Utente 122XXX
Buongiorno,
ho 36 anni questi gli accadimenti: verso l’inizio di agosto 2008 a causa di una senso di fastidio al pene (che inizialmente credevo di natura epidermica, ho notato un piccolo nodulo nella parte sx del pene. A fine settembre 2008 dato che il fastidio si era trasformato in dolore soprattutto durante l’erezione e alcune volte durante i rapporti mi sono rivolto al medico di base che mi ha prescritto delle bustine di OKI da prendere per 3 settimane. Dato che il problema persisteva mi ha inviato a consulto urologico, il quale nel dicembre 2008 ha scritto: “Nodulo sul corpo cavernoso del pene, esito di possibile piccola fissazione traumatica del corpo cavernoso stesso. Per ora REPARIL GEL localmente (per 30gg) e Aulin 1 bustina (per 7gg). Se non vi fosse miglioramento valutare ecografia peniena dinamica.”
La situazione rimane stazionaria con un leggero miglioramento per il dolore. Il 29 gennaio 2009 l’ecografia riporta:” Si segnala piccola calcificazione dell’albuginea del corpo cavernoso sx come in probabile esito di pregresso trauma il cui diametro massimo si valuta in 0,6 cm”
Il 04 marzo a seguito di nuovo consulto urologico risulta:”Nodulo del corpo cavernoso del pene invariato dopo terapia antiflogistica. Per ora mantenere il REPARIL GEL localemente. Fare RNM PENIENA e anche ECODOPLER e spermiogramma.”
Il 20 maggio 2009 il referto del RMN riporta: “L’indagine non mostra tumefazioni o significative alterazioni di segnale a carico dei corpi cavernosi che appaiono simmetrici. Si sottolineano i limiti dell’indagine RM nello studio delle piccole calcificazioni. Non ulteriori reperti significativi”
Il 13 giugno 2009 il referto ECO-COLOR-DOPPLER riporta oltre alla conferma di un varicocele di II-III grado a sx e di una piccola ciste della testa dell’epididimo dx di 4mm “placca fibrosa di 10mm sull’albuginea del corpo cavernoso sinistro in sede mediana”.
Verso fine giugno - inizio luglio noto una leggera curvatura dell’asta a sx con una saltuaria riduzione del dolore.
In data 07 luglio effettuato spermiogramma (a seguito dell’evidenziato varicocele) che indica NORMOSPERMIA.
Il 15 luglio 2009 a seguito di visita urologica risulta: ”Conferma ecografica di nodulo fibroso del corpo cavernoso di sx. La RM non indica tale lesione. Rimozione della placca solo se porta impedimento ai rapporti. Eventuale intervento per raddrizzamento qualora l’incurvamento si accentuasse. Eventualmente PEIRANIMEV compresse una al giorno per un mese”.
Tutte le visite e gli esami sono stati fatti senza che il pene fosse in erezione.
I miei quesiti sono: è proprio impossibile seguire altre cure farmacologiche che migliorino la situazione, anche e soprattutto per l’incurvamento? E’ vero, come sostiene l’urologo, che tutto ciò che poteva essere fatto è stato fatto e che l’unica soluzione veramente efficace è l’intervento chirurgico anche se con diverse contro indicazioni? E’ possibile che la calcificazione sia passata da 6 mm a 10mm?
Attendo Vostro pregiato consulto e possibili soluzioni oltre ad eventuale indicazione di uno specialista nella cura della Induratio Penis Plastica (dato che credo che di questo si tratti anche se nessuno l’ha mai nominata) tra Como, Milano e provincie.

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[#1] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore ,

La sua lunga storia clinica non è "strana" purtroppo e tutte le indicazioni ricevute dal suo urologo sono corrette e condivisibili.

Sull'I.P.P. se desidera poi avere informazioni più dettagliate consulti pure il Minforma del collega Biagiotti a questo indirizzo:

http://www.medicitalia.it/02it/notizia.asp?idpost=43488.

Un cordiale saluto.

Giovanni Beretta
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www.centrodemetra.com
[#2] dopo  
Utente 122XXX

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Ringrazio per la gentile risposta.
Non intendo mettere in discussione l'operato dell'urologo, vorrei solo sapere se vi sono altre cure farmacologiche che possano evitare l'intervento chirurgico e il nominativo di uno specialista di I.P.P. nelle provincie di Milano o Como.
Cordiali saluti e grazie ancora.
[#3] dopo  
Dr. Diego Pozza
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caro lettore,

purtoppo non esistono farmaci che assunti oralmente, iniettati localmente o fatti arrivare con modalità diverse alla lesione, possano modificare una lesione fibrosa dei corpi cavernosi.
Se la lesione determina disagio insopportabile o comporta una modificazione dell'asta in erezione con curvature tali da inlluenzare la penetrazione, allora può valere la pena di affrontare un intervento chirurgico che ha sempre alcune possibili complicanze e, come tale, va proprosto ed accettato dopo una corretta informazione.
Il Dottor Giovanni Colpi che lavora a Milano è ottimo specialista del settore
Cari saluti
[#4] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore ,

come già le è stato detto , le indicazioni del suo urologo sono condivisibili e difficilmente discutibili.

Se poi desidera avere un altro parere, prima di decidere una eventuale prospettiva chirurgica, le consiglio di chieder pure un consiglio al suo medico di fiducia ma anche il nostro sito la può orientare .

Un cordiale saluto.

Giovanni Beretta

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