L’enfisema polmonare e la bronchite cronica ostruttiva (BPCO) sono malattie dell’apparato respiratorio caratterizzate da una lenta degenerazione degli alveoli respiratori portando il paziente ad accusare dispnea e affanno con la necessità in molti casi dell’ossigeno a permanenza.

L'"enfisema" è una affezione che colpisce l'albero respiratorio caratterizzata da una progressiva distruzione degli alveoli polmonari.

I pazienti affetti da questo malattia lamentano una graduale perdita di fiato, prima per sforzi di media intensità e successivamente a riposo, con la necessità in molti casi di un supporto di ossigeno. L'incidenza dell'enfisema è aumentata del 40% negli ultimi 40 anni con un rapporto paritario tra uomo e donna.

Questo fenomeno si deve all'aumento del consumo del tabacco (sigarette, pipa, sigari, ecc), prima causa in assoluto dell'enfisema polmonare invalidante. Altra causa di enfisema polmonare, più rara, è legata al deficit di un enzima chiamato alpha-1-antitripsina.

Questo enzima viene a mancare sin dalla nascita è legato ad una grave forma di insufficienza respiratoria giovanile. pertanto questi pazienti vanno in contro ad un alto rischio di morte entro i 50 anni di vita. l'unica terapia in questi casi è il trapianto di polmone. Paragonando i nostri polmoni ad un albero, potremmo dire che dal punto di vista anatomo-patologico l'enfisema polmonare consiste in una alterazione strutturale dei ramoscelli più periferici (i bronchioli respiratori) e delle foglie (gli alveoli respiratori).

Gli alveoli, elastici come un palloccino che si gonfiano e si sgonfiano durante gli atti deò respiro, perdono la loro elasticità gonfiandosi all'infinito senza mai tornare al punto di partenza, ovvero senza mai sgonfiarsi. Queste zone iper-gonfie perdono la capacità di scambiare ossigeno (02) con l'anidrite carbonica (CO2) trasformandosi in reali spazi morti non funzionanti. Ma oltre a non funzionare questi spazi iper-gonfi schiacciano le zone di polmone ancora sane impedendo a loro volta di funzionare. Questo tipo di enfisema viene definito "eterogeneo".

La terapie mediche attualmente disponibili consistono in farmaci che hanno l'unica finalità di rallentare il processo di distruzione: cortisonici e broncodilatatori. Ma nel tempo i loro effetti tendono a ridursi sensibilmente e al paziente resta solo l'uso dell'ossigeno.

Una tecnica endoscopica non chirurgica di recente sviluppo ha permesso a molti pazienti di migliorare sensibilmente le propire condizioni respiratorie contrastando l'azione degli spazi morti.
Questa tecnica endoscopica che non prevede tagli chirurgici e/o anestesia generale, e consiste nel posizionamento all'interno dei bronchi respiratori tributari delle cosidette "zone morte" di micro valvole ad alta tecnologia costruite in nitinol un materiale biocompatibile con il nostro organismo.

Queste valvole, delle dimensioni di circa 5 mm di diametro massimo, una volte posizionate non sono assolutamente percepite dal nostro organismo che le accetta come proprie. Il loro posizionamento viene effettuato in endoscopia in anestesia locale in regime di ricovero di day-hospital. Una volta posizionate le valvolve immediatamente chiudono il rifornimento di aria alle zone morte dirottandolo sulle aeree funzionanti e vitali che di conseguenza migliorano il loro funzionamento. Fenomeno questo che permette inoltre lo sgonfiamento del tessuto polmonare non funzionante a favore di quello sano.

In 8 pazienti su 10 abbiamo ottenuto dei sensibili miglioramenti della capacità respiratoria misurata sulla base di 2 parametri spirometrici: il FEV1 (ovvero il volume di aria che si riesce a soffiare via nel primo secondo di solito basso nei pazienti enfisematosi) e il RV (volume di aria residua all'interno dei nostri polmoni dopo un atto respiratorio: più è alto questo valore maggiore è la quantità di spazi morti).
I risultati ottenuti parlano di un icremento del 30-50% del FEV1 e una riduzione del 30-40% del RV nei pazienti trattati con le valvole. La procedura è assolutamente reversibile e le valvole possono essere rimosse in qualsiasi momento. Le complicanze maggiori dopo posizionamento di valvole sono: polmonite (<2,4%) e pneumotorace (< 5%). Complicanze risolvibili con la semplice rimozione delle valvole.

Questa tecnica endoscopica, sviluppata insieme alla scuola di Chirurgia Toracica Americana di St. Louis, è da più di 10 anni che viene utilizzata dai pneumologi e dai chirurghi toracici per il trattamento dell'enfisema polmonare. I pazienti candidati a questo tipo di trattamento devono eseguire: spirometria con pletismografia, emogasnalisi, test del cammino di 6 minuti e TC ad alta risoluzione. Nata per i pazienti in lista per trapianto di polmone, oggi viene proposta in tutti quei casi in cui la terapia medica standard risulta inefficacie.