Medicina, storia, arte, benessere, relax, e costume si intrecciano in un “unicum”.

Premessa generale: meglio curare o prevenire?

Si definisce prevenzione l' azione professionale o attività di policy che mira a ridurre la mortalità, la morbilità o gli effetti dovuti a fattori di rischio o ad una patologia. Francesco Blasi, presidente dell'ERS afferma che se non si fa qualcosa per prevenire le malattie respiratorie (ma non solo), “i decessi per malattie respiratorie rimarranno da qui al 2030 probabilmente invariati in Europa”.

Consideriamo anche solo il peso economico di alcune patologie che riguardano per esempio le vie aeree: 364 mila euro circa vengono spesi per ogni caso di tumore polmonare, e circa 86 mila per ogni paziente con tubercolosi. L'asma e la BPCO incidono ancora maggiormente dal punto di vista economico, con una spesa media annua (rispettivamente circa 7 mila e 6 mila euro per caso / anno) che va aumendo e il principale responsabile sembra essere ancora il fumo nelle sue varie declinazioni.

Dunque è lecito chiedersi come intervenire per esercitare una efficace prevenzione primaria (stili di vita), secondaria (diagnosi precoce di una patologia) e terziaria (agire sulle possibili complicanze). Allora viene da domandarsi quale ruolo (se c'è un ruolo) può competere ai trattamenti termali sotto questo profilo e in particolare per le vie respiratorie?

 

Premessa sul termalismo

Il binomio vita-acqua, è stato da sempre fondamentale per la crescita, la storia, la salute, il lavoro, la cultura e la religione dei popoli della terra. L’acqua è il costituente principale del nostro corpo, e riveste una grande importanza per la salute, ma è anche un simbolo di vita con un profondo valore culturale che ha attraversato la storia dell'umanità, e anche oggi non è possibile scinderne l’approccio medico da quello culturale, psicologico e financo “spirituale”.

Il termalismo mantiene quindi, pur nell’impostazione medico-scientifica rigorosa, una marcata caratteristica di “approccio globale all’uomo”. Tuttavia se le cure termali hanno sfidato i secoli, al giorno d'oggi si osserva un discreto scetticismo sulla validità di dette cure. Per comprenderle si deve partire dal concetto che dette terapie non sono da interndersi quoad vitam, ma quoad valetudinem.

Tornando indietro nel tempo, l’acqua apparve all'uomo primitivo come la manifestazione di una potenza divina purificatrice. Si hanno notizie di bagni sulfurei nelle epoche più remote, in epoca pre-villanoviana e poi presso Greci, Etruschi eccetera. Ippocrate stesso non disdegnò queste procedure “salutari”. In età romana, prende l'avvio una vera architettura “specializzata” e una grande diffusione delle Terme o Bagni Pubblici. Per esempio le Terme Stabiane di Pompei, che sfruttavano i fenomeni vulcanici risalenti al periodo Sannitico (III secolo a.C.), ricalcano gli elementi terapeutici di Galeno del bagno di sudore completato con massaggi e seguito da lavaggi caldi e freddi.

Le costruzioni termali romaniche si sviluppavano con una pianta ordinata, e solitamente, dopo l’ingresso si incontrava l'APODYTERIUM (spogliatoio), il TEPIDARIUM, il CALEDARIUM ed il FRIGIDARIUM. Quindi un “percorso” preciso e impreziosito da locali, palestre e piscine, “coreografiche” decorazioni, mosaici, sculture.
Una vera e propria ricerca della salute psico-fisica nel senso più ampio. Grandiosi erano talora gli effetti architettonici, come le Terme di Caracalla, o le Terme di Diocleziano che presentavano una grande curvatura dell’esedra riconoscibile oggi nella piazza detta appunto dell’ESEDRA (dal TEPIDARIUM sarebbe stata ricavata l’attuale basilica di Santa Maria degli Angeli).

La terapia termale romana, consisteva in un trattamento di circa quattro settimane. La durata del bagno, inizialmente di 30 minuti, aumentava progressivamente fino a due ore e decresceva al termine del trattamento. Bagno e bibita dovevano essere presi a digiuno e meglio in primavera o autunno. Medicina, ma anche mondanità e socializzazione, questo offrivano le terme di Roma durante lo splendore dell'Impero. Decaduto l'Impero anche le terme ne seguirono le sorti.

