Utente 456XXX
Buongiorno, sono la mamma di una ragazza di 18 anni che ha iniziato a prendere prima 5 mg di olanzapina la sera e poi ha ridotto perchè ha cambiato dopo due sedute lo psichiatra a 2,5 mg. La diagnosi è stato breakdown adolescenziale. Sono passati sei mesi e la ragazza da uno stato di confusione, piangeva e non usciva mai di casa, diceva di volersi togliere la vita e interpretava male i segnali esterni ora sta bene ha fatto la maturità e ha altre due visite settimanali dallo psichiatra che è anche il suo psicoterapeuta prima dell'inizio dell'estate
Ora che sta molto meglio vorrebbe interrompere la cura perchè le ha fatto aumentare l'appatito ed è quindi ingrassata un po' e soprattutto si sente senza emozioni. La sua dottoressa non ne vuole sapere di interrompere come anche la psicoterapeuta che seguiamo io e io marito per agire meglio in questa situazione. Ho letto di tutto sugli effetti dell'olamzapina e in fondo al mio cuore di mamma so che è giunto il momento di interrompere, ma sono terrorizzzata dalla reazioe del suo medico. A metà della cura ho fatto di testa mia e l'ho portata da un altro psichiatra più giovane che le ha dimezzato subito la cura da 5 a 2,5 mg senza che lei avesse avuto il coraggio di avvertire la sua dottoressa. MI hanno fatto una ramamzina e dopo un mio mea culpa tutto è ritornato come prima meno l'aumento della dose che è rimasto a 2,5 senza nessuna rezione preooccupante anzi la ragazza riusciva a studianre meglio.
Ora mi trovo prima dell'inzia dell'estate nella condiizione di non sapere ocsa fare se seguire la nuova richiesta di mia figlia di voler cambiare psichiatra per poter interrompere defintivament la cura. Il suo stato è stao dovuto anche a un brutto lutto.
Mi hanno detto che non posso farle cambiare dottore senza prima che lei lo dica al suo: solo dopo si può rivolgere ad un altro.
Vorrei un consiglio: è giovane e l'aumento di peso anche se non eccessivo sta influendo sulla sua accettazione del suo corpo e della sua autostima. Perchè uno psichiatra ha subito fatto ridurre il farmaco e tutto è andato bene e l'altro continua a mantenerlo?
Come ci possiamo muovere senza arrecare danni a nostra figlia? Ho letto che l'interruzione può avere effetti negativi e abbiamo paura di trovarci con lei da soli nel corso dell'estate in una situazione complessa.

[#1] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

"breakdown adolescenziale. " non esiste come diagnosi.
Il primo punto è definire la diagnosi, perché quando una cura crea dei problemi si prova a sostituirla, piuttosto che usare dosi insufficienti, il che la renderebbe soltanto poco efficace.
Ma senza avere un'idea della diagnosi la scelta è meno chiara.
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente 456XXX

Iscritto dal 2017
mi hanno solo parlato di questo dopo aver chiesto molte volte la stessa cosa definendola diagnosi. Mia figlia va in spicoterapia da febbraio due volte a settimana e noi una volta ma a questa domanda nessuno mi ha detto di più. Mi sta consigliando di chiedere una diganosi più precisa ancora una volta?

[#3] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Non è questione di precisione, questa è un'espressione che non corrisponde ad una diagnosi (crisi adolescenziale), mentre il farmaco serve a situazioni specifiche.
Ma anche senza diagnosi formale, le manifestazioni che ha descritto corrispondono ad una psicosi: delirava ? aveva allucinazioni ? Di fatto ha risposto ad un farmaco anti-psicosi.
Faceva uso di sostanze ?
Dr.Matteo Pacini
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[#4] dopo  
Utente 456XXX

