Una alternativa alla chirurgia è l'innovativo trattamento mediante collagenasi del Morbo di Dupuytren

Il morbo di Dupuytren è una patologia determinata dal progressivo ispessimento e retrazione della fascia (o aponevrosi) palmare, membrana sottocutanea che protegge il palmo della mano e permette la presa salda degli oggetti.

Alla formazione di noduli sottocutanei, che spesso vengono scambiati erroneamente per callosità, segue la formazione di cordoni longitudinali che, disponendosi sopra i tendini limitano la completa estensione delle dita della mano, determinando una importante limitazione funzionale.

Clinicamente il paziente non avverte dolore se non nel caso in cui si sovrapponga una tenosinovite dei tendini flessori; per tale motivo la malattia viene trascurata fino al raggiungimento degli stadi più avanzati e limitanti. E’ più compito il sesso maschile e le popolazioni del nord Europa. Le dita più coinvolte sono il 4° ed il 5° raggio.

La malattia è classificata in stadi a seconda del grado di flessione obbligata del dito:

  • nello stadio 0 è presente solo il nodulo o cordone senza retrazione in flessione;
  • nello stadio 1 la flessione è compresa tra 1° e 45°;
  • nello stadio e tra i 46° e i 90°;
  • nello stadio 3 tra i 90° e i 135°;
  • nello stadio 4 tra i 236 ai 180°.

La diagnosi è clinica e non sono necessari esami strumentali di supporto.

La causa è sconosciuta ma vi è una forte predisposizione familiare e maggiore incidenza in pazienti affetti da diabete mellito; inoltre è stato dimostrato che attività lavorative che sottopongono le mani a microtraumi ripetuti favoriscono l’insorgenza della malattia in persone predisposte.

L’indicazione al trattamento è facilmente valutabile dal paziente stesso mediante un semplice test (test del tavolo). Si pone il palmo della mano a piatto su una superficie piana (es: tavolo): se il paziente non riesce a toccare con il palmo il piano di appoggio vi è indicazione al trattamento.

La terapia chirurgica prevede l’asportazione del tessuto patologico mediante incisioni volari sulle dita e sul palmo della mano. L’intervento è eseguito in regime di Day Surgery ed in anestesia di plesso ascellare. Alternativa meno invasiva è la cordotomia percutanea con ago che consiste nella rottura meccanica dei cordoni retraenti fino ad ottenere un miglioramento dell’estensione del dito interessato; la manovra, eseguita senza visualizzare le strutture anatomiche, non è scevra da complicanze quali lesione dei nervi digitali.

Il trattamento più recente e attualmente più utilizzato nel nostro centro prevede l’utilizzo di un farmaco innovativo chiamato collagenasi. Un enzima selettivo capace di sciogliere la proteina (collagene) che costituisce il tessuto patologico responsabile della patologia.
Il farmaco viene iniettato nel cordone in ambulatorio e a distanza di 24 ore si procede alla manipolazione in anestesia locale e alla rottura della corda ormai digerita chimicamente fino ad ottenere la completa estensione del dito interessato.

Tale procedura riduce nettamente il trauma chirurgico, le complicanze relative a trattamenti a cielo chiuso e il tempo di recupero della mano mediante trattamento fisioterapico.

 

Bibliografia: