Estratto da un ciclo di conferenze che da maggio 2002 il dott. Rocco Berloco tiene sull'importanza del Pensiero Positivo e sul training NeuroEvolutivoEmozionale

Nel 1982 un'équipe di ricerca dell'Università di Parigi, diretta dal fisico Alain Aspect ha scoperto che, sottoponendo a determinate condizioni delle particelle subatomiche, come gli elettroni, queste possono comunicare istantaneamente una con l'altra indipendentemente dalla distanza che le separa: siano essi centimetri o centinaia di chilometri. È come se ogni singola particella sapesse esattamente cosa stiano facendo tutte le altre. Questo fenomeno può essere spiegato solo in due modi: o la teoria di Einstein che esclude la possibilità di comunicazioni più veloci della luce è sbagliata, oppure le particelle subatomiche sono connesse non-localmente. Poiché la maggior parte dei fisici nega la possibilità di fenomeni che superino la velocità della luce, l'ipotesi più verosimile è che il legame tra le particelle subatomiche sia di tipo non-locale.

Il fisico David Bohm afferma che le particelle in realtà non sono separate ma che, ad un qualche livello di realtà più profondo, non sono entità individuali ma estensioni di un TUTTO. Famoso è diventato l’esempio dell’acquario con il quale il fisico spiegava questo concetto: immaginate un acquario contenente un pesce e che l'acquario non sia visibile direttamente ma solo attraverso due telecamere, poste una frontalmente e l'altra lateralmente. Osservando i due monitor siamo portati a dedurre che i pesci visibili sugli schermi siano due entità separate, la diversa posizione delle telecamere ci darà infatti due immagini appena differenti. Ma, continuando la nostra osservazione dei pesci, ci rendiamo conto che vi è un certo legame tra di loro: quando uno si gira, anche l'altro si girerà; quando uno guarda di fronte a sé, l'altro guarderà lateralmente e tutto questo potrebbe portarci a pensare che stiano comunicando tra di loro, in modo istantaneo ed alquanto misterioso. Secondo Bohm il comportamento delle particelle subatomiche mostra che vi è un livello di realtà del quale non siamo assolutamente consapevoli. Se le particelle subatomiche ci appaiono separate è perché non riusciamo a vedere che una porzione della loro realtà, esse non sono "parti" separate ma sfaccettature di un'unità più profonda e olografica. E poiché ogni cosa nella realtà fisica è costituita da queste "immagini", ne consegue che l'universo stesso è una proiezione, ovvero un grande, gigantesco ologramma.

Un ologramma è una fotografia tridimensionale generata con l'ausilio di un laser. Come si può creare un ologramma? Il soggetto da fotografare in un primo momento è immerso nella luce di un raggio laser, poi un secondo raggio laser viene fatto rimbalzare sulla luce riflessa del primo e lo schema risultante dalla zona di interferenza dove i due raggi si incrociano viene impresso sulla pellicola fotografica. Quando questa viene sviluppata si evidenzia solo un intrecciato labirinto di linee chiare e scure ma, illuminata da un altro raggio laser, ecco emergere il soggetto originale. Questa immagine ha due caratteristiche particolari: è tridimensionale e, cosa più importante, contiene in sé l’intera fotografia più piccola; cioè se l'ologramma di un girasole viene tagliato a metà e poi illuminato da un laser, si evidenzierà che ogni metà contiene ancora l'intera immagine del girasole. E dividendo ancora le due parti, noteremo che ogni minuscolo frammento di pellicola conterrà sempre una versione più piccola, ma intatta, dell’ immagine originale. Quindi possiamo più semplicemente affermare che ogni parte di un ologramma contiene tutte le informazioni possedute dall'ologramma integro.

Il dottor Bernie Siegel afferma che quasi tutte le malattie hanno origine, almeno parzialmente, nella mente, ma non per questo le considera psicosomatiche. Preferisce definirle somato-significative. Nel libro "Love Medicine and Miracles" afferma di imbattersi speso in situazioni in cui le immagini mentali usate dai pazienti per descrivere la loro situazione patologica o la propria vita in un certo senso andava a giocare un ruolo importante nella creazione delle loro condizioni. Siegel ricorda di come una paziente mastectomizzata gli disse che "aveva bisogno di togliersi un peso dal petto", un paziente con mieloma multiplo nella spina dorsale affermava di "essere sempre stato considerato senza spina dorsale" e un uomo con carcinoma della laringe il cui padre lo puniva durante l'infanzia stringendogli la gola e dicendogli "stai zitto!". Siegel riporta anche lo studio svolto presso la Hebrew University di Gerusalemme dallo psicologo Shlomo Breznitz il quale fece marciare per quaranta chilometri alcuni gruppi di soldati israeliani, dando loro informazioni diverse, infatti ad alcuni dopo averli fatti marciare per trenta chilometri disse che dovevano percorrerne ancora dieci, ad altri disse che avrebbero dovuto marciare per sessanta chilometri, ma in realtà marciarono solo per quaranta, ad altri ancora consentì di guardare i segnali con i chilometri, ed al quarto gruppo con diede alcuna informazione circa la distanza percorsa e da percorrere. Al termine dello studio Breznitz evidenzio che il livello degli ormoni dello stress nel sangue dei soldati rifletteva sempre le loro supposizioni e non la realtà distanza percorsa. Detto in modo diverso il loro organismo rispondeva alla realtà che loro immaginavano non a quella effettiva!

