La dermatite atopica è una malattia che causa prurito ed infiammazione della pelle. Generalmente interessa le pieghe dei gomiti e delle ginocchia ed il volto ma, può interessare la maggior parte del corpo. La dermatite atopica rientra nel gruppo delle malattie “atopiche”, un termine originariamente utilizzato per descrivere le malattie allergiche come l’asma e la rinite allergiche. La dermatite atopica è stata inclusa tra le malattie atopiche in quanto essa spesso colpisce chi soffre di asma e rinite allergica o ha membri della propria famiglia che ne soffrono. I medici spesso indicano queste tre condizioni come la “la triade dell’atopia” (Incorvaia, Frati, Verna, D’Alò, Motolese, & Pucci, 2008). 

La dermatite atopica non è contagiosa. Le ricerche indicano che le malattie atopiche, come la dermatite atopica, sono geneticamente determinate ed ereditate da uno o entrambi i genitori. Un bambino con un genitore che abbia una malattia atopica ha una possibilità su quattro di avere una qualche malattia atopica. Se entrambi i genitori sono atopici, il bambino ha una possibilità superiore a uno su due di essere atopico.

La dermatite atopica inizia quasi sempre nel corso della prima infanzia. I suoi sintomi sono la “pelle secca”, il prurito, la desquamazione, le “screpolature” dietro le orecchie ed i rashes sulle guance, sulle braccia e sulle gambe. Migliora e peggiora ciclicamente. Durante le riacutizzazioni sono possibili lesioni cutanee trasudanti, crostose e, talvolta, dolorose derivanti dal grattamento e da sovrainfezioni.

Spesso il problema svanisce durante l’infanzia anche se le persone affette da dermatite atopica hanno una tendenza per tutta la vita ad avere:

  • Pelle secca facilmente irritabile;
  • Malattie cutanee professionali – dermatiti delle mani;
  • Infezioni cutanee stafilococciche o erpetiche;
  • Problemi oculari – dermatite della palpebre, cataratta;
  • Disturbi di relazione familiare/sociale

Tra i bambini affetti da dermatite atopica, molti soffrono contemporaneamente di rinite allergica ed asma o uno o entrambi tali malattie si possono sviluppare più tardi.

La dermatite atopica è una malattia molto comune, presente in tutti le parti del mondo anche se è più comune nelle aree urbane e nei paesi sviluppati. Si stima che circa il 10% della popolazione possa soffrire in qualche momento della vita di dermatite atopica (tali stime potrebbe non essere valide per i tropici). Colpisce sia le donne che gli uomini di tutte le razze in egual misura. 

L’eczema e la dermatite atopica sono la stessa cosa?

L’eczema è un termine generale per ogni tipi di dermatite o “infiammazione della pelle”. La dermatite atopica è la forma più grave e con possibile cronicizzazione di eczema. Malgrado il termine eczema venga spesso utilizzato al posto di dermatite atopica, ci sono altre malattie della pelle anch’esse di tipo eczematoso. Una lista parziale degli eczemi comprende:

  • La dermatite atopica
  • L’eczema nummulare
  • L’eczema disidrosico
  • La dermatite seborroica
  • La dermatite irritativa da contatto
  • La dermatite allergica da contatto

Tutti i tipi di eczema provocano prurito e rossore, alcuni desquamano o trasudano. 

Cosa fa scoppiare la dermatite atopica?

La dermatite atopica tende a riaccendersi quando una persona è esposta a certi fattori o sostanze scatenanti che peggiorano la dermatite come la secchezza della pelle, gli irritanti, le allergie, gli stress emotivi, il caldo, la trasudazione e le infezioni. La chiave per controllare la dermatite atopica è evitare o ridurre tale esposizione.

Le persone affette da dermatite atopica sono di solito sensibili a certe sostanze; alcune di queste sostanze sono irritanti ed altre sono allergeni.

Gli irritanti sono sostanze che causano bruciore, prurito ed arrossamento come solventi, sostanze industriali, detergenti, fumi, fumo di tabacco, vernici, sbiancanti, lane, cibi acidi, ed altri prodotti per la cura della pelle contenenti alcool ed alcuni saponi e fragranze. Se un irritante è potente o abbastanza concentrato, può irritare la pelle di chiunque a prescindere che abbia o non abbia la dermatite atopica.

