È una patologia che può colpire le donne in età fertile. È caratterizzata da un impianto di tessuto endometriale al di fuori della cavità uterina.

Che cos’è l’endometriosi?

È una patologia che può colpire le donne in età fertile. È caratterizzata da un impianto di tessuto endometriale al di fuori della cavità uterina.

L’endometrio è il tessuto che si trova all’interno dell’utero e che ogni mese dà luogo alla mestruazione qualora non si instauri una gravidanza.
L’impianto anomalo di questo tessuto sulle ovaia, in cavità addominale e, più raramente, in altre sedi come polmone o ombelico configura l’endometriosi. Questo tessuto con impianto anomalo può manifestarsi sotto forma di impianti o noduli o può dare luogo a cisti ovariche chiamate endometriomi.

Cosa causa l’endometriosi?

Nonostante si annoverino decenni di ricerca, non è ancora chiaro come mai alcune donne manifestano l’endometriosi e altre no. Esistono solo teorie come la mestruazione retrograda e le alterazioni del sistema immunitario.

Quali sono i sintomi?

Posso essere presenti alcuni o tutti i seguenti sintomi:

  • dismenorrea (crampi mestruali)
  • dispareunia (dolore durante i rapporti sessuali)
  • infertilità
  • dolore pelvico cronico

Come si pone la diagnosi?

La presenza di uno o più sintomi può far porre il sospetto, anche se la patologia può essere asintomatica. La visita può rilevare una ipomobilità dell’utero dovuta ad aderenze, così come la presenza di  masse annessiali dovute ad endometriomi.

L’ecografia è utile in caso di presenza di cisti ovarica endometriosica.
Il dosaggio del CA 125 può risultare aumentato in presenza di endometriosi anche se può dare falsi negativi.

La laparoscopia permette di avere la certezza della diagnosi e una stadiazione della malattia, mediante l’osservazione diretta in addome. Dato che l’endometriosi può essere asintomatica, la laparoscopia rientra tra le procedure diagnostiche per la donna infertile. In alcuni casi si può decidere già di trattare l’endometriosi in corso di laparoscopia.

Qual è la terapia?

La terapia può variare in base ai sintomi, ai reperti obbiettivi, alla stadiazione della malattia e ai desideri della paziente. Vi può essere un approccio medico, chirurgico e combinato.

La terapia estro-progestinica a bassi dosaggi controlla la sintomatologia dolorosa e può eliminare piccoli impianti, ma non agisce sulle cisti e sulle aderenze.

La terapia chirurgica, eseguita oramai di routine in laparoscopia, permette di rimuovere le cisti, i nidi endometriosici e le aderenze, migliorando la sintomatologia dolorosa e aumentando la fertilità.

Spesso è necessaria una terapia medica dopo la chirurgia con utilizzo di analoghi del GnRH, che creano un clima simil menopausale, reversibile, e che ha lo scopo di far regredire il tessuto endometriosico che non è stato possibile rimuovere.

In alcuni casi la donna potrebbe essere candidata a subire più di un intervento chirurgico.

L’instaurarsi di una gravidanza spontanea inibisce l’avanzare della malattia e può determinare la regressione. Per tale ragione è anche indicato l’utilizzo delle tecniche di procreazione medicalmente assistita laddove la donna presenti problemi di infertilità.

L’endometriosi è una patologia che può avere notevoli implicazioni psicologiche per la paziente in quanto:

  • il dolore durante il ciclo mestruale può interferire con i rapporti sociali e l’attività lavorativa;
  • i rapporti sessuali possono essere compromessi dalla dispareunia;
  • la presenza della malattia comporta un pregiudizio sulla fertilità;
  • le terapie mediche e chirurgiche possono essere fonte di grande stress per la donna.

Per tali ragioni la cura dell’endometriosi deve prevedere una presa in carico da parte del medico di tutti i molteplici aspetti che caratterizzano questa patologia.