Ma le cure termali furono comunque pienamente riscoperte in epoche successive e ottennero i dovuti riconoscimenti della scienza medica che le promosse ad efficace terapia in numerosi trattati di medicina.

 

Il termalismo oggi (terme e otorinolaringoiatria)

Quali sono gli effetti attesi dalle cure termali?
La risposta viene dalle numerose pubblicazioni scientifiche, e dagli studi prodotti dall'IFOS (International federation Oto-Rhino-Laryngological Societies), dall'EUFOS, dalla SIO, dalla SIOP ecc..
In Francia (per esempio) 42.000 bambini vengono annualmete sottoposti a terapie termali specie per patologie del tratto respiratorio (con drastica riduzione delle assenze scolastiche) e le pricipali indicazioni riguarderebbero indicazioni pneumo allergologiche, bronchiti ricorrenti, tosse spasmodica, otite siero mucosa, OMS, rino-sinusite ecc.

Come agiscono le cure termali sulle vie aeree?
Allora ricordiamo che tutto l'epitelio respiratorio e bronchiale è ricoperto da muco. Il muco è costituito da una miscela di secrezioni delle ghiandole sottomucose, delle goblet cells e altre cellule superficiali. Il principale costituente è l'acqua (95%), seguito da proteine (3%) e lipidi + sostanze inorganiche (2%).
Il muco si dispone sulla mucosa in due strati: il “sol”, colloide acquoso circondante le ciglia e il “gel”, colloide compatto ed elastico in contatto diretto con l'aria. La quantità di muco giornalmente prodotta da un soggetto normale oscilla tra 4 e 50 ml; in stati patologici può arrivare anche a 200-300 ml.

La detersione delle vie aeree si realizza tramite due meccanismi: l'attività mucociliare e la tosse (in caso di necessità), e per un'efficace clearance mucociliare è necessario un battito ciliare coordinato (battito propulsivo rapido seguito da lento recupero) e ritmico a 1000 bpm (battiti-per-minuto) che permette l'allontanamento di polveri e agenti inquinanti.

Si è visto in numerosi studi che le cure termali ripristinano ove ancora possibile, queste funzioni.
Per parte loro le principali acque termali vanno distinte in almeno due sottotipi e cioè le acque solforate e le acque bicarbonate (più altri oligo-elementi).

Le acque sulfuree, tramite l'idrogeno solforato esercitano azione fluidificante, stimolano la produzione di anticorpi di superficie con azione protettiva sia sulle riacutizzazioni sia contro le allergie, e svolgono azione favorente la caduta degli strati superficiali di cellule vecchie o malate con stimolo alla crescita degli strati cellulari profondi.

Le acque salsobromojodiche (bicarbonate) sono acque che nella loro composizione ricordano l'acqua di mare e i costituenti fondamentali sono il cloruro di sodio, il sodio, il bromo e lo iodio.
Gli effetti sull'organismo sono molteplici: effetti sul sistema nervoso centrale che inducono calma e lieve sedazione, azione antinfiammatoria sui tessuti, azione antisettica, stimolazione della secrezione di numerosi ormoni oltre ad effetti generali dipendenti anche dai mezzi di applicazione delle acque e dalla temperatura.

Molte ricerche hanno dimostrato che il movimento ciliare è influenzato dalle acque minerali sulfuree: infatti la presenza di zolfo (a variabile concentrazione), soprattutto sotto forma di idrogeno solforato (H2S), dal caratteristico odore di “uovo marcio”, conduce a una eutrofizzazione della mucosa respiratoria, vasodilatazione, miglioramento delle difese locali per stimolazione dell’attività fagocitaria del sistema reticoloendoteliale e dell’aumento di IgA (anticorpi) secretorie nel muco, azione anticatarrale attraverso la risolforazione della mucina (che nei processi infiammatori cronici può essere carente di gruppi sulfidrilici), azione antisettica diretta ecc..

La componente salsobromoiodica presenta inoltre un alto contenuto di cloruro di sodio, fluidificante e detergente, e di iodio, di cui è nota l’azione antisettica. La regolazione delle secrezioni mucose che detti radicali determinano sull’epitelio respiratorio realizza un miglioramento delle caratteristiche dell’idrogel che ricopre le ciglia ed un più agevole azione della clearance ciliare.

Le acque termali sono state sempre usate nelle affezioni delle Vie Aeree Digestive Superiori (VADS). Il loro uso determina un aumento dei potenziali ossido-ridutttivi, aumento delle attività catalitiche, enzimatiche, orientamento delle molecole dell’acqua fra loro e delle molecole dell’acqua aventi diverse strutture isotopiche (es. 16H20,18H20, 16HD0), tutti fattori che possono determinare azioni terapeutiche.