Gli allergeni sono fattori scatenanti più subdoli. Un allergene non irrita ma, può scatenare una riaccensione della dermatite atopica nelle persone che sono diventate allergiche ad esso dopo una precedente esposizione. Gli allergeni implicati nella riaccensione della dermatite atopica sono spesso proteine di origine animale o vegetale presenti negli alimenti (Hauk, 2008).

Quando le persone affette da dermatite atopica sono esposte ad un irritante o ad un allergene cui sono sensibili, alcune cellule infiammatorie infiltrano la pelle.  Esse, quindi, rilasciano sostanze chimiche che causano prurito e rossore. Successivamente, si hanno le lesioni che compaiono quando il soggetto di gratta e friziona l’area colpita.

Tutti gli affetti da dermatite atopica devono evitare gli irritanti, mentre quelli con allergie note dovrebbero, alla stessa maniera, evitare gli allergeni. Scoprire una sostanza allergizzante può essere difficile, come discusso di seguito. 

Che relazione c’è tra allergia alimentare e dermatite atopica?

Le allergie alimentari possono causare delle riaccensioni. Dato che una reazione allergica ad un alimento (sia tramite contatto con la cute durante la preparazione dell’alimento sia mangiando l’alimento) può scatenare una riaccensione della dermatite atopica, è importante identificare gli alimenti scatenanti.

La diagnosi di allergia alimentare è difficoltosa. Il modo più sicuro consiste nell’osservare un peggioramento dell’eczema quando si mangia un particolare alimento. Qualche volta, questo è solo una coincidenza con la riaccensione e necessità di essere verificata con un test di provocazione che consiste nel mangiare l’alimento incriminato sotto osservazione medica. L’eliminazione di alimenti dalla dieta dovrebbe essere effettuata solo sotto supervisione medica in quanto essa potrebbe causare gravi problemi nutrizionali. I pazienti sono raramente allergici a più di uno o due alimenti (Bath-Hextall, Delamere, & Williams, 2009).

Un valido aiuto per la diagnosi di allergia sono rappresentati dai testi cutanei (il prick-test e, più recentemente il patch-test o atopy patch-test) e dai test di laboratorio (dosaggio delle IgE specifiche) per gli allergeni di origine alimentare. Entrambi sono gravati da un alto grado di false positività il cui significato va interpretato con l’aiuto dell’Allergologo (Sicherer & Leung, 2009). 

Che relazione c’è tra le altre allergie e la dermatite atopica?

In alcuni casi, i pazienti affetti da dermatite atopica notano un peggioramento della loro condizione quando sono esposti ad allergeni inalanti come la polvere o gli animali domestici. Anche in questo caso, i test cutanei (prick-test per allergeni inalanti e, più di recente, il patch-test per gli acari della polvere)  ed i test di laboratorio sono un valido aiuto per scoprire allergeni che vale la pena di evitare dopo aver escluso, sempre con l’aiuto dell’Allergologo, le eventuali false positività.

L’immunoterapia specifica allergene specifica non sembra essere di grande utilità nel trattamento della sola dermatite atopica. 

Che ruolo ha lo stress emozionale sulla dermatite atopica?

Molti adolescenti ed adulti riconoscono una relazione tra circostanze stressanti nella loro vita e le riaccensioni della dermatite atopica. La rabbia, la frustrazione e l’imbarazzo sono tutte cause di rossore e prurito. Il conseguente grattamento può provocare il perpetuarsi della dermatite (Arndt, Smith, & Tausk, 2008).

Le persone affette da dermatite atopica dovrebbero imparare come evitare le riaccensioni provocate da stress emozionali. I due concetti importanti per questo sono:

  • Imparare ad affrontare gli eventi psicologicamente stressanti;
  • Controllare il comportamento del grattamento. 

Qual è il ruolo del clima, del caldo e dell’umidità?

Il freddo estremo o le temperature calde, o gli improvvisi cambi di temperatura sono scarsamente tollerati dalle persone affette da dermatite atopica. Un alto tasso di umidità provoca un aumento della sudorazione e può provocare sintomi fastidiosi come il caldo. Un basso tasso di umidità asciuga la pelle, soprattutto durante i mesi invernali quando le case sono riscaldate. Sfortunatamente, gli umidificatori non aiutano molto; la miglior protezione contro il “prurito invernale” è la regolare applicazione di creme idratanti. Mentre si può fare poco per il clima (e trasferirsi in una nuova zona climatica non ha senso), si può rendere più confortevole il proprio ambiente domestico. Due manovre utili per contrastare il problema sono il settare al minimo i termostati ed indossare pochi indumenti durante il sonno al fine di prevenire la sudorazione notturna. 

