La ginecomastia è la presenza di un abbozzo di seno nel maschio, con tutte le implicazioni psicologiche correlate. La sua correzione chirurgica permette rapidi recuperi con soddisfazione ampia del paziente

Tecnicamente esistono 2 tipi di ginecomastia:

  1. la ginecomastia vera dove l'ingrandimento mammario è dovuto alla ghiandola e ai suoi dotti
  2. la pseudoginecomastia che è caratterizzata da un'accumulo di grasso, il cosidetto tessuto adiposo

Dal punto di vista pratico per il paziente non vi è grossa differenza, l'imbarazzo c'è in entrambi i casi.

Ma per il chirurgo questa differenza, facilmente valutabile con un'ecografia, cambia la strategia terapeutica.

 

Cosa causa la ginecomastia?

Questa patologia è spesso di tipo genetico, appare in pubertà e potrebbe essere dovuta ad uno squilibrio tra estrogeni e testosterone.

I testi medici la descrivono come un fenomeno transitorio durante l'adolescenza con una risoluzione spontanea nel 70% dei casi intorno ai 18 anni.

Altre cause di ginecomastia vera possono essere:

  • l'uso di steroidi nei bodybuilder
  • l'utilizzo frequente di mariuana

 

Cosa causa la pseudoginecomastia?

L'accumulo di tessuto adiposo in regione mammaria può essere dovuto invece ad un sovvrappeso generico o da predisposizione genetica di accumuli adiposi in tali aree.

 

Perchè pensare alla correzione chirurgica del problema?

"Provo vergogna a mostrarmi a torso nudo", è la frase che mi sento ripetere sempre dai miei pazienti.

E poi le storie sempre simili, da magliette molto aderenti per "comprimere" la parte, ad andare in spiaggia con la t-shirt, a vestirsi con più strati per cammuffare l'inestetismo.

L’approccio negativo e' legato alla presenza di rigonfiamento mammario in sé, non al grado di ginecomastia. Anche un piccolo accenno di aumento del seno dimostra disturbi nella sfera pubblica e personale.

La comunità scientifica ha recentemente provato l'impaccio psicologico della ginecomastia.

E, dopo averci tanto pensato, ad un certo punto si dice basta e si cerca un chirurgo plastico.

 

Come sono gli approcci chirurgici?

In primis occorre una diagnosi, con l'ecografia e una visita specialistica di chirurgia plastica appunto. Nei casi di ginecomastica vera una visita endocrinologica è consigliata.

Molto spesso, però, visto il periodo intercorso tra le prime manifestazioni e la decisione di affrontare il problema, ci troviamo di fronte a pseudoginecomastie in adulti.

Per questi pazienti il trattamento è la liposuzione del tessuto adiposo in eccesso, con rapido recupero e cicatrici minime, in blanda sedazione, in regime ambulatoriale o Day Hospital

Nel caso si tratti di ginecomastia vera, l'approccio sarà maggiormente invasivo con asportazione della ghiandola mammaria eccedente, con cicatrice in regione periareolare.

Nei casi più gravi (e fortunatamente più rari) con anche un'eccesso di cute, occorrerà pianificare l'escissione della pelle eccedente con eventuale rimodellamento del capezzolo.

Ovviamente si cercano sempre interventi con cicatrici minime e la liposuzione, quando possibile, offre la possibilità di una correzione con cicatrici puntiformi e poco visibili.

 

Come è il recupero postoperatorio?

Dipende ovviamente dal tipo di correzione, dai pochi giorni post-liposuzione ad una settimana/ dieci giorni per approcci più invasivi.

Il paziente dovrà comunque vestire una guiana elastocompressiva (tipo canotta) per 4 settimane dopo l'intervento allo scopo di diminuire gli spazi e favorire la ripresa della cute.

Allo stesso tempo consiglio sempre trattamenti linfodrenanti nel mese successivo all'intervento.

 

Cosa dicono i pazienti dopo l'intervento?

Se correttamente pianificato, l'intervento provoca grandi cambiamenti anche nella sfera psicologica con ripresa della stima; si torna in palestra, in piscina, si smette di nascondersi dagli altri.