Iscritto dal 2017
Tutto e iniziato due anni fa con una semplice crisi adolescenziale: piangeva ogni tanto, diceva che non si trovava bene con le amiche ma poi tutto rientrava. Ha fatto anche psicoterapia. Poi questa estate ha subito la perdita di una sua amica e poi una delusione d'amore. Per quanto possa servire è una ragazza bellissima. Ha retto fino a gennaio dopo di che non voleva più andare a scuola, non vedeva più nessuno, ( è stata due mesi e mezzo a casa) stava tutto il giorno a letto, piangeva, mi vedeva come una nemica, diceva che a scuola mentre facevano lezione in realtà parlavo di lei, interpretava le parole degli amici come se fossero dirette negativamente verso di lei, voleva togliersi la vita, mi cacciava via perchè diceva che ero come una strega e accettava solo mio marito. Ha avuto un forte attacco di panico dopo aver fumato e sì fumava come tutti i ragazzi della sua età purtroppo, ma niente di più. L'apice è stato quando è uscita di notte, da sola e per fortuna l'ho sentita e siamo andata a riprenderla. Non era più la stessa, riufiutava tutto e tutti, irriconoscibile. Diceva di aver un forte mal di testa. Non delirava ma vaneggiava, diceva cose che non aveva mai detto tutte negative verso la vita che aveva sempre fatto. Quindi si forse una psicosi. Da febbraio prende l'olanzapina ed è stata subito meglio. Ora sta bene, anche se non come prima nel senso che la sua socialità è molto ridotta e dorme molto. Ritorna il suo rifiuto del farmaco che vorrebbe smettere. Lo psichiatra che avevano contattato era molto più leggero rispetto a quello che la segue e piano piano glielo avrebbe tolto. Ma mi hanno rimproverato malamente di questo e quindi siamo tornati da quello attuale e a me resta il dubbio che mi devo tenere dentro. Ecco perchè chiedo un suo consiglio e anzi grazie per le sue risposte.

[#5] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Sembrerebbe proprio un episodio psicotico, ma è stranissimo che non sia stato così definito. Inoltre fumava, intendo cannabis, (non come tutti, come alcuni ragazzi della sua età, ma non è questo il punto).
La diagnosi va definita perché le psicosi hanno vario decorso, ci sono quelle transitorie, quelle ricorrenti e quelle continue.
Dr.Matteo Pacini
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[#6] dopo  
Utente 456XXX

Iscritto dal 2017
Allora credo che lo psichiatria non sappia ancora che decorso avrà questa psicosi e non so perchè non abbia voluto definirla in maniera così precisa. Ne parlerà con il nostro psioterapeuta che è in contatto con lui. Noi non possiamo comunicare direttaente con lui. Riguardo la fumo che dirle ha ragione non tutti i ragazzzi ne fanno uso ma gli amici di mia figlia quasi in blocco. Ho letto che provoca reazioni psicotiche in soggetti "portati". Speriamo sia solo transitorio. E' difficile per lei e per noi affrontare questa realtà e si ha sempre una reazione negativa all'uso dei farmaci che devo dire nel nostro caso ha boccato completamente i pensieri sbagliati. Ha qualche consiglio da darmi? Pazienza?

[#7] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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In due anni è impossibile non fare una diagnosi. Il discorso sostanzialmente è nel prevedere il decorso, poi magari la cura di per sé può essere la stessa, ma la persona è bene che sappia cosa si prevede.
Dr.Matteo Pacini
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[#8] dopo  
Utente 456XXX

Iscritto dal 2017
Grazie dottore, comunque non sono due anni ma sei mesi è in cura dal febbraio. Un'ultima domanda: quando sotto richiesta di mia figlia di voler ridurre il farmaco e desiderio di trovare un dottre con cui avesse maggior feeling io ho trovato un altro specialista che l'ha incontrata per due volte e glielo ha ridotto (da 5 mg a 2,5) sia il suo psichiatra sia il nostro psicoterapeuta ci hanno detto che dentologicamente non è così che si agisce. E' vero che il nuovo psichiattra le aveva detto che avrebbe dovuto prima parlarne con il suo, ma lei non lo ha fatto e neanche noi. Per non sbalgliare ancora e in caso mia figlia ( maggiorenne) volesse sentire il parere di un altro psichiatra qual'è la prassi che dovremmo seguire? Grazie veramente del suo supporto

[#9] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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6 mesi, però il discorso non cambia, anche perché la diagnosi è già stata fatta e la terapia scelta in base a questo, e non è "breakdown adolescenziale", questo è un modo di dire.
Ridurre la cura non è una mossa con un esito certo, e appunto se non si sa su che diagnosi ci si muove si corre il rischio semplicemente di togliere una cura per una malattia che tende a ricadere.

Sentire altri pareri non richiede alcuna particolare prassi, è una vostra libera scelta.
Dr.Matteo Pacini
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[#10] dopo  
Utente 456XXX

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Grazie dottore