La visita allergologica traccia un “percorso” particolare, che meriterebbe alcune piccole accortezze al fine di migliorare l’accuratezza diagnostica e, talora, di risparmiare ulteriori accessi (e quindi tempo e denaro) al paziente.

Come si svolge la visita

La visita allergologica traccia un “percorso” particolare, che meriterebbe alcune piccole accortezze al fine di migliorare l’accuratezza diagnostica e, talora, di risparmiare ulteriori accessi (quindi tempo e denaro) al paziente.

Generalmente la visita medica si compone di tre fasi:

  • la raccolta dei dati anamnestici (cioè l’ottenimento della “storia” del paziente e la visione degli esami eventualmente già svolti),
  • l’esame obiettivo (cioè la “visita” in senso stretto) e
  • il momento di sintesi tra le prime due, che rivela il sospetto diagnostico – o la diagnosi – e suggerisce eventuali ulteriori accertamenti – e/o la terapia.

In campo allergologico la valutazione si arricchisce solitamente di un passaggio ulteriore, rappresentato da un tipo di test cutaneo a lettura immediata, il prick test (PrT), poiché spesso necessario per la diagnosi (e non di rado già di per sé sufficiente a formularla), rapido e semplice da eseguire. A seconda del motivo della visita e di quanto emerge dall’anamnesi si decide quali fonti allergeniche impiegare; se i risultati del PrT sono ritenuti insufficienti (o, per qualche motivo, inattendibili) si richiedono ulteriori esami.

Se si sospetta la presenza di una malattia bronchiale ostruttiva si esegue, seduta stante (già prima del PrT), anche una spirometria.

 

Alcune regole generali per il paziente

  1. Portare una nota del nome dei farmaci assunti quotidianamente, se non si ricordano;
  2. riferire quali farmaci sono stati utilizzati (su consiglio del curante o di altri specialisti) per la cura della condizione clinica sottoposta alla valutazione dell’allergologo, e quali effetti hanno sortito;
  3. portare in visione tutti i documenti inerenti il problema clinico, e magari anche esami (soprattutto ematochimici) recenti, pur se eseguiti per altri motivi;
  4. evitare (se possibile) l’assunzione di antistaminici per almeno 5-7 giorni prima della visita;
  5. evitare (se possibile) l’uso di cortisonici (sia per via generale che locale) per almeno due-tre settimane se il motivo della visita è una forma di dermatite.

 

Cosa può aspettarsi il paziente e come può collaborare al meglio

Con il colloquio si cerca di ricostruire minuziosamente la storia clinica allergologica. Spesso alle domande dello specialista i pazienti rispondono, invece, in maniera molto vaga: questo può succedere, ad esempio, anche quando si ritiene che possa esistere un’allergia alimentare. In questo caso è utile che il paziente compili un diario sul quale fornisce dettagli circa gli alimenti (e gli eventuali farmaci) assunti prima della reazione, il tempo intercorso (e le eventuali attività svolte) tra il pasto (e/o il farmaco) e la comparsa delle manifestazioni cliniche, i caratteri di quei segni e sintomi; meglio ancora se annota anche quali alimenti ha consumato senza lamentare disturbi.

Nel sospetto di una reazione avversa a un farmaco, anche se datata, il paziente deve cercare di ricordare ogni particolare di quell’evento (come appena descritto per gli alimenti), in primo luogo il nome del farmaco implicato; anche per le punture di insetto aculeato le indicazioni sono più o meno le stesse (identificazione, se possibile, dell’insetto e descrizione della reazione).

 

Che cosa il paziente non deve pretendere

Gli unici test cutanei sicuramente (reattività cutanea permettendo) e prontamente eseguibili nella circostanza della prima visita sono i PrT. Generalmente (a meno che sia consentito da coincidenze favorevoli) i test epicutanei a lettura ritardata (patch) devono essere programmati, così come succede di norma con i test per farmaci e per veleno di imenotteri.

La diagnostica per farmaci in particolare, a seconda dei casi, può essere particolarmente impegnativa e non surrogabile in un unico accesso. In altre occasioni i test possono essere negati ai pazienti (ad esempio per assenza di indicazioni all’esecuzione) talora suscitando sollievo, talora delusione; in ogni caso lo specialista fornirà precise istruzioni scritte sui farmaci utilizzabili (eventualmente con quali rischi) e quelli che devono invece essere assolutamente evitati.