Tra i gravi sconvolgimenti creati dalla lesione midollare vi è anche quello sulla termoregolazione. E’ frequente che vi sia una ipoidrosi oppure una iperidrosi. Se la prima però non è solitamente fastidiosa, la seconda invece crea notevole disagio al paziente.

L’approccio terapeutico all’iperidrosi può prevedere l’utilizzo di farmaci orali, il blocco alcoolico, la simpaticectomia, l’ablazione chirurgica delle ghiandole sudoripare. Alcune molecole (dextropropoxyfene, phenoxybenzamine, propoxyfene, propantheline) sono state sperimentate con successo, ma purtroppo in Italia non esiste nessun farmaco orale autorizzato dal Ministero della Salute con questa specifica indicazione, ovvero la somministrazione è “off label”.

Considerata l’efficacia della bornaprine, deducibile da alcuni studi internazionali e la sostanziale irrisolvibilità del problema con altri metodi non invasivi, siamo stati indotti ad utilizzarla sui pazienti ricoverati nella nostra Unità Spinale che riferivano una iperidrosi molto fastidiosa e quindi disturbante.

Essendo in Italia tale farmaco autorizzato esclusivamente con l’indicazione specifica per Sindrome di Parkinson, specialmente quando predomina il tremore, è necessario richiedere un consenso scritto prima di instaurare il trattamento. Bisogna inoltre escludere che l’iperidrosi possa essere secondaria ad altre cause.

L’esperienza fatta con bornaprine (2 mg o 4 mg al dì) nel trattamento dell’iperidrosi nella fase acuta della lesione midollare è positiva in quanto si è rilevato un beneficio soggettivo prolungato, anche dopo la sospensione della terapia, senza effetti collaterali. L’iperidrosi comunque tende a ripresentarsi dopo la sospensione della terapia.

Dopo un periodo di osservazione durato quattro anni, sono stati pubblicati i risultati relativi allo studio (Spinal Cord (2008) 46, 571-573), risultati che ci hanno indotto a proseguire con soddisfazione e successo con questo protocollo terapeutico.

 

L’articolo completo, trascorsi alcuni anni, è ormai disponibile on line in visione gratuita: http://www.nature.com/sc/journal/v46/n8/full/sc200812a.html