Nota anche con il nome di Lesione con scivolamento centrale del tendine estensore o Dito vincolato. La deformità in Bouttonière è causata dalla rottura della porzione centrale del tendine estensore alla sua inserzione sulla falange intermedia. L'articolazione interfalangea prossimale (IFP) viene flessa dalla trazione non contrastata del tendine flessore. La testa della falange prossimale si penetra come un bottone in un'asola tra le bendellette laterali dell'apparato estensore. Ne risulta una dislocazione delle bendellette sotto l'asse di rotazione dell'articolazione IFP, con un conseguente aumento della flessione. Le bendellete laterali si portano dorsali all'asse dell'articolazione interfalangea prossimale (IFP), causandone estensione o iperestensione

Il Dito ad ASOLA è noto anche con il nome di Lesione con scivolamento centrale del tendine estensore  o Dito vincolato. La deformità in Bouttonière è causata dalla rottura della porzione centrale del tendine estensore alla sua inserzione sulla falange intermedia. L'articolazione interfalangea prossimale (IFP) viene flessa dalla trazione non contrastata del tendine flessore. La testa della falange prossimale si penetra come un bottone in un'asola tra le bendellette laterali dell'apparato estensore. Ne risulta una dislocazione delle bendellette sotto l'asse di rotazione dell'articolazione IFP, con un conseguente aumento della flessione. Le bendellete laterali si portano dorsali all'asse dell'articolazione interfalangea prossimale (IFP), causandone estensione o iperestensione.

SINTOMI CLINICI

Tipicamente i pazienti riferiscono un trauma nell'anamnesi. Il dito è tenuto parzialmente flesso all'articolazione IFP ed esteso o iperesteso alla IFD. Se il trauma è recente, l'articolazione IFP è dolente e dolorabile. La deformità in Bouttonière può non essere subito evidente, ma può svilupparsi dai sette ai 21,dopo il trauma, quando la bendelletta laterale intatta scivola inferiormente.

ESAME OBIETTIVO

Chiedere al paziente di estendere il dito leso e osservare la posizione delle articolazioni IFP e IFD. L'articolazione IFP sarà flessa più di 30° e l'articolazione IFD sarà estesa o iperestesa. Per evidenziare deformità meno severe o fisse, tenere le articolazioni metacarpofalangee e il polso in flessione e chiedere al paziente di estendere le articolazioni IFP. Nel caso vi fosse un deficit di estensione di 15° o 20° all'articolazione IFP avremmo probabilmente una rottura della parte centrale del tendine estensore. Radiografie in proiezione AP e in laterale escluderanno una frattura o una deformità in pseudo-Bouttonière

DIAGNOSI DIFFERENZIALE

Fratture vicine all'articolazione IFP (necessarie le radiografìe per la conferma). Deformità in pseudo-Bouttonière (l'articolazione IFP è bloccata in flessione e le radiografie mostrano calcificazioni lateralmente all'articolazione IFP).Distorsioni dell'articolazione IFP (difficile da differenziare alla prima visita).

COMPLICANZE DELLA PATOLOGIA

Sono possibili sia la contrattura in flessione dell'articolazione IFP che la contrattura in estensione dell'IFD.

TRATTAMENTO

L'articolazione IFP dovrebbe essere immobilizzata con un tutore in estensione, per sei settimane in pazienti giovani e per tre settimane in pazienti più mobilizzazione passiva e attiva dell'articolazione IFD. Se il trauma è anteriore di una o due settimane alla visita, può non essere possibile ottenere un'estensione completa alla prima visita. È necessario pertanto l'uso di un tutore dinamico in estensione, seguito da un periodo con tutore rigido.

COMPLICANZE DEL TRATTAMENTO

Fallimento nell'ottenere la completa estensione, residuo di deformità o ambedue. Il fallimento nell'ottenere la completa estensione, residuo di deformità o ambedue sono indicazioni per rivalutazione.

 

Deformità a bouttoniere o ad asola: per lesione della benderella centrale dell'apparato estensore alla intergalangea prossimale.