Macroscopicamente l’azione locale si esplica a carico delle mucose con una attività dapprima congestizia e stimolante il microcircolo e successivamente con un effetto depurativo. L’azione è inizialmente piuttosto violenta con aumento della componente infiammatoria per poi passare ad una azione decongestionante e curativa.

I gruppi sulfidrilici aumentano l'attività catalitica enzimatica e i processi reattivi. Le acque termali adoperate nella terapia del distretto respiratorio cervico facciale, esplicano anche una azione simpatico-vagotonica ed antiallergica. E mentre antibiotici e antinfiammatori hanno importanza nel trattamento in fase acuta della malattia, alla terapia termale va il compito di ripristinare le funzioni lese, di consolidare le guarigioni, di evitare le recidive (prevenzione).

Il trattamento termale per patologie otorinolaringoiatriche e respiratorie in genere è quindi rivolto a: riniti croniche atrofiche (compresa l’ozena), ipertrofiche, catarrali e purulente, riniti allergiche, sinusiti croniche catarrali e purulente, esiti di interventi chirurgici sui seni paranasali, rino-faringiti e faringiti croniche, ipertrofiche e atrofiche, adenoiditi e tonsilliti croniche, laringiti croniche ipertrofiche ed atrofiche, tracheiti e bronchiti croniche catarrali e purulente, broncoectasie, asma bronchiale (moderata), sindromi rino-sinuso-bronchiali.

Infine le stenosi catarrali della Tuba di Eustachio e timpanosclerosi, le otorree catarrali e purulente croniche tubo-timpaniche e tutte le sordità aggravate da queste forme e gli esiti di interventi di miringo e timpano-plastica (dopo attenta valutazione e con la dovuta prudenza).

La rinosinusite allergica, per esempio, inizialmente può essere trattata con farmaci antistaminici o altri protocolli, ma dopo potrà essere trattata alle terme, perché se ne è vista l'azione desensibilizzante aspecifica su tale rino-sinusopatia.

Un effetto termico (sempre presente e importante) è rafforzato da effetti chimico-farmacologici di componenti come la CO-2 e l’H2S. La CO2 disciolta e associata all’effetto parasimpaticotonico della H2S realizza un’iperemia, come già detto, che non è di tipo infiammatorio vero, ma irroratorio o nutrizionale, cioè si aprono i cosiddetti "circuiti di lusso" con l’aumento del flusso arteriolare e del metabolismo e una conseguente formazione di capillari idonei a contrastare lo scompenso vascolare e nutrizionale delle rinofaringopatie croniche.

Uno dei punti di forza delle cure termali in ORL è la “sordità rinogena” e in particolare la tubo-timpanite catarrale cronica, nella quale, a fenomeni di tipo trasudativo, essudativo ed infiltrativo, si associano talora nella cassa timpanica quelli di natura produttiva e cicatriziale con organizzazione dell’essudato e sclerosi dei tessuti. Il deficit funzionale uditivo è poi secondario alla diminuita elasticità (compliance) del STO (sistema timpano-ossiculare) che viene bloccato nelle sue escursioni.

E' bene ricordare che la patologia rino-faringo tubarica colpisce molto facilmente i bambini, che dopo la scomparsa dell IgG ereditarie e delle IgA trasmesse dal latte materno, dovranno organizzare le proprie difese immunitarie; quindi le flogosi di questo distretto, dopo i primi mesi di vita, diventano una “patologia di adattamento” quasi obbligatoria (Precerutti) che talvolta porta ad una ipertrofia della tonsilla faringea (adenoidismo). Le flogosi ripetute rinofaringee possono portare a loro volta a quadri patologici otitici sinusitici (4-8 anni) e anche broncopolmonati (Precerutti).

 

UN RAPIDO CENNO ANCHE AL TRATTAMENTO DI PATOLOGIE NON OTORINOLARINGOIATRICHE

Terme e ginecologia

Attualmente si è evidenziata una grande quantità di relazioni e statistiche pubblicate dal 1980 in poi. Molti ginecologi dimostrato l’efficacia della crenoterapia: per esempio si riportano studi dalla Università di Rostock (Germania), dall'Istituto di Clinica ostetricia- ginecologica della Università di Parma, dal Messico, dall'Università Resort (Polonia) con indagine su alcune migliaia di donne in tre anni.