Cosa c’è da sapere sull’esercizio fisico?

L’unico problema dell’esercizio fisico è che l’inevitabile sudorazione provoca generalmente prurito. Si possono rimuovere alcuni strati di indumenti per evitare il surriscaldamento. Quando la dermatite atopica è in piena fase di attività, andrebbe evitato l’esercizio fisico estremo. 

Che si può fare quando la dermatite atopica si riacutizza?

La migliore linea di difesa contro la dermatite atopica è la prevenzione ma, raramente si possono evitare le riacutizzazioni. Quando inizia l’infiammazione, è necessario un rapido trattamento, come raccomandato dal medico. I frequenti bagni e le frequenti asciugature possono facilitare il prurito.

Le creme al cortisone applicate direttamente sulle aree interessate sono utili e rappresentano il punto cardine della terapia. L’utilizzo smodato di cortisonici molto potenti può essere dannoso. Talvolta si deve ricorrere all’utilizzo di cortisonici in compressa o per via iniettiva ma, tali terapia vanno impiegate per brevi periodi di tempo. La scienza medica è alla continua ricerca si farmaci nuovi e più sicuri per il controllo del prurito e dell’infiammazione.

Un’altra opzione terapeutica è quella di utilizzare la luce ultravioletta o lampade solari. Sotto la supervisione di un medico, molti pazienti trovano beneficio da tale trattamento (Gambichler, 2009). Talvolta si ricorre ai bagni di catrame, agli antistaminici, agli antibiotici in relazione alle esigenze individuate dal medico. Sono ancora limitate le evidenze scientifiche sull’efficacia di vitamine, integratori minerali, diete arricchite o supplementi nutrizionali.

Gli inibitori topici della calcineurina sono una nuova famiglia di farmaci per uso locale che agiscono inibendo la risposta infiammatoria (che è causa del rossore e contribuisce al prurito) (Ehrchen J, 2008). In questo momento, in Italia, esistono due farmaci di questa categoria: il tacrolimus ed il pimecrolimus. Gli inibitori della calcineurina non sono steroidi e non provocano l’assottigliamento della pelle ma, provocano una importante soppressione del sistema immunitario della pelle ed è raccomandabile l’utilizzo di una protezione solare per chiunque  riceva questo trattamento. 

Che si può fare per la pelle secca?

Le persone affette da dermatite atopica hanno sempre una pelle molto secca e delicata. Lo strato esterno della pelle, il cosiddetto strato corneo, agisce come una barriera protettiva. Quando lo strato corneo si rompe a causa della secchezza, i fattori irritanti possono raggiungere gli strati più profondi e causare le riaccensioni delle dermatite atopica.

L’utilizzo degli idratanti è il trattamento migliore e più sicuro per prevenire la pelle secca. Tali creme trattengono l’acqua sotto la cute rendendola flessibile e meno propensa a rompersi (Lynde, 2008).

La ricerca ha trovato che gli idratanti più efficace ha una base di unguento come il petrolatum. Sono utili anche formulazioni in crema. Gli idratanti sono più efficaci quando applicati su pelle asciutta. Le lozioni contengono acqua ed alcool che possono perfino seccare la pelle e sono di solito inadeguate per le pelli molto secche degli atopici.

La persone affette da dermatite atopica possono farsi il bagno regolarmente ed usare detergenti delicati a patto di seguire delle semplici regole:

  • Utilizzare acqua tiepida (non calda);
  • Evitare l’eccessivo strofinio e le eccessive spugnature;
  • Applicare gli idratanti per inumidire la pelle entro tre minuti dall’effettuazione del bagno 

Cosa si può fare per le infezioni cutanee?

Le persone affette da dermatite atopica sono spesso soggette ad infezioni cutanee soprattutto ad opera degli stafilococchi (Birnie, Bath-Hextall, Ravenscroft, & Williams, 2008) e dei virus erpetici. In genere, le infezioni sono difficilmente prevenibili ma, vanno trattate prontamente per evitare dei peggioramenti della dermatite atopica. E’ importante che i pazienti, o i loro genitori, imparino a riconoscere i sintomi precoci delle infezioni cutanee per consultare immediatamente un medico. I sintomi cui fare caso sono l’eccessivo arrossamento, bolle piene di pus (pustole), herpes delle labbra e delle altre zone cutanee.

Alcune volte le sindromi influenzali possono riaccendere la dermatite atopica. Le ricadute possono essere evitate mettendo in pratica dei livelli più elevati della terapia della cute. 

