Utente 121XXX
Martedì 14 luglio 2009, 0:27:49 Oggetto: carcinoma C5
Buonasera, mamma 63 anni,non fumatrice 5 mesi fa 05-02-09 esegue screening mammografico in struttura ospedaliera (richiamo prevenzione progetto donna)con riscontro esame nella norma , nessuna visita correlata. la struttura rilascia solo diagnosi cartaceo, no lastra o supporto informatico.
Una settimana fa, altro screening mammografico per dolore al seno e indurimento alla palpazione, le riscontrano focolaio di 52mm!!! per ovvio forte sospetto, il medico chiede esecuzione di biopsia ecoguidata.
Ieri esito di biopsia linfonodo del cavo ascellare positivo, con indicazione di ricca cellularità, quadro citologico compatibile con metastasi di carcinoma 5 -Mi chiedo a cosa serva fare prevenzione se 5 mesi fa il seno di mamma era come si presenta oggi ma la mammografia non ha riscontrato anomalie meritevoli di approfondimento.Il medico di famiglia e lo specialista sostengono fortemente che il tumore è presente da almeno 1 anno, è lampante che qualcosa non quadra.
quanto è grave la situazione perchè il medico vuole fare prima trattamento chemioterapico ed operare solo a settembre; perchè non togliere tutto subito, non si perde tempo??? quanta probabilità ci sono di guarigione, di sopravvivenza!!! mi sento soffocare solo all'idea che il mostro sia in giro a fare altri danni grazie per l'attenzione
cordiali saluti
MR
[#1] dopo  
Dr. Salvo Catania
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Ma è sicura che sia di 52 mm con masmmografia negativa a febbraio ?

Non faccia l'intervento subito.

Farei la chemio neoadiuvante anche perchè la farebbe comunque dopo l'intervento.

http://www.senosalvo.com/iuvante.htm

Tanti Auguri !!!

[#2] dopo  
Utente 121XXX

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Buonasera Dottor Catania,
intanto grazie per la risposta

Siamo certi moi e i medici consultati, che il seno di mamma a febbraio presentava la stessa situazione mammografica di oggi in quanto alla palpazione era presente un indurimento che poteva ricordare una mastopatia.
siccome anche io ho una mastopatia con dolore alla palpazione,e sono stata operata 2 anni fa con rimozione di un nodulo benigno, mamma ha sottovalutato la cosa e si è fidata dell' esito dell'esame mammografico effettuato a febbraio.
ad ogni buon conto sono riuscita a farle fare tutti i contolli sui vari organi vitali(mancno i polmoni) e per fortuna la carogna non ha compromesso ossa e organi dell'addome.
l'intervento verrà effettuato giovedi prossimo dopodichè farà una cura con ormoni per via orale, mamma ha deciso di togliere tutto ed eventualmente ricostruire, si fida del chirurgo si è creato un buon feeling medico-paziente che non è poco!
non è meglio fare la terapia successivamente all'intervento per non debilitare troppo il fisico?
perchè suggerisce di non operarla subito solo per salvare la mammella o perchè con la sua esperienza può dire che è meglio questa strada?
se è per evitare una mutilazione, e le conseguenze psicologiche che ne consegono, mamma è pronta e consapevole che il seno si può ricostruire

grazie per l' attenzione

cordiali saluti

maria r
[#3] dopo  
Dr. Salvo Catania
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Ci sono troppe variabili (esempio volume del tumore in relazione al volume della mammella ecc) da valutare per potere impegnarsi con un contributo affidabile tramite Internet e che suppongo che chi ha valutato l'indicazione ne abbia tenuto conto.

Pertanto seguite la strada indicata.

Non riesco tuttavia a comprendere come sia stata già indicata la terapia medica
>>dopodichè farà una cura con ormoni per via orale>>
sulla base solo di un esame citologico ?

Non c'è un istologico, non una caratteristica biologica della malattia, nessuna informazione sui linfonodi ascellari.

Perchè ctreare illusioni o aspettative che non si sa se si potranno soddisfare ?

Il mio maestro Veronesi mi ha sempre insegnato >>meglio essere pessimisti sulla diagnosi e ottimisti sulla prognosi<<<
[#4] dopo  
Utente 121XXX

Iscritto dal 2009
buonasera dottore,
lei ha perfettamente ragione a sottolineare quanto nella mail precedente, in quanto non essendo stata precisa nel darle tutte le indicazioni necessarie, ho creato forti dubbi
la diagnosi è tutt'altro che ottimista, altrimenti non porterebbe il chirurgo a rimuovere totalmente linfonodi e mammella. la terapia è ancora da definire con l'oncologo, le aspettative sono tante ma siamo consci che il prolblema è grave
il tipo di intervento è stato deciso anche sulla base di un esame istologico dunque sulla tipologia e sulla velocita del tumore
sostengo e condivido fortemente la teoria del dottor Veronesi>>meglio essere pessimisti sulla diagnosi e ottimisti sulla prognosi<<<

forse è normale per me che sono 'figlia' esorcizzare la paura della malattia di un genitore, usando ottimismo e positività come se fossero una medicina miracolosa da sommonistarre al proprio caro come cura verso la guarigione, semplicemente perchè in fondo faccio fatica a digerire quello che sta accadendo a mia madre

credo nella ricerca scientifica e nella capacità dei medici di oggi e ho sempre contribuito al fine di aiutare nel mio piccolo ad avere più speranze per il futuro dei malati.

la ringrazio e la saluto cordialmente

mr