In diverse statistiche, rigorosamente controllate, è stato dimostrato che l’efficacia di bagni, fanghi e irrigazioni termali senza terapia farmacologica, è stata pari a quella con antibiotici.

Quante donne con flogosi pelvica sono allergiche ai medicinali e agli antibiotici? Quanti germi resistenti a chemioterapici, antinfiammatori, antibiotici ?
L’Università di Rostock studiò 57 pazienti affette da infiammazione pelvica, di queste 30 furono sottoposte a terapia termale (fanghi, bagni minerali, lavande vaginali), 37 a terapie con tetracicline, metromidazolo. Al controllo dopo 12 settimane si ebbero risultati utili simili, ma con maggiore riduzione della sintomatologia dolorosa addominale e aderenze meno severe nelle 30 donne arruolate alla terapia termale.

 

Ortopedia

Un disturbo estremamente diffuso è il dolore della colonna vertebrale. Negli ultimi decenni questo è divenuto un problema sociale importantissimo. Cosa aspettarsi dalla Lutoterapia (terapia con i "Fanghi")?
Per es. il DIM (disfunzione intervertebrale minore) è una disfunzione segmentaria dolorosa, benigna, di natura meccanica e riflessa, generalmente reversibile (secondo Maigne) non visibile sulle radiografie, spesso in relazione con il riscontro della sindrome teno-cellulo-periosteo-mialgica (STCPM).

Spesso le manifestazioni cliniche di questi disturbi si localizzano a distanza dalla colonna, sul bacino, sulle spalle o sugli arti. Si evidenziano delle modificazioni della consistenza e della sensibilità della pelle, dei muscoli e dei tendini e quindi dolori articolari che pongono problemi diagnostici. L’azione terapeutica dei fanghi è qui dovuta a vari fattori quali calore, composizione chimica, concentrazione dei sali, radioattività, pressione osmotica, conducibilità elettrica, stimolo meccanico.

L’indicazione principale va identificata nella patologia degenerativa osteo-articolare, nell’artropia primitiva mono o polidistrettuale, nelle forme degenerative secondarie (es. post traumatiche), nei quadri dismetabolici, nelle patologie infiammatorie quiescienti (es. artrite reumatoide).

Nelle artropatie degenerative primitive e/o secondarie la fangoterapia praticata almeno una volta all'anno ha condotto a risultati ottimi e significativi nel 65% circa dei casi, avendo come parametri di riferimento la sintomatologia dolorosa soggettiva spontanea, la rigidità mattutina e la funzionalità articolare (Costantino et al. 1998).

Nella cervicoartrosi la fangoterapia è apparsa in grado di agire con effetto preventivo e terapeutico. In un periodo di quattro anni, pazienti sono stati sottoposti ogni 12 mesi a lutoterapia, hanno migliorato i parametri considerati (numero-intensità episodi acuti, sintomatologia di base, assunzione di farmaci, necessità di accertamenti clinico-diagnostici, necessità di terapie riabilitative,…) e hanno mostrato una sommazione progressiva degli effetti positivi (Nappi, 1996).

I livelli sierici di prostaglandine (PGE2) e leucotriene (LTB4) dopo fangoterapia negli osteoartrosici appaiono ridotti con ovvio decremento della risposta infiammatoria ed effetto di protezione sulla cartilagine articolare (Bellometti 1998).
In 14 pazienti affetti da spondilite anchilosante bagni in acque termali e fanghi hanno sensibilmente migliorato la rigidità mattutina e ridotto la distanza dita-suolo nelle prove di funzionalità lombare, con riduzione dell’assunzione di farmaci analgesici a distanza di soli sette giorni dall’inizio del trattamento (Tischer, 1995).

Inoltre viene influenzata l’attività dei condrociti nell’osteoartrosi modulando la produzione di citochine sieriche, come la IL-1 (favorenti i processi infiammatori). Tale attività sembra influenzare molti processi biochimici indipendentemente dalla stimolazione termica, ed appare documentata dall’incremento della IGF-1 (fattore di crescita insulino simile) e dalla diminuzione del TGF sierici negli osteoartrosici dopo 12 anni di applicazioni (Bellometti,1997).

 

Terme e dermatologia

Trovano giovamento l'eczema e la dermatite atopica (escluse le forme vescicolari ed essudative), la dermatite seborroica ricorrente, la psoriasi (esclusa la forma postulosa, eritrodermica).

