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Metastasi polmonari in seguito a cercinoma epatico

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  1. #1
    Utente donna
    Iscritto dal
    2009

    Metastasi polmonari in seguito a cercinoma epatico

    Salve, chiedo informazioni per mio padre di 69 anni.
    Gastroresecato negli anni 70 segue epatopatia cronica HCV correlata trattata con successo con IFN e Ribavarina sino al 2005. Nel 2008 in febbraio compare nodulo di HCC per cui chemioembolizzazione, ma a settembre dello stesso la malattia si ripresenta in forma piu' aggressiva (afp > di 400) per cui si sottopone e emiepatectomia. Condizioni post operatorie buone.L'esame istologico definitivo sul pezzo operatorio ha dimostrato un carcinoma epatocellulare di tipo trabecolare di grado 3.
    Al controllo di giugno 2009 l'afp è schizzata a > 700 (3 mesi prima era a 55)
    Eciografia ok, ma TAC toracica dice "presenza di numerose formazioni nodulari con diametro variabile da pochi mm a circa 1,5 distribuite ubiquitariamente a livello di entrambi i polmoni in prima ipotesi con secondarismi. Alcune adenopatie in corrispondenza della loggia del Barety ed insede ilare destra la maggiore delle quali circa 2,5 cm (quest'ultima in sede ilare metastatica) pervie le strutture bronchiali fin dove esaminabili: non rilevabile versamento pleurico". L condizioni generali per ora sono buone ma è presente piastrinopenia. Mio padre non ha iniziato nessuna cura e si sta tentando di aumentare le piastrine con del cortisone per poter iniziare eventuale chemio.
    Per ora mi è stato consigliato Sorafenib e eventualmente chemio con capecitabina- Sono molto disorientata perchè temo che una volta iniziato un trattamento farmacologico le cose peggioreranno visto le piastrine molto basse...perchè non è stata proposta una ipertermia o una radioterapia conformazionale? non è possibile? poi il fatto di attendere per 2 settimane l'aumento delle piastrine (improbabile visto la milza ingrossata)per decidere di iniziare una cura mi angoscia perchè non so a che velocità si sviluppa questo tumore? l'attesa non rischia di lasciarlo dilagare altrove (cervello,ecc..)?



  2. #2
    Indice di partecipazione al sito: 365 Medico specialista in: Oncologia medica

    Risponde dal
    2004
    Gentile Utente,

    il sorafenib appare la prima scelta in questa condizione. Peraltro anche con un livello di piastrine non elevato e con buona prudenza si può tentare la somministrazione (certo, le piastrine non debbono essere bassissime). L'ipertermia si può senza dubbio eseguire trattando entrambi gli ambiti polmonari. In aggiunta al trattamento che verrà scelto si può abbinare l'estratto di Zebra fish (vedi sito www.ipertermiaroma.it ). Altra valutazione da fare è il dosaggio della cromogranina A per verificare se possibile terapia con octreotide. La situazione si presenza assai seria ma qualcosa a mio avviso si può tentare.

    Cari saluti

    Carlo Pastore
    www.ipertermiaroma.it


    Dr. Carlo Pastore
    www.ipertermiaitalia.it

  3. #3
    Utente donna
    Iscritto dal
    2009
    Grazie per la gentile risposta.
    Purtroppo dopo 3 settimane di cortisone per tentare di alzare il livello delle piastrine, quest'ultime si sono abbassate e ora sono a 55 - l'oncologo che ci segue ha richiesto per l'ennesima volta una serie di esami per valutare la funzionalita' epatica e renale- con le piastrine cosi' basse non si potra' fare nulla? o almeno le sedute di ipertermia potranno essere possibili?
    grazie mille



  4. #4
    Utente donna
    Iscritto dal
    2009
    Salve! Mio padre ha iniziato da un mese il trattamento con Sorafenib - Ho parlato al suo oncologo della possibilità di combinare l'ipertermia, ma mi é stato risposto che non é possibile nel caso di metastasi diffuse perché l'ipertermia deve avere un target preciso (quindi se il tumore fosse localizzato sarebbe ok, ma essendo diffuso no)-che ne pensa?
    Inoltre leggendo un forum di persone che usano il sorafenib qualcuno ha scritto che tale farmaco ha avuto addirittura effetto contrario!!! (benzina sul fuoco!!) -Quindi mi chiedo: puo' essere che acceleri addirittura il decorso della malattia?



  5. #5
    Indice di partecipazione al sito: 365 Medico specialista in: Oncologia medica

    Risponde dal
    2004
    Gentile Utente,

    l'ipertermia può essere effettuata in tutti i distretti dell'organismo in cui vi sia malattia documentata. Peraltro le sonde esterne sono di varia dimensione e consentono di trattare tutti i distretti corporei. Il sorafenib assolutamente non stimola la crescita del tumore, anzi è un farmaco dotato di una buona efficacia. Semmai vi sono tumori che non rispondono e continuano a crescere nonostante la somministrazione del chemioterapico (cosa questa che può accadere con ogni trattamento).

    Resto a disposizione, un caro saluto

    Carlo Pastore
    www.ipertermiaroma.it


    Dr. Carlo Pastore
    www.ipertermiaitalia.it

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