I condilomi anali sono delle escrescenze irregolari, di dimensioni variabili e di colore simile a quello cutaneo, localizzate intorno al margine anale. A causa della loro particolare forma vengono anche chiamati condilomi acuminati o creste di gallo. Ritengo opportuno ricordare che i condilomi possono comparire anche sui genitali e persino nella bocca, anche se queste localizzazioni non saranno oggetto del presente articolo.

 

Cause

I condilomi anali fanno parte delle Malattia Sessualmente Trasmesse (MST) e sono causati da alcuni ceppi di Papilloma Virus (HPV); tuttavia per contrarre l’infezione non è strettamente necessario che il rapporto sia completo: la trasmissione può avvenire anche per sfregamento della cute o per contatto delle mani. Sono piuttosto diffusi anche in Europa e nel nostro Paese e la loro insorgenza è favorita dall’uso di cortisonici, soprattutto locali, e dalle basse difese immunitarie.

 

Sintomi

Spesso, ma non sempre, il primo sintomo è il prurito; al quale si aggiunge la scoperta delle tipiche escrescenze situate intorno al margine anale. A volte si presentano isolati, altre volte raggruppati. Il colore varia dal rosa al marrone, anche a seconda del tipo di pelle del soggetto, e le dimensioni sono in genere direttamente proporzionali al tempo intercorso tra l’infezione e la diagnosi.

 

Diagnosi

Si basa quasi esclusivamente sul riconoscimento delle tipiche lesioni nel corso della visita medica: senza dubbio il Proctologo e lo Specialista in Chirurgia hanno maggiore esperienza sulle neoformazioni della regione anale, ed è perciò preferibile, soprattutto in caso di dubbi, ricorrere a loro per la diagnosi differenziale e ancor di più per l’eventuale trattamento; anche i Dermatologi hanno comunque grande competenza su questa materia. Si segnala inoltre che la ricerca del virus nei condilomi è teoricamente possibile mediante esami di laboratorio, ma l’utilità di questi test è in realtà piuttosto scarsa.

 

Complicanze

Con il passare del tempo le lesioni tendono ad aumentare di dimensione, e anche la gravidanza sembra una condizione predisponente per il loro rapido accrescimento. Rara, ma non impossibile, è la degenerazione dei condilomi in tumore maligno del canale anale. Alcuni studi inoltre hanno rilevato che i pazienti affetti da condilomatosi sono soggetti ad un rischio notevolmente più elevato di contrarre infezioni da HIV (il virus dell’AIDS).

 

Terapia

Si basa su farmaci ad azione locale, che distruggono i condilomi (Imiquimod, Podofillotossina) o rafforzano il sistema immunitario. In molti casi però tali trattamenti non risultano possibili e/o efficaci e quindi si renderà necessario ricorrere all’intervento: diatermocoagulazione (con il bisturi elettrico, oppure con il laser), crioterapia (con azoto liquido) o rimozione chirurgica. E’ doveroso ricordare che in piccola percentuale i condilomi possono riassorbirsi anche senza ricorrere ad alcun trattamento; del resto è anche vero che, nonostante le terapie adottate, essi possono riformarsi abbastanza spesso: nel complesso le recidive sono circa il 20-30% dei casi trattati. Da ultimo non dimentichiamo che tutte queste procedure servono per eliminare i condilomi, ma non l’infezione da HPV.

 

Prevenzione

Resta inteso che l’utilizzo del preservativo è sempre massimamente raccomandabile; purtroppo però, a differenza della maggior parte delle Malattie Sessualmente Trasmesse, per i condilomi esso non offre sicurezza assoluta; questo perché, come detto in precedenza, ci si può infettare anche solo con lo sfregamento della cute. In caso di accertata infezione sarà inoltre necessario consigliare ai partner incontrati nei tre mesi antecedenti la diagnosi di sottoporsi a scrupoloso controllo medico; ovviamente bisognerà evitare ulteriori incontri sessuali fino alla scomparsa delle lesioni; e utilizzare sempre il preservativo almeno nei tre mesi successivi all’eventuale asportazione.