Le persone affette da dermatite atopica possono condurre una vita normale?

Sicuramente SI. Le persone affette da tale malattia non devono essere limitate da tale malattia. Essa può essere controllata con la prevenzione, con i farmaci e con l’attenta adesione al programma di trattamento sotto la supervisione di un medico. 

Suggerimenti per il controllo

1) Stabilire una routine per la cura della pelle. Per tenere la dermatite atopica sotto controllo, è essenziale seguire le istruzioni del medico.

Questo richiede molto tempo ed un grande sforzo. Alcuni pazienti mal sopportano lo sforzo o negano persino la necessità di cure particolari per la loro pelle. L’avversione e la negazione sono reazioni naturali ad ogni malattia. Il mancato superamento di tali reazioni, ad ogni modo, può portare ad un comportamento che può essere ancora più dannoso per la pelle come indossare tessuti che irritano la pelle, dimenticare la cura della pelle ed i farmaci.

2) Stabilire un orario con una routine giornaliera.

Includere la cura della pelle tra le altre attività di vita quotidiana come lavarsi i denti o lavare i piatti. E’ bene mantenere un atteggiamento flessibile in maniera tale che quando la dermatite si riaccende ed è necessaria una cura maggiore, questa possa essere fatta nell’ambito della routine.

3) Riconoscere gli eventi e le situazioni stressanti.

Per superare lo stress della vita bisogna innanzitutto capire quanto spesso ci troviamo ad affrontare situazioni stressanti. Queste comprendono sia le beghe quotidiane sia gli eventi più importanti come il cambio di lavoro, i problemi economici, le difficoltà legali, le malattie familiari, etc. Bisogna chiedersi come si diventa stressati e come ci si sente quando si è stressati.

4) Imparare tecniche di gestione dello stress.

Alcuni accorgimenti per ridurre lo stress possono essere messi in pratica da soli come, ad esempio, stabilire le priorità ed organizzare il proprio tempo. Alcune attività che possono ridurre lo stress sono il regolare esercizio fisico aerobio, gli hobby e la meditazione. Altri approcci possono richiedere l’assistenza di un esperto come brevi sedute dallo psicologo.

5) Rendersi conto delle situazioni che portano al grattamento.

Annotare le volte e le situazioni in cui il grattamento peggiora e tentare di limitare l’esposizione a tali situazioni. Molte persone con dermatite atopica si grattano durante i periodi di ozio. Impegnarsi in una attività strutturata con altre persone o tenersi occupati con attività che tengono impegnate le mani può aiutare nel prevenire il grattamento.

6) Controllare il proprio ambiente.

Evitare gli irritanti e gli allergeni. Evitare la bassa umidità. Indossare indumenti di cotone. Attenzione alle infezioni. Utilizzare gli idratanti.

 

Letture consigliate

  • Arndt, J., Smith, N., & Tausk, F. (2008). Stress and atopic dermatitis. Curr Allergy Asthma Rep , 8(4), 312-7.
  • Bath-Hextall, F., Delamere, F., & Williams, H. (2009). Dietary exclusions for improving established atopic eczema in adults and children: systematic review. Allergy , 64(2), 258-64.
  • Birnie, A., Bath-Hextall, F., Ravenscroft, J., & Williams, H. (2008). Interventions to reduce Staphylococcus aureus in the management of atopic eczema. Cochrane Database Syst Rev (16; 3), CD003871.
  • Ehrchen J, S. C. (2008). Calcineurin inhibitors for the treatment of atopic dermatitis. Expert Opin Pharmacother , 9(17), 3009-23.
  • Gambichler, T. (2009). Management of atopic dermatitis using photo(chemo)therapy. Arch Dermatol Res , 301(3), 197-203.
  • Hauk, P. (2008). The role of food allergy in atopic dermatitis. Curr Allergy Asthma Rep , 8(3), 188-94.
  • Incorvaia, C., Frati, F., Verna, N., D’Alò, S., Motolese, A., & Pucci, S. (2008). Allergy and the skin. Clin Exp Immunol. , 153 Suppl 1, 27-9.
  • Lynde, C. (2008). Moisturizers for the treatment of inflammatory skin conditions. J Drugs Dermatol , 7(11), 1038-43.
  • Sicherer, S., & Leung, D. (2009). Advances in allergic skin disease, anaphylaxis, and hypersensitivity reactions to foods, drugs, and insects in 2008. J Allergy Clin Immunol , 123(2), 319-27.