Utente 221XXX
Buonasera, Vi scrivo da parte di mia madre, ha 60 anni, da un po'di tempo soffre di un forte dolore mandibolare.Ha effettuato una R.M.N. articolazione temporo-mandibolare, esame eseguito nei 3 piani in sequenza T1p/T2p: ATM DX: Sul piano COR il condilo appare parzialmente sublussato, morfologia n.n. normoposto in sede acetibolare a bocca chiusa con disco anteriorizzato.Modesta l'escursione funzionale dinamica, senza significativa evidenza di ricattura del disco a bocca aperta. ATM SX: Condilo in asse ed in posizione corretta a bocca chiusa.Nei limiti d.n. l'escursione dinamica con disco ricatturato.
Il suo dentista le ha fatto un byte e da quando lo porta sta meglio; i forti dolori che aveva tra la mandibola e l'orecchio dx,che le arrivavano fino alla tempia, sono quasi scomparsi.La sua apertura massima della bocca è di 2,3 cm, se cerca di sforzarsi per aprirla di più, sente molto male, così è costretta a rinunciarci.
Il suo dentista insiste dicendole che dovrebbe andare da un buon fisioterapista per rilassare la muscolatura del collo, in quanto afferma che è molto tesa; questa sua certezza è stata confermata dopo una seduta dal fisioterapista.
Lei è molto dubbiosa sul fatto che il suo problema si possa risolvere solo con dei massaggi, anche perchè ha consultato uno specialista maxillo-facciale, che le ha detto che si dovrà INTERVENIRE CHIRURGICAMENTE.
Dimenticavo, il suo problema è di vecchia data, se il mio suggerimento può esserVi utile, Vi informo che questo dolore si è accentuato il mese di agosto, quando si è recata da un dentista per una carie (il suo abituale era in ferie), detto dentista l'ha tenuta con la bocca aperta al massimo, per più di un ora, questo per 2 sedute a distanza di 24 ore.
Curata la carie e passato il mal di denti, si è trovata con questo forte dolore mandibolare!!!
Fiduciosa in una Vs. risposta, Vi ringrazio anticipatamente.
Cordiali saluti.
Milena R.

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[#1] dopo  
Dr. Antonio Maria Miotti
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UDINE (UD)
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Gent.ma Sig.ra,
come sempre non è possibile porre diagnosi a distanza, ed una visita specialistica è sempre necessaria.
Da quanto riferisce Sua madre ha già provato un trattamento conservativo con qualche successo (miglioramento della sintomatologia).
Penso anch'io che, molto probabilmente, sarà necessario un approccio invasivo se si vuole ottenere un ulteriore miglioramento.
Non è detto che debba essere subito propriamente chirurgico. In molti casi, infatti, si possono effettuare artrocentesi (lavaggi dell'articolazione) o interventi chirurgici minimamente invasivi mediante artroscopia.
Al giorno d'oggi queste procedure sono ormai di routine.
Cordiali saluti
[#2] dopo  
Dr. Massimo Marasco
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SIRACUSA (SR)
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Gent.le Sig.ra, anch'io concordo da quanto detto dal collega. Una visita risulta indispensabile per porre diagnosi e sviluppare uona strategia terapeutica. Sicuramente la fisioterapia può dare buoni risultati a breve distanza. L'esame clinico in questi casi è irrinunciabile. Sappia però che neanche gli eventuali interventi chirurgici, artrocentesi, artroscopia o chirurgia a cielo aperto, in alcuni casi risolvono il problema iin maniera definitiva.
A presto
[#3] dopo  
Utente 221XXX

Iscritto dal 2006
VI RINGRAZIO MOLTO PER LA VS. ATTENZIONE
ANCORA GRAZIE MILLE.
DISTINTI SALUTI.
MILENA R.
[#4] dopo  
Utente 221XXX

Iscritto dal 2006
MI E' ARRIVATA UNA NOTIFICA DI RISPOSTA DATATA 9 FEBBRAIO, MA NON HO VISUALIZZATO NIENTE! FORSE C'E UN ERRORE?!! GRAZIE.