Il nickel è uno metalli più comuni nell’ambiente e quindi risulta molto difficile poterlo evitare. Quando il nickel viene a contatto con la pelle può provocare una dermatite. Nello specifico, tale metallo è responsabile di una delle più frequenti Dermatiti Allergiche da Contatto (da ipersensibilità di tipo ritardato). Circa il 5% della popolazione generale dei paesi industrializzati sono allergici al nickel.

Dove si trova il nickel?

Il Nickel si può trovare in molte leghe metalliche ed oggetti “placcati” utilizzati nella vita di tutti i giorni.

Come si pone la diagnosi di allergia al nickel

La diagnosi si basa sulla storia del paziente (anamnesi) e sulla localizzazione delle lesioni che, nella maggior parte dei casi corrispondo alle zone di contatto con il nickel. Qualche volta il paziente può presentare delle caratteristiche atipiche come, ad esempio, un eczema delle palpebre. Il patch-test per il nickel ha una alta sensibilità nell’individuare le allergie a tale metallo. Il nickel, inoltre, è compreso in tutti i pannelli di patch-test standard.

Prevenzione

La via più efficace per prevenire la sensibilizzazione al nickel sarebbe quella di ridurre l’esposizione a tale metallo nei capi di abbigliamento, nella bigiotteria e gioielleria (soprattutto negli orecchini). Alcuni paesi hanno messo al bando oggetti di metallo (compresi orecchini, collane e braccialetti) che rilascino un quantitativo di nickel che superi 0,5 mg/cm2 a settimana. Di solito la gioielleria d’oro, l’argento ed il platino a 18 carati non presenta problemi.

Alcuni piccoli oggetti di metallo come le chiavi di casa, per i quali è difficile evitare il contatto, potrebbero essere ricoperti con alcuni strati di smalto non colorato per le unghie. Per gli utensili di più grosse dimensioni può essere utile rivestirli con plastica. Alcuni oggetti come le montature degli occhiali, infine, devono essere necessariamente nickel-tested. Rimane inteso che contatti di breve durata con oggetti contenenti nickel non causano reazioni cutanee importanti se non in persone particolarmente sensibili.

Come evitare il nickel e quali sono le alternative disponibili

In generale, l’alluminio l’acciaio inossidabile e l’oro giallo a 18 carati sono metalli alternativi sicuri. Per l’abbigliamento è preferibile scegliere indumenti senza zip o fermagli di metallo. Utilizzare forbici, utensili da cucina, pettini o altri attrezzi di metallo con manici di legno o di plastica. Non indossare mai orecchini che non siano garantiti per il rilascio di nickel. Oggetti di metallo che sono difficili da evitare come gli orologi da polso, le chiavi, etc. possono essere ricoperti da alcuni strati di smalto non colorato per le unghie. Nei casi in cui ci sia il sospetto che la quota di nickel assorbita attraverso gli alimenti sia importante per la persistenza dei disturbi, è raccomandabile utilizzare utensili da cucina di alluminio.

Alimenti ricchi di nickel

In una piccola quota di soggetti particolarmente sensibili al Nickel, l’assunzione tramite alimenti di questa sostanza può aggravare la dermatite o essere responsabile di orticaria generalizzata. Per tali pazienti, solo dopo attenta osservazione medica specialistica che preveda anche test di provocazione con nickel, può essere utile la raccomandazione a non assumere cibi in scatola, cucinare in pentole smaltate, in teflon o alluminio ed usare esclusivamente stoviglie di vetro o di acciaio inox 100%.

Nei soggetti particolarmente sensibili, un altro provvedimento utile può essere quella di evitare l’assunzione di alimenti particolarmente ricchi di tale metallo. Per quel che concerne il quantitativo di nickel presente negli alimenti, piuttosto che fornire un elenco che obbliga una continua consultazione, preferiamo riassumere il tutto in una regola di buon senso dicendo che le verdure a foglia verde sono gli alimenti a più alto contenuto (150-300 microgrammi per 100 grammi di alimento) seguiti dalla frutta, tuberi e grano (15-35). Gli alimenti più poveri di nickel sono le carni ed il latte.

 Avvertenza: quelle riportate sono solo indicazioni generali per evitare il contatto o l’ingestione di nickel nella vita di tutti i giorni ma non sostituiscono i consigli individuali dati dallo specialista ad ogni paziente in rapporto alla propria condizione clinica.

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