La videocapsula è stata realizzata per lo studio completo di tutto l’intestino tenue (o piccolo intestino), ossia di quel tratto del canale alimentare (compreso tra duodeno e colon) che con difficoltà può essere esplorato con gli endoscopi tradizionali

Storia

Nel 1966, al pubblico cinematrografico fu proposto un film destinato a far discutere... "Viaggio Allucinante" (tit. or., Fantastic Voyage).
Il film, tratto da un racconto di Isaac Asimov, descriveva una funambolica tecnologia grazie alla quale era possibile miniaturizzare - riducendolo a dimensioni dei microbi - una sorta di minisommergibile con tanto di equipaggio umano, in grado di essere introdotto nel corpo per effettuare al suo interno esami diagnostici ed operazioni di microchirurgia.

Lo stesso Asimov, aveva sottolineato che l'insieme narrativo era pura fantasia: un espediente letterario per descrivere le meraviglie e le possibilità che si sarebbero manifestate disponendo di una simile tecnologia. Circa 35 anni dopo, una versione meno suggestiva ma altrettanto emozionante di questa tecnologia ha visto la luce: la capsula endoscopica.

La capsula endoscopica nota anche con il nome di wireless endoscopy o capsula enteroscopica, è stata ideata nel 1981 da un ingegnere israeliano, Gavriel Iddan, il quale pensò di ideare un piccolo vettore in miniatura in grado di attraversare tutto l'apparato gastrointestinale, trasportato dai movimenti legati alla peristalsi con la possibilità di trasmettere in tempo reale le immagini del suo percorso. Nel 2001 la capsula endoscopica ha ricevuto l'approvazione della FDA (Food and Drug Administration) statunitense ed è stata approvata per uso clinico.

 

Descrizione del sistema

Il sistema è composto da tre principali componenti: la capsula deglutibile, il registratore e un apposito computer. La capsula monouso (costituta da un concentrato di tecnologia: una microcamera, quattro sorgenti luminose, due batterie, una radiotrasmittente ed un’antenna) ha forma e dimensione di una compressa di vitamine (11x30 mm) e viene deglutita con un po’ di acqua (come una normale medicina).

Durante il suo passaggio attraverso l’apparato digerente acquisisce immagini, simili a quelle ottenute dagli endoscopi, e le trasmette ad appositi sensori fissati con appositi adesivi alla cute dell’addome (analogamente agli elettrodi adesivi utilizzati per gli elettrocardiogrammi). Tali sensori sono collegati ad un registratore posto intorno alla vita del  paziente. Terminato l’esame, le immagini accumulate nel registratore vengono trasferite su un apposito computer per la lettura.

Videocapsula e assunzione
Fig. 1 e 2. La videocapsula viene deglutita come una capsula diantibiotico

 

Preparazione

Non vi è accordo unanime sulla preparazione all’esame con videocapsula. Usualmente vengono somministrati due litri di soluzione polietilenglicole, ma ogni centro può suggerire una diversa preparazione. Devono essere sospesi i farmaci   che rallentano lo svuotamento gastrico e quelli che contengono ferro a partire da almeno due giorni prima l’esame, per evitare false immagini.  I farmaci assolutamente necessari al paziente possono essere assunti 3 ore prima o 2 ore dopo l’ingestione della capsula. I farmaci sub-linguali possono essere assunti in qualunque momento.

Agli uomini è richiesta la depilazione dell’addome, 15 cm sopra e sotto l’ombelico.

E’ indicato un abbigliamento comodo, ad esempio tuta da ginnastica sia per gli uomini sia per le donne, in modo da accomodare facilmente la cintura con il registratore.

