L'autore descrive i criteri attuali per la correzione della eccessiva sporgenza della piramide nasale. Viene spiegata la tecnica che lui usa abitualmente e sono mostrati alcuni esempi clinici.

Nel programmare ed eseguire una rinoplastica ciò che più conta è ottenere un risultato armonico e naturale, gradito al paziente.
La persona che ricerca una correzione della forma del naso vuole essenzialmente "normalizzare" il suo viso così da eliminare le note stonate e passare inosservata.

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Ovviamente esistono anche persone che per vari motivi desiderano perfezionare un naso già normale così da distinguersi in meglio dagli altri. Allora è necessario che il Chirurgo arrechi qualcosa di più grazioso, che si avvicini di più al modello estetico ritenuto ideale.

Per raggiungere un buon risultato dobbiamo ottenere un giusto equilibrio tra i vari elementi costitutivi la piramide nasale, soprattutto tra il dorso e la punta.

Mentre nel naso aquilino, con una evidente gibbosità, sarà il dorso il principale bersaglio, nel "Pinocchio Nose" la correzione è rivolta soprattutto alla punta che sporgendo oltre misura va riportata indietro, scorciata.

Quando il Chirurgo toglie la gobba del naso ma non scorcia la punta si configura quel particolare tipo di naso detto a trampolino da sci, "ski jump nose", che ancora oggi si può osservare quale complicazione di rinoplastiche improprie.
E' il naso che la Walt Disney ha preso a modello per caratterizzare il personaggio di Medusa nel fumetto Bianca e Bernie.

 

Studiare il profilo del viso

Studiando un attimo il profilo del viso vediamo come nelle proporzioni ideali l'angolo naso-facciale, tra il dorso del naso e la linea che congiunge la fronte al mento, sia di poco superiore a 30°.

Nel "Pinocchio nose" questo angolo aumenta così come la distanza tra la base della narice e la punta del naso. Osservando dal basso la base nasale vediamo come la punta sporga assai più in avanti divenendo lunga quasi quanto la narice, di cui normalmente è invece la metà.

La punta nasale deve il suo principale sostegno alla struttura rigida delle cartilagini alari. Queste hanno una forma che ricorda un ferro di cavallo e sono composte da due parti, la crus mediale, che unita con quella dell'altro lato forma il supporto centrale della punta, e la crus laterale che mantiene la forma e la funzione della narice.

La punta nasale troppo sporgente è dovuta ad un eccessivo sviluppo di queste cartilagini alari, più lunghe e larghe del normale. Con l'età il difetto diventa più evidente perchè dopo i 40 anni la cute tende ad assottigliarsi lasciando trasparire meglio le cartilagini sottostanti che sembrano addirittura crescere di volume. Anche il naso, per così dire, invecchia.

 

Rinoplastica: un cenno storico

La correzione della punta nasale lunga è stata per molti anni eseguita seguendo gli insegnamenti di Joseph che a Berlino all'inizio del 1900 inventò la moderna rinoplastica. La sua clientela era composta in larga parte da persone di razza ebraica desiderose di passare inosservate alla polizia etnica. Nella antica metodica si asportava la parte più sporgente della cartilagine alare, il cosiddetto ginocchio o angolo posto tra crus mediale e laterale. La riunione indietro dei due segmenti non sempre avveniva e spesso restava una evidente pinzatura della pelle sovrastante. Erano pure possibili angolature sporgenti ed asimmetrie.

Oggi questa metodica è riservata solo ai casi in cui la punta è molto deformata, asimmetrica, troppo larga o troppo stretta, o addirittura bifida. In questi particolari casi la cartilagine non si può spesso modellare senza procedere ad una sua interruzione con successiva ricomposizione. Queste manovre se eseguite con una rinoplastica aperta risultano sicuramente più precise e affidabili.

 

Rinoplastica chiusa

L'attuale procedura che noi utilizziamo, vedi www.microinnesti.it, per riportare indietro la punta nasale permette, con una rinoplastica chiusa, di arretrare le cartilagini alari mantenendo la integrità del ginocchio crurale.

Questo consente un modellamento naturale del naso senza alcun rischio di lasciare difetti residui.

L'arretramento si ottiene resecando due segmenti dalle estremità delle cartilagini alari, la "coda" della crus laterale ed il "piede" della crus mediale. Lo scorciamento del naso è quindi completato con l'asportazione del tratto più sporgente in basso e in avanti della cartilagine del setto. Questa correzione è del tutto eseguita passando attraverso le narici, quindi senza incisioni esterne che possono lasciare cicatrici evidenti.

Questa plastica del naso richiede un tempo operatorio di 30-40 minuti. Può essere eseguita a seconda delle preferenze del paziente in anestesia locale o in narcosi. Comunque venga eseguita arreca solo qualche lieve fastidio ed al suo termine non richiede l'impiego di alcun tampone. Il recupero postoperatorio avviene in pochi giorni anche se il completo ridursi dell'edema e quindi del gonfiore potrà richiedere del tempo.

Il naso una volta guarito non sarà assolutamente più fragile di prima dell'intervento.

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