Scopriamo come è fondamentale il ruolo attivo del Medico nella prevenzione del carcinoma dell'utero.

Questo articolo vuole sottolineare l’importanza del “COUNSELING” nella prevenzione del carcinoma del collo dell’utero.

In molti studi clinici viene evidenziata una più elevata sensibilità dell’HPV test rispetto al classico PAP test. L’elevata sensibilità dell’HPV-test ha portato ad una maggiore identificazione delle lesioni HPV correlate,con conseguente incremento di esami COLPOSCOPICI, e quindi maggiore ansietà nella donna e aumento dei costi di gestione.

Per questo motivo voglio mettere in risalto l’importanza del counseling nell’ambito sia della trasmissione della malattia, che dell’uso dell’HPV test. Le motivazioni di questa precisazione sono così schematizzabili:

  • L’infezione da papilloma virus(HPV) quasi sempre non causa alcuna alterazione e tende a risolversi spontaneamente.
  • Che in numero bassissimo di casi provoca delle lesioni a livello della cervice. Nella maggior parte dei casi si ha una guarigione spontanea,solo alcune se non curate,progrediscono LENTAMENTE verso forme displastiche(tumorali).
  • Queste lesioni per trasformarsi hanno bisogno di anni(10-15) e non tutte le donne che contraggono l’ HPV sviluppano un tumore della cervice uterina.
  • Si contrae per via sessuale, ma non necessariamente con un rapporto completo, e può essere trasmessa anche molti anni dopo che una delle due persone l’ha contratta.
  • Non ci sono farmaci che curano questa infezione(ovuli,lavande o antibiotici)
  • Purtroppo il preservativo non garantisce una prevenzione del 100%, è una infezione molto comune,soprattutto fra i giovani. Questo perché il virus HPV si trova anche sulla cute non protetta dal preservativo.
  • In commercio è presente un VACCINO contro alcuni tipi di virus HPV(16,18,6,11)responsabili di circa il 70% delle lesioni tumorali.
  • Se l’ HPV test risulterà positivo quasi sempre viene consigliato l’esame COLPOSCOPICO che serve a mettere in evidenza delle eventuali lesioni sul collo uterino,esame non doloroso ,simile alla visita ginecologica.
  • La COLPOSCOPIA consente la esecuzione di BIOPSIE MIRATE e una più precisa diagnosi istologica.
  • Le modalità di prelievo dell’HPV test sono simili a quelle del Pap-test .
  • Con il pap-test si evidenziano alterazioni cellulari,indirettamente riferibili alla presenza del virus.
  • NON ci sono esami specifici del sangue che ci indicano la presenza del virus.
  • Quasi sempre l’indicazione ad eseguire un HPV test è conseguente al risultato di ASC-US che ha un significato di alterazioni cellulari da controllare con ulteriori indagini. Queste alterazioni potrebbero essere conseguenza di infiammazioni(flogosi), di disordini ormonali(menopausa) o alla presenza  di HPV.
  • Le modalità di trasmissione,vanno illustrate e spiegate in maniera chiara,mettendo in evidenza che non si può conoscere il momento esatto del contagio, e che questo può risalire a molti anni prima;il partner può essere portatore finchè l’infezione non va via.
  • In caso di gravidanza non è stato dimostrato alcun rischio per il neonato. E’ consentito l’allattamento .

Tutte queste informzioni, associate a disponibilità, competenza tecnica e capacità comunicativa da parte degli operatori sanitari portano ad una riduzione dello stato di disagio procurato dalla comunicazione di un test virale e/o citologico “positivo”.
E in considerazione anche della diffusione di questa infezione in giovani donne spesso nullipare, è possibile mettere in atto terapie conservative meno invasive che conservano l’integrità anatomica del collo uterino.

L’indagine colposcopia e la biopsia mirata in una donna con un PAP-test alterato consentono un trattamento adeguato evitando di sovratrattare lesioni displastiche mettendo in atto interventi non necessari.

Tutto ciò che ho riportato è per mettere in risalto l’importanza dell’educazione sanitaria e del counseling nella prevenzione dell’infezione da HPV e del cancro della cervice, illustrando le modalità di trasmissione e facilitando una adesione ai programmi di screening.

Inoltre essere preparati alle domande più frequenti relative alla infezione da HPV, aiuta i soggetti interessati a svolgere un ruolo attivo nella prevenzione.

La domande che vengono poste più frequentemente sono:

  • La condizione di “portatrice” di HPV: non si può prevedere quando l’HPV non è più contagioso, ma con certezza si può affermare che un sistema immunitario sano sopprime il virus (HPV).
  • Come si diagnostica: quasi sempre attraverso una citologia (Paptest), confermata dopo da un HPVtest, nelle donne; negli uomini la FDA non ha approvato test di screening per evidenziare o identificare lesioni da HPV.

Il ruolo attivo è rappresentato dalla VACCINAZIONE ANTI HPV: solo creando nelle donne la coscienza che il carcinoma del collo uterino è, purtroppo, una patologia frequente ma che è possibile prevenire e guarire se evidenziata nelle fasi iniziali, trasmettendo l’importanza della vaccinazione e della riduzione dell’esposizione ai fattori di rischio.

I risultati promettenti, che vengono confermati dagli studi clinici, lasciano sperare che grazie alla vaccinazione l’incidenza del cervi carcinoma subirà un forte calo.