 

Quando e’ indicata

La videocapsula è stata realizzata per lo studio completo di tutto l’intestino tenue (o piccolo intestino), ossia di quel tratto del canale alimentare (compreso tra duodeno e colon) che con difficoltà può essere esplorato con gli endoscopi tradizionali. Le indicazioni: sanguinamenti gastrointestinali oscuri/occulti in cui le indagini endoscopiche (esofagogastroduodenoscopia, colonscopia, enteroscopia) non siano state diagnostiche;  diagnosi e monitoraggio di poliposi intestinali;   sospette malattie infiammatorie croniche intestinali (Morbo di Crohn);  malassorbimento (es.celiachia);   sospette malattie neoplastiche del piccolo intestino. Controindicazioni: occlusione o pseudo-occlusione del tubo digerente; note stenosi del tratto gastro-intestinale; gravidanza. Alcune patologie (patologia motoria; difficoltà alla deglutizione e diverticolo di Zenker) sono da considerare come controindicazioni relative in quanto la video capsula può essere trasportata con il gastroscopio oltre il tratto intestinale interessato.

Angectasia
Fig. 3. Angectasia vista "dalla capsula".
Angectasia sanguinante
Fig. 4. Angectasia sanguinante

 

La videocapsula puo’ sostituire la gastroscopia e la colonscopia?

La Videocapsula non sostituisce al momento la gastroscopia e la colonscopia anche se recentemente sono stati realizzati dei modelli in grado di valutare anche il tratto digestivo superiore (esofago,stomaco) e inferiore (colon). La Videocapsula, inoltre, ha un valore solo diagnostico in quanto non consente l’esecuzione di prelievi bioptici.

 

Come si esegue l’esame

Il paziente, a digiuno da almeno 6 ore,  deglutisce la capsula aiutato da un sorso d’acqua.  In vita gli viene applicata una cintura che contiene il rilevatore di segnale e il registratore di immagini. Può, quindi, uscire dall’ambulatorio e tornare a casa o al lavoro senza pensare all’esame che sta facendo. Già dopo 3-4 ore può anche riprendere a mangiare.   Passate otto ore dall’ingestione  della capsula (è il tempo di durata delle batterie), viene prelevato il supporto elettronico, su cui sono state registrate le immagini, che sarà poi letto tramite un software in grado di concentrare  in soli 60 minuti le 8 ore di registrazione.  La capsula, invece, verrà espulsa senza disturbi per via naturale.

 

Complicanze

Si parla di ritenzione della capsula, quando essa non sia espulsa nelle feci entro due settimane dalla ingestione. In realtà il tempo di espulsione della capsula è molto vario, da poche ore ad alcuni giorni e dipende in genere più dal tempo di transito nel colon, che da quello nel piccolo intestino. Condizioni come l’allettamento possono rallentare l’espulsione.

Il medico può decidere di somministrare procinetici prima della somministrazione della capsula in pazienti allettati, o in cui sospetti comunque un transito rallentato. La capsula non è tossica e sono documentati casi di pazienti in cui è rimasta diversi mesi nell’intestino senza alcun sintomo.

La vera complicanza si ha, quando la capsula impattando su una stenosi non permette il transito del contenuto intestinale, determinando quindi un quadro di occlusione intestinale, richiedendo un intervento chirurgico in urgenza.  Nei casi in cui ci sia il sospetto di un restringimento intestinale (pregressa chirurgia; malattie infiammatorie, ecc.) è possibile somministrare al paziente la “Patency o capsula fantasma”. 

La “patency” non richiede alcuna preparazione e viene ingerita con un sorso di acqua. L’utilità della videocapsula “Patency” o “fantasma” è quella di controllare la pervietà dei tratti intestinali e permettere successivamente la somministrazione della VDC tradizionale in sicurezza e tranquillità.

Questo è reso possibile poiché la VDC Patency è costituita da metilcellulosa, lattosio e solfato di bario e presenta la caratteristica di iniziare a dissolversi a contatto con il contenuto intestinale, a partire da circa 40 ore dall’ingestione.
Nel caso il paziente non la riconosca nelle feci dopo un certo periodo è possibile confermare la sua persistenza nell’intestino o con un sistema di rivelazione a radiofrequenze dedicato, o con la radiologia.