L'emicrania rappresenta verosimilmente la principale causa di disturbi dell'equilibrio. Ecco una sintesi dei metodi di diagnosi, valutazione e terapia

Introduzione

Il legame tra emicrania e disturbi dell’equilibrio era noto già nel 130 dopo Cristo, quando Areteo di Cappadocia scriveva:

“...il paziente aveva mal di testa, il suo capo roteava con senso di instabilità e negli orecchi aveva come il suono di un fiume che correva con grande rumore…”.

Nonostante tale incredibile intuizione, solo negli ultimi anni tale relazione è stata accettata dalla comunità scientifica ed è nel 2012 che ha finalmente avuto il riconoscimento che merita. Per i non addetti ai lavori, il termine emicrania è sempre stato sinonimo di cefalea, ma in realtà sappiamo bene che non è così. A seconda dell’età, l’emicrania può assumere infatti manifestazioni cliniche differenti.

E così nella primissima infanzia (2-3 fino ai 7-8 anni), il vomito ricorrente, il dolore addominale ricorrente, il dolore migrante agli arti, la cinetosi (mal d’auto), il torcicollo spasmodico e soprattutto la vertigine parossistica benigna dell’infanzia rappresentano sintomi emicranici in assenza della classica cefalea.

Dopo la pubertà, in genere una buona metà di tali bambini non lamenterà più alcun ma il restante svilupperà la classica cefalea.

Nell’età adulta, infine, i soggetti emicranici, e soprattutto le donne, presentano molto frequentemente disturbi dell’equilibrio associati o meno alla cefalea, con la quale hanno infatti rapporti temporali estremamente variabili.

 

Definizione

Per vestibolopatia emicranica si intende la presenza di disturbi dell’equilibrio determinati dall’emicrania stessa. L'ipotesi più verosimile prevede che la sofferenza emicranica coinvolga le strutture vestibolari deputate al controllo dell'equilibrio, determinandone una sofferenza e quindi la sintomatologia.

 

Sintomatologia

I sintomi sono particolarmente variabili sia in termini qualitativi sia in termini di durata. È possibile infatti che il paziente lamenti vertigine oggettiva, vertigine soggettiva o disequilibrio, sintomi che, spesso accompagnati da nausea e vomito, possono presentarsi isolatamente o associati tra di loro.

Alla variabilità dei sintomi fa riscontro un’altrettanta variabilità della durata degli stessi, che possono manifestarsi solo per pochi secondi o possono persistere fino ad ore se non addirittura a giorni. Anche la correlazione temporale con la cefalea è particolarmente variabile. A volte infatti il mal di testa ed i disturbi dell’equilibrio si manifestano contemporaneamente o a breve distanza di tempo, ma molto spesso i disturbi dell’equilibrio sostituiscono completamente la cefalea.

In particolare, si osserva frequentemente la comparsa dei disturbi dell’equilibrio dopo la scomparsa definitiva della cefalea, quasi che l’emicrania decidesse che da un certo momento in poi deve cambiare il modo di manifestarsi. Non rari sono i disturbi uditivi, rappresentati da ronzii, ovattamento e riduzione temporanea dell’udito in concomitanza con cefalea o i disturbi dell’equilibrio.

 

Diagnosi

Per formulare la diagnosi di vertigine emicranica definita, gli attuali criteri diagnostici prevedono che il paziente:

A. deve avere avuto almeno 5 episodi di vertigine e/o disequilibrio, della durata compresa fra 5 minuti e 72 ore, di entità moderata o severa tale da interferire con le normali attività quotidiane

B. deve aver la diagnosi di emicrania secondo i criteri ICHD;

C. deve avere almeno uno di questi fenomeni in almeno il 50 % degli attacchi:

a. Cefalea con almeno due delle seguenti caratteristiche

i. dolore monolaterale

ii. dolore pulsante

iii. moderato o severo

iv. aggravato dall’attività quotidiana

b. Fotofobia e/o fonofobia

c. Aura visiva

D. non deve avere alcuna patologia vestibolare nota

 
Per formulare la diagnosi di vertigine emicranica probabile, gli attuali criteri diagnostici prevedono che il paziente:

A. deve avere avuto almeno 5 episodi di vertigine e/o disequilibrio, della durata compresa fra 5 minuti e 72 ore, di entità moderata o severa tale da interferire con le normali attività quotidiane

B. deve aver almeno uno dei fenomeni riportati nei punti B e C;

C. non deve avere alcuna patologia vestibolare nota.

 

Valutazione

In sintesi, i punti fondamentali per una corretta valutazione sono i seguenti:

• L'anamnesi: caratteristiche e durata delle crisi, andamento temporale e ricorrenza dei sintomi, correlazione, nella donna in età fertile, con determinate fasi del ciclo, associazione con la cefalea, fenomeni neurovegetativi di accompagnamento (nausea, vomito, sudorazione, pallore, sbadigli), sintomi uditivi associati (acufeni, fullness, ipoacusia fluttuante o meno).

• Lo studio della funzione vestibolo-oculomotoria, funzione che quando alterata è responsabile della vertigine: studio del nistagmo senza e con inibizione della fissazione visiva (spontaneo, di posizione, di posizionamento, evocato da manovre oculo-cefaliche), prove di stimolazione termica, prove roto-acceleratorie, ocular VEMPs, test vibratorio.

• Lo studio della funzione vestibolo-spinale, funzione che quando alterata è responsabile del disequilibrio: stabilometria statica e dinamica, cervical VEMPs.

• Lo studio della funzione uditiva: audiometria tonale liminare, audiometria vocale, esame impedenzometrico e studio dei riflessi stapediali, studio dei potenziali uditivi precoci evocati del tronco (ABR).

 

Terapia

La terapia si avvale generalmente della somministrazione di farmaci per la prevenzione dell’emicrania, dell’osservazione di alcune norme dietetiche e, in casi particolari, della rieducazione vestibolare.

 

Conclusioni

Per vestibolopatia emicranica si intende la presenza di disturbi dell’equilibrio determinati dall’emicrania stessa. Correttamente diagnosticata, è trattata efficacemente con norme dietetiche, terapia preventiva e rieducazione vestibolare.