Copertina libro
Titolo: Il cervello immaginante
Editore: Imprimatur
Prezzo: 17.00

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L’immaginazione è possibile quando nuove connessioni uniscono le menti, solo così associazioni di cose già note ne formano altre, non ancora venute alla luce. L’immaginazione è la madre di quel lampo di luce chiamato creatività. Che fa vedere ciò che tutti hanno visto e pensare ciò a cui nessuno ha mai pensato. La rete che unisce è stata creata dal linguaggio. All’interno del cervello si sono moltiplicate le sinapsi e la parte associativa frontale è aumentata di volume. Quel che ne è uscito è una scimmia immaginante. Nei primitivi cervelli si formò il germe della consapevolezza corporea e ambientale, e apparve loro un mondo. Un fenomeno biologico che ha consentito di comprendere gli altri, collaborare, memorizzare e imparare. Di sapere che alcune esperienze non si riferiscono alla realtà, ma esistono solo nella mente, e possono essere sbagliate. La realtà perciò è un prodotto del cervello, un tipo specifico di apparenza finalizzato alla sopravvivenza. L’essere umano ha ridotto questa illusione, sviluppando, paradossalmente, l’immaginazione. Questo testo è un tour divulgativo all’interno del cervello, con l’espediente di Facebook. Un professore di neurologia scrive i suoi post e si confronta con gli altri. L’umano è un animale vestito, questo è l’unico dato visibile che un marziano esploratore riferirebbe sorpreso, una volta tornato a casa. Gli abiti della scimmia sono indossati anche dal cervello e sono in primo luogo l’immaginazione, il racconto e la conoscenza. La scienza può esaminare il cervello, conoscerlo è necessario, però non è sufficiente. Vi sono due visioni nella testa, quella genetica quella del cervello vestito dall’immaginazione. Nel primo, scorrono le diapositive della vita tra un respiro e l’altro, in un presente infinito. Mentre nel secondo, la vita è una storia, con inizio, trama e fine. Perciò la mente è il cantastorie di un cervello incantato.