Sindrome da sovracrescita batterica nel tenue o SIBO (Small Intestinal Bacterial Overgrowth)

MARCO BACOSINella SIBO si ha una crescita esagerata di batteri (almeno 10 – 15 volte la norma) e la mutazione della popolazione batterica che tende ad assomigliare a quella del colon
Articolo a cura di .  Pubblicato il 12/10/2012, cliccato 20633 volte.
 

Cosa è

Il tenue è la porzione di intestino interposta tra somaco e colon. La sua funzione principale è quella di ospitare la digestione e di effettuare l'assorbimento dei cibi.

Il tenue si divide in: duodeno (in cui lo stomaco svuota il contenuto), digiuno ed ileo (porzioni in cui avviene l'assorbimento), l'ileo è la parte terminale che continua nel colon (intestino crasso).

Normalmente tutto il tratto gastroenterico contiene batteri (pochi nello stomaco, moltissimi nel colon). Il tenue ne contiene intorno a 10.000/ml di liquido; inoltre i batteri che sono ospitati nel tenue sono di diverso tipo rispetto ai batteri contenuti nel colon.

Nella SIBO si ha una crescita esagerata di batteri nell'intestino tenue (almeno 10 – 15 volte la norma) e, contemporaneamente una modificazione dei ceppi della popolazione batterica che tende ad assomigliare a quella del colon.

 

Le cause

Normalmente il piccolo intestino è animato da continui movimenti (anche in assenza di cibi). Questi movimenti, che prendono il nome di peristalsi, si propagano sempre nella stessa direzione (dall'alto verso il basso: ovvero nella direzione dalla bocca verso l'ano). Tali movimenti peristaltici possono essere descritti come un "moto ondoso" (autonomo ed involontario) che determina la progressione delle sostanze contenute all'interno dell'intestino stesso (oltre ad un loro rimescolamento che favorisce la digestione ed il progressivo assorbimento delle sostanze nutrienti). La peristalsi mantiene, inoltre, il lume (ovvero la cavità interna del "tubo" gastroenterico) “pulito” da un eccesso di batteri spingendoli via con una azione meccanica.

E' ovvio, quindi, che tutte le condizioni che interferiscono con il movimento del tenue (o di sue parti) impediscono una perfetta eliminazione dei batteri che possono, così, moltiplicarsi nel lume del piccolo intestino.

Sono molte le condizioni patologiche favorenti la SIBO:

  • Malattie neurologiche/muscolari (es.: sclerodermia)

  • Diabete Mellito

  • Diverticoli del tenue

  • Morbo di Crohn (ileite segmentaria)

  • Esiti chirurgici (es.: ansa cieca)

  • Sindrome di Ogilvie

Anche una riduzione dell'acidità gastrica (spontanea od indotta da farmaci) può favorire ad una sovracrescita batterica nel tenue.

La presenza di una elevata quantità di batteri nel piccolo intestino determina una modificazione degli acidi biliari con conseguente malassorbimento dei lipidi (grassi) alimentari. I batteri, inoltre, determinano anche un danno diretto sulle cellule (enterociti) della mucosa intestinale (strato interno del tubo gastroenterico deputato all'assorbimento).

I sintomi

I sintomi indotti dalla SIBO sono assai privi di specificità:

  • Sintomi “addominali”: gonfiore, borborigmi, dolore addominale, diarrea, dispepsia.

  • Sintomi extraintestinali: malassorbimento, calo ponderale, anemia e/o neuropatia da carenza di vitamina B12, osteoporosi o tetania per ipocalcemia da carenza di vitamina D.


Purtroppo tale sintomatologia è, in pratica, parzialmente sovrapponibile a quella della sindrome dell’intestino irritabile (quest'ultima condizione non presenta malassorbimento intestinale).

Per tale motivo, molto spesso si arriva a formulare il sospetto di SIBO per “esclusione” dopo aver eseguito numerosi altri tests ed accertamenti.

 

Diagnosi di SIBO

Come accennato, il sospetto diagnostico dovrebbe essere posto in tutti i pazienti che accusano dolore all'addome, meteorismo, diarrea, calo ponderale, anemia.

L'esame ideale per la diagnosi di SIBO sarebbe il sondaggio digiunale: aspirare con un sondino (introdotto nel digiuno sotto guida radiologica o attraverso un endoscopio) il succo intestinale ed eseguirne la conta batterica (valori normali < 10.000 batteri/ml).

Tuttavia tale test appare impraticabile nella medicina quotidiana (invasività) ed è confinato ad ambienti di ricerca.

Attualmente, per la diagnosi si ricorre al Breath Test (non invasivo) che rileva la quantità di idrogeno nell'espirato (dopo somministrazione di glucosio o lattulosio) dovuta alla fermentazione precoce da parte dei batteri del tenue.

 

Terapia

Nei casi di cause “chirurgiche” occorre considerare una correzione della alterazione anatomica. Nei casi di ipomotilità può essere utile l'utilizzo di procinetici. 
Tuttavia il cardine della terapia rimane il trattamento con antibiotici.

Sono stati, nel passato, utilizzati molti antibiotici (norfloxacina, ciprofloxacina, amoxicillina-acido clavulanico, metronidazolo). 
Attualmente l'antibiotico che sembra dotato di maggior efficacia è la rifaximina: antibiotico non assorbibile con attività contro gram-positivi, gram-negativi, aerobi e anaerobi.

Si esegue, di norma, un ciclo di 7-10 giorni, con frequente, rapido, miglioramento dei sintomi.

Recentemente sono stati confrontati trattamenti condotti per 7 giorni, con dosaggi giornalieri crescenti di Rifaximina (600 mg, 800 mg, 1200 mg, 1600 mg). Le percentuali di successo variano da un minimo di circa 16% (per il dosaggio minore) a valori massimi del 60% circa per il dosaggio di 1200 mg, fino ad un massimo che supera l'80% (per il dosaggio massimo di 1600 mg).

La recidiva sintomatologica dopo la terapia è, però, frequente: per tale motivo si può ricorrere a trattamenti ciclici.

 

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