Parliamo degli assorbenti e soprattutto della coppetta mestruale, uno strumento ancora poco conosciuto in Italia...

I giorni del ciclo mestruale sono spesso fonte di disagio, non solo per il dolore pelvico che spesso si associa, soprattutto nel corso del primo giorno, ma anche per la gestione relativa all’igiene intima.

La ricerca di soluzioni alternative all’uso dei comuni assorbenti esterni è una questione che riguarda non solo le atlete, ad esempio nuotatrici, che risulterebbero ostacolate nel loro allenamento, ma anche la donna moderna, che si divide tra numerosi impegni quotidiani.

 

Assorbenti interni

Sono costituiti da piccoli cilindri di cotone, che si introducono in vagina tramite le dita o apposito applicatore, e che possono essere estratti mediante un filo, che si trova al di fuori del canale vaginale.

I formati più piccoli possono essere usati senza problemi anche dalle giovanissime, che non hanno avuto rapporti, e possono rappresentare una tappa importante per la conoscenza dell’anatomia del proprio corpo.

La praticità di questo strumento è massima soprattutto in chi fa sport e durante l’estate, quando l’assorbente tradizionale crea disagio per il sudore e l’odore del sangue mestruale.
E’ necessario cambiarlo ogni 4-6 ore per una buona igiene.

Bisogna ricordare che l’utilizzo di assorbenti interni è stata associata con la sindrome da shock tossico, un quadro raro ma potenzialmente grave. Si tratta dello sviluppo di colonie di Staphilococcus Aureus, produttore di tossine, che, assorbite per via vaginale, esercitano un effetto sistemico. Il quadro clinico comprende febbre, ipotensione e rash cutaneo.

In caso di sintomatologia sospetta, è bene contattare il medico per gli accertamenti del caso. La possibile associazione con lo sviluppo di endometriosi pelvica non trova prove o riscontri certi nella letteratura fino ad oggi disponibile.

 

Coppetta mestruale

Si tratta di una una coppetta di silicone a forma di imbuto (lungo circa 4-5cm, il diametro è intorno ai 3 cm), che viene posizionata all’interno del canale vaginale.
Essa può essere svuotata e pulita periodicamente dal sangue che si raccoglie al suo interno (ogni 4-8 ore, ma può essere tenuta anche durante la notte).
Viene sterilizzata al primo utilizzo e successivamente quando viene riposta alla fine del ciclo mestruale.

Esiste in due misure, da scegliere in base all’età e al fatto di aver o meno partorito. Non è consigliata in chi non ha ancora avuto rapporti, infatti anche la misura più piccola difficilmente passa attraverso un imene integro.

Può essere utilizzata da chi è allergico al lattice, in quanto non contiene questo materiale. Non sono riportati sindrome da shock tossico in associazione all’uso della coppetta mestruale, in quanto il materiale non è assorbente. Inoltre, la possibile associazione tra uso di coppetta e patologia endometriosica non è stata ritenuta valida.

La coppetta non può essere usata in contemporeanea all’anello vaginale contraccettivo (Nuvaring®) e deve essere estratta al momento del rapporto sessuale. Non deve infatti essere confusa con uno strumento di forma simile, il diaframma contraccettivo, non più in commercio in Italia.

In caso di infezione vaginale in corso, è bene preferire altri metodi quali l’utilizzo degli assorbenti esterni. L’uso della coppetta appare comodo e ben tollerato, infatti non si associa al senso di secchezza vaginale che gli assorbenti interni possono provocare.

La coppetta mestruale può essere reperita online oppure presso alcuni negozi di prodotti biologici in Italia. I modelli più comunemente usati sono Mooncup® , Fleurcup®, Divacup® tanto per citarne alcuni.

La coppetta mestruale presenta indubbi vantaggi innanzi tutto dal punto di vista economico, in quanto il prezzo di acquisto (circa 18 sterline online dall’Inghilterra o 36 euro se comprata in Italia) si ammortizza per una durata di utilizzo fino a 10 anni. Inoltre, dal punto di vista ecologico, se tutte le donne utilizzassero la coppetta mestruale al posto degli assorbenti usa e getta ci sarebbe una minore quantità di rifiuti solidi urbani.