Le stomie intestinali, cosa sono e quando sono necessarie.

Una delle domande che piu’ frequentemente il paziente pone al chirurgo prima di sottoporsi ad un intervento chirurgico addominale, soprattutto se eseguito per una patologia tumorale o in urgenza è ‘Dottore dovro’ portare il sacchetto?‘ ovvero ciò che in termini medici viene definita una stomia o ano artificiale.

 

Si esegue una stomia o derivazione quando si crea un tramite tra un tratto del canale alimentare (in genere ileo o colon) e la cute addominale in modo da permettere la fuoriuscita del materiale fecale senza che raggiunga l’ ano naturale.

Le patologie che più frequentemente possono richiedere la confezione di una stomia sono:

  • i tumori colo rettali
  • le malattie infiammatorie intestinali (rettocolite ulcerosa e morbo di Crohn)
  • i traumi addominali aperti o chiusi con lesioni viscerali
  • alcune malattie congenite che comportano malformazioni dell’ apparato digerente

Esistono poi altre patologie meno comuni che possono richiedere comunque la confezione di una stomia.

Il chirurgo che esegue questa procedura è sempre consapevole del disagio fisico e psicologico che inevitabilmente induce nel paziente, la scelta quindi è sempre molto ponderata e sempre presa nell’ interesse della vita del paziente quando ritenuta indispensabile.

La distinzione essenziale da considerare è quella che definisce stomie PROVVISORIE e DEFINITIVE.

 

Stomie provvisorie

Nel primo caso, la derivazione viene fatta ad esempio per risolvere una situazione acuta come un’ occlusione intestinale o permettere la guarigione di una anastomosi intestinale.

In queste situazioni, in genere, un successivo intervento chirurgico eseguito in genere a mesi di distanza permette di ricostruire la continuità intestinale eliminando la stomia.

 

Stomie definitive

Nel secondo caso invece, la stomia definitiva non prevede un successivo intervento di ‘ricanalizzazione’ ed è destinata a restare per tutta la vita.

Questo si può verificare ad esempio in presenza di un tumore rettale molto vicino all’ ano che non permette di essere rimosso completamente mantenendo la normale funzione.

Per fortuna le tecniche chirurgiche, le terapie adiuvanti e la diagnosi precoce hanno reso questa evenienza molto più rara rispetto al passato tuttavia ancora necessaria in un certo numero di casi.

 

Ileostomie e colostomie

Un’ulteriore distinizione va fatta tra ILEOSTOMIE, ovvero derivazioni dove il tratto deviato all’esterno è l’intestino tenue

e COLOSTOMIE

 

piu’ frequenti, dove il tratto deviato è costituito dal colon. La differenza piu’ importante è costituita dal tipo di materiale che viene eliminato, in genere piu’ fluido in caso di ileostomia.

Il modo migliore di gestire ed imparare a convivere, anche temporaneamente, con una stomia consiste nell’affidarsi ad una figura professionale detta stomaterapista che insegna a convivere con la nuova realtà, a ridurre al minimo i disagi ed a utilizzare i presidi dedicati, i famosi ‘sacchetti’(totalmente rimborsati dal SSN secondo quantitativi stabiliti) fino a condurre una vita sostanzialmente normale dove le limitazioni relative alla vita sociale e di relazione sono veramente minime.

Una derivazione mal gestita invece puo’ essere fonte di molti disagi e complicanze peggiorando in modo significativo la qualità della vita per la comparsa ad esempio di dermatite attorno allo stoma.

Esiste infine un’associazione (www.aistom.org) dedicata ai pazienti portatori di stomia.