido acetilsalicilico, ho cercato di alzarmi quando possibile - una volta ogni due ore circa - e di fare spesso esercizi da seduta. Non sono però riuscita a bere molto, purtroppo. Essendo in forte sovrappeso, temo l'eventualità di una trombosi venosa e delle sue possibili evoluzioni pericolose (embolia polmonare). Oggi ho le gambe dolenti, soprattutto la sinistra, con dolore discontinuo che va dal retro della coscia alla caviglia, compreso dolore dietro il ginocchio. Non c'è rossore o gonfiore, almeno non evidenti. Poiché soffro di fibromialgia e i dolori muscolari per me sono la norma, mi è difficile capire come discriminare i sintomi, e vorrei sapere se il quadro sia compatibile con l'affaticamento dato dalla postura costretta o se sia bene fare indagini e prendere precauzioni ulteriori.
Ringrazio anticipatamente per la cortese risposta.
[#1] dopo  
Dr. Lucio Piscitelli
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Le considerazioni che Lei fa sulla possibile diversa origine della sintomatologia dolorosa rispetto alla ipotesi di una TVP sono verosimili e condividibili dato il tipo di irradiazione e la mancanza di segni di stasi venosa.
Ovviamente non è tuttavia possibile esprimersi in termini di certezza a distanza.
Le attività preventive da Lei messe in atto sono d'altra parte corrette e potrei consigliarle unicamente un intervallo più breve tra le "passeggiate" e di mantenere una buona idratazione.

Tenga infine presente che alcuni studi più recenti hanno messo in discussione la ricorrenza della cosiddetta "Sindrome da classe economica" cui Lei fa riferimento in assenza di una eventuale diatesi trombofilica (tendenza a fare trombi) cui Lei non fa riferimento nel suo caso.