Utente 238XXX
Cari dottori mi rivolgo a voi per un consulto.
Da circa due anni soffro di un disturbo psicologico, ansia insonnia (asma ricorrente e uso costaNTE DI CORTISONE, io soffro di asma allergica dall'età di 8 anni e ora ne ho 35) disturbi dell'attenzione manie di persecuzione ipersensibilità sensoriale allucinazioni lievi (in un periodo ho pensato di avere un microcip impiantato nel cervello con il quale venivo continuamente spiato), anche fisicamente sto cambiando ho spesso dei gonfiori in viso e occhiaie pronunciate non riesco a stare a lungo con gli altri e mi estraneo spesso o mi distraggo. Tutte queste cose mi hanno portato ad iniziare una terapia psicologica e tutte le analisi per una diagnosi ancora non avuta sono da 4 mesi in terapia psicologica e ho perso il lavoro da un anno (ho lavorato per 3 anni come contrattista presso un istituto parastatale dopo la laurea in filosofia). Ho 35 anni penso anche da quando detto dai medici che potrei soffrire di un lieve disturbo bipolare i miei sintomi sono forti in alcuni periodi e più lievi in altri con alcuni ho imparato a convivere e non mi spaventano più. L'attesa di una diagnosi mi sta portando ad una depressione perchè non lavorando ho smesso di vivere ...non so a chi rivolgermi per capire quali sono i tempi di un'eventuale cura con psicofarmaci (psicoterapia cognitivo-comportamentale)e se potrò tornare a lavorare o se per chi ha problemi come me è possibile avere un'occupazione che mi possa permettere di curarmi e guarire e nel frattempo mantenermi...insomma a chi devo rivolgermi per avere delle risposte? ed è possibile alleviare i gonfiori del viso e le occhiaie per rendere meno evidente il mio problema agli occhi degli altri? per ora prendo solo un ansiolitico e il cortisone tutti i giorni per evitare l'asma....grazie in anticipo. Massimo

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[#1] dopo  
Dr. Daniel Bulla
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Gentile Utente,
la sua preoccupazione è condivisibile in toto, e questa confusione si evince anche dal contenuto della sua mail.
io credo che, in primis, lei debba rivolgersi ad uno psichiatra, privatamente oppure, se ha difficoltà economiche a causa della disoccupazione, potrebbe rivolgersi ai servizi territoriali. L'unica figura professionale in grado di effettuare la corretta diagnosi ed impostare la farmacoterapia indicata nei casi come il Suo è proprio lo psichiatra.

Senza dubbio, se davvero trattasi di disturbo bipolare, sarebbe utile affiancare alla farmacoterapia una terapia psicologica che la supporti nel graduale reinserimento sociale, nella ricerca di un'occupazione adeguata al caso, ecc.

In questo caso basterebbe contattare il proprio medico di base e insieme a lui pianificare tutte le fasi del trattamento (contattare lo psichiatra, contattare lo psicologo, capire l'eventuale ruolop dell'allergologo nella cura dell'asma, ecc).

Con un po' di tenacia e di pazienza, vedrà che riuscirà a trovare la giusta strada, ed i timori relativamente al futuro si ridimensioneranno.

Cordialmente

Daniel Bulla
dbulla@libero.it
[#2] dopo  
Dr.ssa Chiara Cimbro
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Gentile utente,
come indicato dal Dr. Bulla, le potrebbe essere d'aiuto contattare il proprio medico di base, spiegargli il problema e stabilire assieme come procedere.
E' giusto e normale richiedere un inquadramento diagnostico, che, dato il caso da lei descritto, sarebbe meglio facesse un collega psichiatra, che eventualemente, potrebbe indicare anche una proposta farmacologica.

Cordialmente,
Dr. Chiara Cimbro.
[#3] dopo  
Dr.ssa Flavia Ilaria Passoni
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Gentile utente,
sono comprensibili sia la su confusione che l'ansia e la preoccupazione per l'attesa di una diagnosi. Poichè tuttavia questa è imprescindibile per l'impostazione di una successiva terapia sia farmacologic che psicologica, potrebbe essere utile accelerare i tempi rivolgendosi privatamente ad uno specilaista ( in questi casi i tempi sono relativamente brevi, soprattutto se, qualora lo si ritenga necessario, ci si supporta con l'utlizzo di reattivi psicodiagnostici specifici).
Vicevrsa anche i servizi territoriali possono esere un'alternativa, con l'handicap dell'attesa prolungata.
Dal quel poco che riferisce tuttavia non sembrano sussistere i sintomi e i criteri necessari per una diagnosi di disturbo bipolare, il quadro composito sembra più orientarsi nella direzione di un disturbo ansioso-depressivo o, considerata anche l'età d'esordio e alcuni aspetti che descrive,di un possibile distuirbo i personalità.Tenga presente però che in nessun caso può essere effettuata una psicodiagnosi via web.

Con i miglior auguri
F.I.Passoni
studiopsicologia@hotmail.it