Descrizione dei sintomi e del trattamento della rizoartrosi (patologia artrosica che interessa la base del I osso metacarpale e il trapezio)

Che cos’è la rizoartrosi?

E’ una patologia artrosica che interessa la base del primo osso metacarpale e il trapezio. Tale articolazione, denominata trapezio-metacarpale, è responsabile dei movimenti articolari del I dito della mano. In condizioni di usura (attività lavorative) o per predisposizione genetica può andare incontro a degenerazione con conseguente sintomatologia dolorosa

Come si manifesta?

Si manifesta con dolore, soprattutto alla prensione (cioè alla chiusura del pollice) e durante i movimenti di rotazione (es. aprire una porta con le chiavi, aprire una bottiglia...).
Nei casi più avanzati si può riscontrare una deformità a zeta della base dell’articolazione.

Quali sono le cause?

Tutti i fattori in grado di determinare un danno a livello articolare possono essere responsabile dell’insorgenza della rizoartrosi

Quali sono i fattori di rischio?

I principali fattori di rischio sono le attività lavorative ripetute nel tempo e particolarmente usuranti per le mani, le patologie autoimmunitarie e la predisposizione genetica

Quando rivolgersi al medico?

Quando vi è un dolore articolare alla base del pollice occorre fare una visita specialistica

Quali sono gli accertamenti diagnostici?

Una semplice radiografia può essere indicativa dal punto di vista diagnostico. All’esame radiografico infatti apparirà una riduzione dello spazio articolare con eventuale associazione di osteofitosi (spuntoni ossei) o di lussazione.

Qual è il trattamento?

Il protocollo terapeutico prevede tre stadi:
Riposo (da attuare tramite applicazione di tutore specifico) associato ad antinfiammatori
Riposo associato a ciclo di infiltrazioni
Intervento chirurgico

Quali sono i principali interventi chirurgici?

La scelta del tipo di intervento chirurgico va effettuata in base allo stadio della rizoartrosi e alle esigenze del paziente.
Fondamentalmente i principali interventi chirurgici sono i seguenti:

Asportazione della cartilagine articolare ed interposizione di materiale spaziatore: è una metodica relativamente nuova da attuare nei primi stadi di malattia; si asporta la cartilagine e si interpone un materiale spaziatore inerte dal punto di vista biologico.

Artrodesi dell’articolazione: si fonde l’articolazione. In tal modo si riesce a garantire al paziente un risultato soddisfacente dal punto di vista della conservazione della forza, meno soddisfacente dal punto di vista della conservazione dei movimenti fini. Tale tipo di intervento si utilizza negli stadi avanzati e nei pazienti che necessitano di una particolare forza per la loro attività a discapito dell’escursione articolare


Legamentoplastica: si asporta il trapezio e si interpone del materiale biologico (in genere un tendine). Di tale metodica esistono varie varianti, la più praticata è la legamento plastica in sospensione utilizzando un capo dell’abduttore lungo del pollice, ancorandolo al flessore radiale del carpo. Tale tipo di intervento consente di conservare i movimenti fini, ma non è adatto a chi necessità di particolare forza nelle mani.

Protesizzazione: sono state ideate varie protesi che vanno a sostituire l’articolazione trapezio-metacarpale, ognuna con pregi e difetti

Quanto è il periodo di riabilitazione?

In genere ogni trattamento chirurgico è seguito da un periodo di immobilizzazione di almeno 30-45 gg, a cui seguirà un periodo analogo di fisiochinesiterapia.