Possono le nostre convinzioni influenzare la realtà? Le aspettative dell'osservatore del fenomeno possono veramente determinare il fenomeno nella vita di tutti i giorni?

Nelle isole Trobriand è normale avere rapporti sessuali prematrimoniali, ma è fortemente disapprovata la gravidanza prima del matrimonio. Le donne non usano alcun metodo contraccettivo, e l'aborto è pratica quasi sconosciuta; eppure la maternità prematrimoniale è nulla. Può essere che le donne impediscano a se stesse di rimanere incinte?

Nel diciannovesimo secolo la tubercolosi uccise decine di migliaia di persone. La sua etiopatogenesi era ignota e questo conferiva alla malattia un alone di mistero terrificante. A partire dal 1882 il tasso di mortalità scese da 600 per 100000 a 200 per 100000, malgrado ci sarebbe voluto ancora mezzo secolo prima che fosse stata scoperta una cura farmacologica adatta ed efficace. Cosa era successo? La scoperta di Robert Koch avvenuta nel 1882 che identificava in un bacillo la causa della malattia e conferiva quindi una natura più biologica e meno apparentemente misteriosa alla tubercolosi può aver condizionato le masse?

Negli anni Trenta Pauli postulò l'idea dell'esistenza di una particella priva di massa, chiamata "nuetrino", che avrebbe risolo molte ipotesi circa la radioattività. per anni questa ipotesi restò tale, senza essere confermata dalla sperimentazione fino a che nel 1957 i fisici scoprirono le prove della sua esistenza. Successivamente i fisici si resero conto che se il "neutrino" avesse avuto una massa sarebbero riusciti a risolvere situazioni ancora più spinose di quelle di Pauli. Ed ecco che nel 1980 arrivarono le prove che questa particella aveva una piccolissima, ma calcolabile, massa. Ma questa scoperta fu effettuata solo nei laboratori dell' Unione Sovietica, dove i ricercatori "cercavano" di trovare la massa al "neutrino", non in quello degli Stati Uniti dove l'atteggiamento degli studiosi era più "neutro". Può significare che le aspettative degli studiosi determinarono la realtà?

"I pensieri che una persona crea generano modelli al livello mentale della natura . Vediamo così che la malattia, in effetti, si manifesta con il tempo dai modelli mentali alterati, dapprima attraverso l'effetto di irreversibilità, fino a conseguenze a livello eterico e poi, da ultimo, al livello fisico, la riscontriamo apertamente come patologia" William Tiller "Consciousness, Radiation, and Developing Sensory System" Quindi Tiller ritiene che il motivo per il quale la malattia spesso si ripresenta è perché noi il più delle volte curiamo solo il livello fisico e se triuscissimo a curare anche il campo energetico sicuramente imposteremmo sistemi di cura più duraturi. E sempre Tiller afferma che molte terapie non avranno risultati permanenti, perchè non abbiamo alterato l'ologramma di base al livello mentale e spirituale.

"Noi siamo ciò che pensiamo" dice Buddha, e aggiunge: "Tutto quello che siamo nasce con i nostri pensieri. Con i nostri pensieri creiamo il mondo".

Il grande maestro indiano Paramahansa Yogananda insegnava ai suoi proseliti di visualizzare il futuro che desideravano e di caricarlo con "l'energia della concentrazione". Inoltre affermava che " la corretta visualizzazione per mezzo dell'esercizio di concentrazione e di forza di volontà ci permette di materializzare i pensieri, non solo come sogni o visioni nel regno della mente, ma anche come esperienze nel regno materiale." Man's Eternal Quest

I kahuna, gli antichi sciamani hawaiiani, credevano che i pensieri fossero composti da una sostanza energetica sottile che definivano kinomea (materia corporea indistinta). Quindi le nostre paura, i nostri sensi di colpa, le nostre ansie, le nostre preoccupazioni dopo essere state create ed elaborate dalla nostra mente non svaniscono ma si trasformano in pensieri e questi diventano pilastri portanti sui quali l'io superiore tesse il nostro futuro.

Ecco perchè è necessario creare dei modelli cognitivi potenzianti, basati sul pensiero positivo