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La sindrome del Paradiso Perduto

 Psichiatria - News generale del 07/01/2011 - 1595 visite

La storia di Elena

Molti pazienti, in particolare quelli affetti da disturbo di panico o fobie specifiche, quando raccontano la loro storia la dividono in due fasi completamente distinte: “prima” della malattia e “dopo”. Spesso però la memoria è alterata e questo influisce pesantemente sulle aspettative e sulla terapia.

Lascio la parola alla signora Elena (nome di fantasia):

“Prima tutto andava benissimo, lavoravo, studiavo, avevo tanti amici, poi... è iniziato l’inferno”

La decisione di rivolgersi ad uno psichiatra è sempre sofferta e gravata da sensi di colpa: Elena non è riuscita a “farsi forza”, a “controllare” le sue ansie, come le avevano consigliato parenti e amici.

Si ritiene, a torto, che le funzioni cerebrali siano totalmente controllabili dalla volontà, almeno per quanto riguarda i disturbi mentali. Nessuno crede possibile dimenticare la persona amata subito dopo una delusione amorosa, ad esempio, ma ritiene di potere (o dovere?) eliminare il panico o una fobia a comando.

Elena ha provato, senza successo, rimedi “naturali”, consigliati da conoscenti. Solo dopo mesi di sofferenza si è rassegnata a chiedere un aiuto competente, e nel frattempo ha perso tempo prezioso e ha sofferto molto.

A questo punto l’aspettativa di Elena è alta: vuole guarire al più presto, perché lei non ce la fa più, e i suoi familiari e amici danno segni di impazienza.

Elena accetta (per disperazione più che per convinzione) di assumere farmaci per il suo disturbo, e fa un grande sforzo, perché anche questi sono connotati negativamente: sono i terribili “psicofarmaci”, danno dipendenza, rendono simili a robot, non se ne può più fare a meno per tutta la vita... tutti concetti falsi, ma ben radicati nell’immaginario collettivo, purtroppo.

Elena vorrebbe tornare “come prima”, ma non come realmente era prima, cioè una persona di carattere ansioso, con qualche insicurezza che comunque riusciva a controllare; vorrebbe tornare come SI RICORDA di essere stata, serena, felice e senza problemi, quella che io chiamo la Sindrome del Paradiso Perduto.

Dato che le medicine non sono pozioni magiche, la delusione è in agguato.

I farmaci indicati per i disturbi cronici della sfera ansiosa sono gli antidepressivi, che impiegano alcune settimane (dopo che si è raggiunto il dosaggio pieno) per essere efficaci e che possono dare qualche effetto collaterale: è importante perciò che la prescrizione sia associata ad una spiegazione molto chiara dell’effetto del farmaco e di quello che ci si può attendere, se no Elena rischia di aggiungere un’altra frase fatta: “Ho provato anche gli psicofarmaci, ma non hanno funzionato e ho lasciato perdere”.

Come finirà la storia?

Se lo psichiatra aiuterà Elena nel suo percorso, fornendole informazioni precise, vedendola ad intervalli regolari (un solo incontro non basta), valutando con lei l’opportunità di associare una psicoterapia e il tipo di psicoterapia adatto al suo caso, e se Elena dal canto suo collaborerà con le indicazioni dello specialista, dopo alcune settimane potrà notare un’attenuazione della sintomatologia, anche se la variabilità individuale è elevata.

Elena potrebbe notare una riduzione della frequenza o dell’intensità degli episodi di panico, o anche sperimentare momenti (ore o giornate) di benessere. La progressione non è costante, ci possono essere giornate negative, ma se il miglioramento inizia e se Elena ha la pazienza di continuare la terapia per un anno circa, senza sospendere appena inizia a stare bene, le prospettive sono buone.

L’importante è che Elena, e tutte le persone che soffrono di disturbi simili ai suoi, non si soffermi troppo su un mitico passato di benessere e si concentri su ricordi più vicini per fare il confronto con le condizioni attuali:

“Rispetto alla settima scorsa? Sono stata un po’ meglio, non ho avuto attacchi di panico...” è l’inizio del miglioramento e di un cammino che porterà Elena a vincere il blocco della sua paura.


