vademecum per evitare un episodio sessuale a rischio e i consigli dell'esperto per una scelta consapevole dopo un episodio sessuale a rischio.

In Europa, abbiamo recentemente assistito ad un nuovo e notevole aumento del numero di nuove diagnosi di malattie sessualmente trasmissibili (Sifilide, Condilomatosi genitale, Herpes genitalis, Uretriti gonococciche in primis) che di infezione da HIV: quest’ultima soprattutto negli omosessuali  (sigla anglosassone: Male who have Sex with Male, MSM).

La recrudescenza della sifilide dell’HIV e di altre Malattie sessuali  riflette  un trend di aumento dei comportamenti a rischio soprattutto negli omosessuali, con una notevole percentuale di HIV positivi.

Fattori psicosociali, svolgono anche un ruolo nell’auto-protezione dalle malattie sessuali. I risultati di un recentissimo studio pubblicato su Eurosurveillance (vedi riferimenti bibliografici), indicano che nella categoria dei soggetti più interessati in pratiche sessuali a rischio, si annoverano coloro i quali incontrano maggiori difficoltà psicologiche e sociali a causa del loro orientamento sessuale.

Nei dati tratti dalla stessa importante rivista scientifica, si è associato, a una bassa autostima, a difetti d’inserimento sociale e ad un incremento del consumo di alcol e di droghe, il rischio maggiore di esposizione nei confronti di pratiche sessuali non sicure.

Alcol e Droga costituiscono ad oggi, oltreché un vulnus sociale che sta assumendo dimensioni catastrofiche, un fattore di rischio significativo per l’aumento delle pratiche di sesso non sicuro, soprattutto fra giovani, sia omosessuali che eterosessuali.

L’assunzione di droghe di qualsiasi genere, è collegata inesorabilmente con un calo dell’auto-protezione da malattie sessuali: tale condizione amplifica i propri effetti negativi, a causa dell’ambiente critico nel quale molti gruppi di giovani sono inseriti, ma, più spesso, la solitudine o la paura di essere o rimanere soli (indifferentemente caratteristica sia dell’omosessualità che dell’eterosessualità) può indurre ad abbassare quel livello di difesa, che protegge dall’esposizione al rischio di malattie sessuali.

Ecco quindi alcuni semplici ma basilari consigli per contribuire ad aumentare il livello di autodifesa che può proteggere anche contro le malattie sessuali:

questi concetti generali costituiscono un elenco non completo e relativo a varie fasce di età: si ricordi ancora che la coscienza di sé è una delle armi di difesa più importanti; la famiglia e gli affetti veri le tessere basilari del mosaico del proprio vissuto; gli Specialisti Medici invece, le figure professionali di riferimento per un confronto diretto finalizzato alla Tutela della propria Salute; alcuni potranno trovare scontati taluni concetti, ma si ricordi che la lettura di un articolo divulgativo è per tutti e, soprattutto in questo caso, dedicato a quelle fasce di giovani che possono mal orientarsi nella comprensione di tematiche di salute pubblica così importanti e purtroppo così poco trattate o trattate in modo non sempre congruo e utile per loro.

Ecco quindi di seguito un breve vademecum:

  1. Pensare sempre prima alla propria salute fisica e mentale
  2. Proteggersi, sempre: il dispositivo profilattico salva la vita! Usiamolo, ma siamo consci del fatto che non protegge al 100% da tutte le malattie sessuali; da solo quindi può non bastare.
  3. Non perdere mai l’equilibrio psichico: se ci si accorge che qualcosa sta accadendo alla propria integrità psico-fisica, per assunzione di alcol e/o sostanze stupefacenti di qualsiasi genere, o per qualsiasi altro motivo, fermarsi e chiedere immediatamente soccorso a persone di fiducia diffidando di chi non si conosce.
  4. Tenere sempre un atteggiamento di rispetto nei confronti del prossimo: non celare mai condizioni di malattia ed esprimere sempre al prossimo, dubbi o perplessità su comportamenti a rischio avuti in passato
  5. Non sperare mai nella cosiddetta “buona sorte”: anche una sola esposizione a fattori di rischio può costare molto cara
  6. Si cerchi di conoscere sempre e il più possibile il proprio partner sessuale: la consapevolezza di sé e degli altri è uno scudo di difesa in più.
  7. Soprattutto: cercare la vita, quella vera, fuori dalla droga: la droga è solo una presa in giro, il carrozzone del teatro dei burattini, ma si sappia che chi si droga non mai è il burattinaio..

Che fare invece se ci si si considera già esposto al rischio di una malattia sessuale o ci si reputa potenzialmente contagiato ?  Ecco alcune indicazioni:

  1. Non amplificare fenomeni ansiogeni, l’ansia non reca mai buoni consigli
  2. Non chiudersi in se stessi ma disporsi al dialogo con un familiare, con un amico, con il medico di fiducia
  3. Non cercare mai l’autodiagnosi (confronto di sintomi e segni vari con altri casi verosimilmente sovrapponibili, soprattutto recuperati via internet e in siti poco attendibili o forum aperti e non controllati) e le cure fai-da-te: molto spesso i pazienti si recano dallo specialista dopo troppo tempo, nella speranza di veder auto-risolvere il proprio problema o dopo aver provato terapie casuali (consigli non specialistici, ricerche in internet etc.)
  4. Orientarsi in modo corretto: trovare informazioni di base anche in motori di ricerca specifici o siti istituzionali dedicati alla tutela della Salute (recuperare sempre fonti attendibili - medicitalia è uno di questi esempi, rappresentando un sito controllato da personale medico specialistico - vedi un esempio) per la scelta del percorso diagnostico
  5. Sospendere ogni tipo di rapporto sessuale (importantissimo)
  6. Recarsi dallo Specialista del settore (nel caso delle malattie sessualmente trasmissibili lo specialista Dermatologo - Venereologo) in caso di dubbi o di segni di possibile infezione sessualmente trasmissibile. Con il dialogo aperto con lo Specialista e con la visita si potrà porre una parola chiara e sicura sulla propria Salute. Utilizzare questo canale è un regola da perseguire in caso di qualsiasi dubbio inerente le malattie sessualmente trasmissibili.

Questo articolo è stato concepito per scopi di pubblica utilità, ed è basato sull’orientamento del paziente nei confronti di una  scelta consapevole, che aiuti ad evitare un episodio a rischio, o che coadiuvi nella scelta consapevole delle cose da fare dopo un episodio sessuale a rischio.

Ovviamente questi consigli si basano su dati clinici e scientifici oltreché sull’esperienza professionale dell’autore, ma non possono in ogni modo surrogare il fondamento del Rapporto Medico – Paziente nei confronti del quale, l’Autore intende richiamare l’attenzione di ciascun Lettore.

Dott. Luigi Laino, Dermatologo e Venereologo – Roma

www.latuapelle.org

Riferimenti bibliografici :

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