La sindattilia è la fusione congenita di dita della mano o del piede. E’ una delle malformazioni congenite più frequenti, dell’ordine di circa un caso ogni 2.500 nati vivi ed è dovuta alla mancata separazione delle strutture embrionarie della mano o del piede, che normalmente si verifica tra la sesta e l’ottava settimana di gestazione.
All’incirca in un 10% dei casi è su base ereditaria.

La sindattilia può essere completa quando il ponte cutaneo, cioè la membrana che unisce due dita adiacenti, si estende fino all’estremità delle dita oppure può essere incompleta quando l’unione si arresta a livelli più bassi, nella commissura tra le dita.

Questa malformazione inoltre può essere isolata o far parte di sindromi malformative più complesse, e può interessare solo le parti molli oppure associarsi a fusioni ossee. La sindattilia più frequente è quella tra il dito medio e l’anulare, e poi, nell’ordine, tra anulare e mignolo, tra indice e medio e tra pollice ed indice.

Preoperatorio. Si nota la fusione incompleta del II e III dito, più estesa a sinistra
Preoperatorio. Si nota la fusione incompleta del II e III dito, più estesa a sinistra.
Postoperatorio a tre mesi. Il II e III dito è stato separato  con un buon risultato estetico
Postoperatorio a tre mesi. Il II e III dito è stato separato con un buon risultato estetico.

 

Sindattilia della mano

Per la sindattilia della mano è ancora controversa è l’età ideale per eseguire la separazione chirurgica delle sindattilie.
Un intervento molto precoce, nei primi medi di vita, da il vantaggio di evitare disturbi di crescita delle dita più lunghe quando esse siano unite a dita più corte e permette al bambino di iniziare prima l'uso coretto della mano.
Dall’altra parte l’intervento è tecnicamente più difficoltoso a causa delle piccole dimensioni delle strutture anatomiche che devono essere separate.

Un intervento procrastinato nel tempo, riduce le difficoltà tecniche ma espone il paziente al rischio di disturbi nella crescita delle dita, che possono portare ad una loro deformazione e a possibili rigidità articolari. In linea di massima i tempi per l’intervento sono intorno ai sei mesi di vita per le sindattilie tra pollice ed indice, intorno all’anno per quelle tra anulare e mignolo, tra uno e due anni per quelle tra indice e medio e tra i due e i quattro anni per le sindattilie tra il dito medio e l’anulare.

 

Sindattilia del piede

La sindattilia del piede solo nelle forme complete può essere associata a sintomatologia dolorosa durante la deambulazione o la corsa.
Nelle forme incomplete, però, essa rappresenta soprattutto un problema di tipo estetico che crea un forte disagio al soggetto portatore di quest’anomalia: egli evita accuratamente di indossare sandali o tutte quelli situazioni che possano mettere in risalto il suo problema (mare, piscina, ecc.).

Di qui l’indicazione chirurgica che in questi casi ha più l’impronta di tipo estetico, con un forte impatto emozionale sulla propria immagine.

Preoperatorio. Particolare piede destro
Preoperatorio. Particolare piede destro.
Postoperatorio. Si mette in evidenza la separazione ottenuta nel piede destro
Postoperatorio. Si mette in evidenza la separazione ottenuta nel piede destro.

L’intervento chirurgico consiste nella separazione delle dita e nel rivestimento cutaneo dell’area della preesistente fusione, utilizzando sia lembi cutanei locali , sia innesti di cute prelevati da un’area donatrice ( es. radice della coscia).

Per i primi due – tre giorni postoperatori è consentito una modesta attività deambulatoria che andrà aumentando progressivamente. L’attività ginnico-sportiva è consentita dopo un mese dall’intervento.
In casi di sindattilie multiple l’intervento si esegue in due tempi chirurgici.

Preoperatorio. Particolare piede sinistro
Preoperatorio. Particolare piede sinistro.
Postoperatorio. Si mette in evidenza la separazione ottenuta nel piede sinistro
Postoperatorio. Si mette in evidenza la separazione ottenuta nel piede sinistro.
Particolare intraoperatorio: programmazione e risultato immediato.
Particolare intraoperatorio: programmazione.
Particolare intraoperatorio: programmazione e risultato immediato.
Particolare intraoperatorio: risultato immediato.