La rinoplastica secondaria

Analisi del problema, valutazione delle correzioni eseguite, pianificazione del nuovo profilo

Il naso è considerata un’unità estetica di primaria importanza nell’armonia del viso e spesso, anche in presenza di evidenti difetti o inestetismi,  è caratterizzato sempre da un certo equilibrio tra le varie strutture che lo compongono quali dorso, piramide e punta.

Ovviamente, il difetto estetico può evidenziarsi con entità diverse per ciascuna delle suddette strutture, rendendosi particolarmente visibili i contrasti armonici. E’ peraltro convinzione dell’Autore che nella pratica clinica sono pittosto rari i casi in cui la rinoplastica estetica non comporti comunque un rimodellamento “in toto” del naso.

Infatti, una correzione rivolta esclusivamente all’inestetismo magari più evidente, come un gibbo dorsale, rappresenta una soluzione estetica parziale che  può produrre a sua volta un’alterazione dell’equilibrio estetico del naso  tale da rappresentare essa stessa una  stigma. E di questo si lamentano alcuni pazienti già sottoposti a rinoplastica (Foto 1a, 1b, 1c).

Foto 1a - Paziente riferisce rinoplastica con “asportazione della gobba”. Non essendo state effettuate le osteotomie per restringere le ossa nasali,  la piramide ossea è rimasta molto più larga di quella cartilaginea. 

Foto 1b - Paziente riferisce rinoplastica con “abbassatina del dorso e della gobba”.  Senza accorciamento del setto e della punta, il naso rimane eccessivamente lungo. 

 

Foto 1c - Paziente sottoposta a rinoplastica per “raspatina” della gobba. La punta nasale, non trattata, è rimasta eccessivamente proiettata.

 

La rinoplastica primaria, ovvero eseguita per la prima volta nel paziente, è un intervento non particolarmente invasivo ed aggressivo ma, per la sue caratteristiche tecniche,  può essere annoverato tra i più complessi in chirurgia estetica. D’altra parte però, se l’intervento è programmato in maniera corretta, ed eseguito non solo   correggendo i difetti estetici principali ma anche adeguando tra loro le  varie  strutture  della piramide nasale  , il risultato sarà quello di migliorare il naso,  il profilo e l’equilibrio estetico di tutto il viso, mantenendo la naturalezza dei tratti somatici (Foto 2).

 

Foto2 – Rinoplastica Primaria: Paziente con evidente gibbosità e punta molto proiettata corretta mediante il trattamento combinato del dorso osseo e cartilagine, del setto e della punta.

 

Se la rinoplastica primaria è considerato un intervento complesso,operare un naso per la seconda volta (rinoplastica secondaria) lo è ancora di più. Di qui l’importanza di un’attenta valutazione delle problematiche presenti e della pianificazione e attuazione di un approccio chirurgico progressivo mirato alla correzione degli inestetismi non tanto in mera successione temporale, quanto piuttosto in base alla loro incidenza sull’equilibrio estetico generale del naso. 

Nei casi in cui la precedente rinoplastica abbia lasciato una piramide ossea troppo larga ( il cosiddetto  “tetto aperto”, esito di osteotomie basali non eseguite o incomplete) l’intervento secondario dovrà correggere questi difetti cercando di armonizzare tra loro  le tre strutture nasali: dorso, punta e piramide. (Foto 3a,b).

 

Foto 3 a, b – Esiti di rinoplastica con piramide ossea larga (“tetto aperto”) e naso eccessivamente lungo. Con la Rinoplastica Secondaria sono state eseguite le osteotomie laterali per stringere la piramide ossea ed stato accorciato il dorso e regolarizzata la punta nasale.

 

A volte ci troviamo di fronte a pazienti nei quali è stato corretto solamente il difetto principale naso, ovvero la gobba osteocartilaginea. Il trattamento del difetto da solo, senza pensare  ad una regolarizzazione delle altre strutture, comporta spesso un risultato incompleto, con inestetismi piuttosto evidenti. Nella rinoplastica secondaria pertanto, si dovranno eseguire le correzioni opportune fino a ristabilire una giusta proporzione nel naso (Foto 4 e 5).

Foto 4 –  A sin: Esiti di rinoplastica  con evidente sproporzione della punta nasale rispetto al dorso ( la punta nasale non era stata trattata). A destra: Regolarizzazione della punta ed armonizzazione con il dorso. 

Foto 5 –  A sin: Esiti di rinoplastica. Il paziente riferisce di aver avuto la riduzione della gobba ossea nasale  senza alcuna modificazione della parte cartilaginea e della  punta nasale.  A destra:  nella rinoplastica secondaria si è provveduto ad eseguire la riduzione del dorso  e di migliorare la punta e l’angolo columello-labiale.  

 

In conclusione, nella rinoplastica secondaria, e ancor più nelle correzione di nasi operati più volte, è estremamente importante individuare con estrema precisione il difetto ( o i difetti) da  correggere. Dopo aver effettuato un’analisi retrospettiva dell’atto chirurgico precedente, l’Autore propone il suo approccio sistematico  alla rinoplastica estetica, che segue il principio generale  della progressione dell’invasività chirurgica, in rapporto alle correzioni da effettuare per ottenere un buon risultato.