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Commenti alla news:
1. Utente 201007 il 03/04/2011 ha scritto:
Salve mi chiamo G e sono di (AN). Attualmente ho 48 anni purtroppo ho sempre convissuto da sempre con stati di ansia e depressioni pazzesche.
Non voglio eludermi dal dire che a 16 anni ho iniziato ad essere tossico dipendente e anche alcolista che dopo varie comunità , ricoveri ho terminato il mio calvario circa 15 anni fa , iniziandone però un’altro , cioè quello di non vivere emozioni , avere una vita piatta degna da non vivetla e spesso e volentieri a nascondermi in casa dove oggi è diventato il mio rifugio per l’ansia .Si ansia , poichè dopo questo statato di apatia perenne mi sono dovuto rimboccare le maniche e mettermi a lavoro . Fino a questo momento come già detto ho sempre vissuto una vita apatica , poichè ho sempre pensato che non mi sarei più potuto divertire come tutti gli altri , cioè fare una vita normale , uscire con gli amici a cena farsi magari 4-5 birre e poi ritornare a essere una persona normale . Come lei sa anche questa cosa per me non è possibile fare , poichè essendo stato alcolista , come bevo un aperitivo o un bicchiere di vino , per 20 minuti mi sento bene , dopodichè il mio umore va sotto i piedi .Però voglio dirle una cosa ; essendo io una persona molto testarda e non accettando che una persona non poteva avere il controllo sull’alcool , ho voluto sperimentare , con risultati all’inizio devastanti , ma alla fine ci sono riuscito e quelle pochissime volte che esco a cena con gli amici riesco a bere , ovviamente non in maniera eccessiva , ad ubriacarmi , restando in uno stato euforico , senza poi sentire il bisogno di ribere il giorno dopo , ma con un po’ di postumi che durano a seconda di quanto bevo , quindi da un giorno o giorno e mezzo che devo restare a casa sul divano , oppure sul letto a dormire .Comun que il problema maggiore non è questo , ma il fatto di vivere male come già detto sopra , cioè tra depressione e ansia . Ora ho un’attività che conduco con mio figlio .....questa cosa a giorni mi uccide, poichè mi alzo con il pensiero di affrontare la giornata tra mille problemi affrontandoli sempre con stati ansiosi e guardando l’orologio affinchè finisca la giornata per rimettermi nel mio divano e al mio computer dove tutto si placa. Per me questo è il massimo della vita , la serenità , che purtroppo o per fortuna dura poco poichè il giorno dopo si riparte e pur di vivere questo momento di serenità rinuncio ad uscire o fare altro ....perchè ripeto questo momento è il più bello del giorno. Anche uscire con gli amici mi mette ansia e panico , poichè non so mai se vado a star meglio o peggio , a meno che non si va a cena e allora aspetto quel momento per essere un pochino allegro senza pensieri bevendo due tre bicchieri di vino finchè non mi sento tranquillo e spensierato.
Da circa due anni assumo gocce di Xanax e un quinto di una pasticca di Zoloft poichè se aumento la dose dello Zoloft aumenta lo stato d’anzia anche se poi dall’altra parte mi fa star bene poichè mi fa stare bene con le persone senza sfuggire. Ho provato a aumentare lo Zoloft , ma di conseguenza ho dovuto aumentare lo Xnax poichè iniziavo ad avere tipo tachicardia e quindi ancora anzia. Se non prendo lo Zoloft dopo pochi giorni ricado in depressione senza voglia di vivere e fare le cose solo perchè devono essere fatte con degli sforzi enormi .Avvolte prendo più zoloft ma poi in concomitanza prendo gocce di Xanax , ma in questo modo mi sento malissimo poichè internamente sono ansioso però dall'altra mi si chiudono gli occhi Insomma un vero casino e quindi la mia giornata è fatta tra gocce di Xanax e pezzettini di zoloft al bisogno , che poi non si sa mai quando si ha bisogno di queste cose, poichè spesso sto peggio, come gia' detto . Quindi non seguo una vera e propria terapia .....ma cerco di tirare avanti , cercando di azzeccare cosa manca al mio fisico e compensare con questi 2 farmaci. A volte penso che morire non è che sia poi così male ......non sto dicendo che voglio morire , ma non mi fa più paura come una volta poichè finirei la mia sofferenza iniziata da quando avevo 16 anni e mai più ristabilita .. fatta da anni di comunità e ricoveri per alcool. Mi sono dimenticato di dirle che oltre a queste medicine prendo anche il Minias , 25 gocce per dormire e inoltre anche 8mg di subutex poichè 6 anni fa mi sono buttato per qualche mese sulla cocaina e quindi per poi smorzare il down della coca usavo una minima parte di eroina , che era usata solo per questo motivo e non come quando iniziai che era un modo per annullarmi. Bè dopo tutte queste cose messe insieme , forse anche con poca chiarezza e dettato dalla disperazione di voler vivere , volevo sapere se esistono altri farmaci che posano aiutarmi per la mia depressione anziosa.......poichè penso che dopo 48 anni di sofferenze , abbi anche io diritto di vivere una vita normale . Lei non sa quanto vorrei prendere solo un farmaco per tutta la giornata che mi faccia star bene , ma io credo che non esiste .......o meglio solo la cocaina può darti questo , ma visto tutto quello che ho passato e tutte le controindicazioni che hanno gli stupefacenti già provati sulla mia pelle , non credo proprio di riprovare e preferisco vivere tre ore al giorno sul mio divano e il mio computer ............Sono veramente stanco di lottare.
Mi sono rivolto a lei soprattutto non per una consulenza in internet , cosa molto complessa per il mio caso , ma magari forse mi saprebbe consigliare un ottima Dr.ssa in Ancona , dico Dr.ssa poichè mi trovo meglio che con i Dr
Grazie per l'aiuto che potrà darmi , anche solo quello di un numero di telefono Giacomo
2. Dr.ssa Franca Scapellato il 03/04/2011 ha scritto:
Gentile signor Giacomo,
purtroppo non conosco colleghi o colleghe di Ancona.
Questo è un blog, per avere un consiglio sulle terapie dovrebbe chiedere nella sezione psichiatria del sito.
"Quindi non seguo una vera e propria terapia .....ma cerco di tirare avanti , cercando di azzeccare cosa manca al mio fisico e compensare con questi 2 farmaci": sta girando in tondo, si consulti con il suo medico di famiglia, per esempio, che sicuramente conoscerà gli specialisti della sua città.
La saluto cordialmente
3. Utente 171418 il 25/01/2013 ha scritto:
è vero dottoressa, c'è proprio questo stacco notevole tra il prima e il dopo, ma nel mio caso questo stacco è dato da quello che io chiamo "consapevolezza di malattia". Prima ero forse anche più ansioso, ma non sapendo neanche che esistessero i disturbo ossessivi, lo ritenevo "normale". Ora qualsiasi cosa mi accad, lo riconduco alla malattia!
4. Dr. Chiara Lestuzzi il 25/01/2013 ha scritto:
Grazie per questo bellissimo articolo.
Equilibrio e saggezza sono essenziali per fare quasto lavoro!

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