 

Terme e pneumologia

I benefici rappresentati già per le Vie Aeree Digestive Superiori (VADS) coinvolgono anche questi distretti, inoltre ricordiamo le ventilazioni polmonari a pressione positiva: tecnica di respirazione assistita svolta mediante ventilatori in grado di generare una pressione (regolabile) e sincronizzare l’insufflazione con l’inspirazione del paziente. Allo stesso pz. viene così erogato un volume predeterminato di gas, a varie concentrazioni di ossigeno, contenente una miscela che può essere farmacologica (steroidi, beta 2 stimolanti, teofillinici, mucoregolatori, mucolitici, etc.) o a base di sola acqua termale.

 

Vie urinarie e apparato digerente

Anche queste forme possono essere trattate con buon successo e ne sono conferma i dati statistici e i miglioramenti soggettivi dichiarati dai pazienti e riportati in più pubblicazioni. Le cure idropiniche determinano una riduzione di soluti a livello urinario, interazione dei principi dell'acqua termale con gli ioni presenti nell'urina e con quelli dei calcoli, con riduzione della capacità aggregante degli stessi, interazione di acidi del mezzo curativo con i terminali cristallini e blocco della litogenesi e disgregazione dei cristalli (Solimene).

Nell'ambito delle patologie dell'apparato digerente le acque più utilizzate sono le bicarbonate, le salse, le solfate. Le acque solfato-calciche, bicarbonato-calciche, bicarbonato-solfato-alcalino terrose e salse leggere vengono utilizzate nelle coliti croniche organiche e funzionali. In alcune diarree croniche possono essere impiegate con discreto successo acque bicarbonate e cloruro-sodiche.

 

Malattie vascolari

Meritano una citazione particolare i percorsi vascolari, che sfruttano alcune proprietà fisiche dell'acqua, come la temperatura, che deve essere inferiore alle temperatura corporea, e la pressione di erogazione che esercita una sorta di idromassaggio molto utile per attivare o riattivare la circolazione per es. degli ari inferiori.

Nella società moderna sono sempre più frequenti i disturbi circolatori degli arti inferiori che si manifestano con edemi e gonfiori alle parti declivi, probabilmente dovuti alle posture di lavoro (computer o attività sedentarie).

La pressone idrostatica (Pascal) aumenta con la profondità dell'immersione e questo permette di comprendere l'attivo massaggio esercitato sulle parti declivi corporee. Inoltre una immersione totale favorisce la espirazione e la escusrione della gabbia toracica e migliora i volumi ventilatori (Solimene). Pertanto trovano beneficio molti problemi circolatori, le varici venose primitive, varici secondarie a sindrome post-tromboflebitica, la insufficienza venosa da deficit muscolare, i linfedemi non consolidati, dermatosi angiopatiche ecc. (Solimene).

Il percorso vascolare è un camminamento di 20 minuti in una piscina ben attrzzata di 80 cm, con acqua alcalino-bicarbonato sodica a temperatura differenziata che varia dai 24° ai 34° e ha lo scopo di sollecitare e migliorare la circolazione riducendo gli edemi e la “imbibizione” dei tessuti declivi.

 

Conclusioni

Nella moderna "cultura del benessere" le "Thermae" hanno un ruolo fondamentale, sia dal punto di vista scientifico che pratico. Infatti al giorno d'oggi crescono:

  • La domanda e l'offerta del benessere (nel mondo).
  • Le medicine naturali quale integrazione.
  • La medicina estetica olistica.
  • Una corretta alimentazione.
  • Attività fisica adeguata.
  • La ricerca di metodiche non invasive della medicina estetica e le cure termali tradizionali.

Il problema attuale della medicina termale non è tanto quello di credere o non credere alle cure termali (non si tratta di un atto di fede), ma piuttosto quello di dare un razionale scientifico condiviso, individuare le patologie che possono trarre beneficio, stabilire linee-guida, stabilire l'efficacia delle cure termali sul piano "sintomatico" e sugli indici della qualità di vita, valutare la riduzione dei ricoveri ospedalieri e del risparmio nell'uso dei farmaci.

Quindi occore considerare le cure termali come una componente importante del programma di interventi terapeutici finalizzati alla prevenzione, cura e riabilitazione e inoltre valutare tutto l'insieme degli aspetti terapeutici, psicologici, economici (basti pensare alla riduzione di giornate lavorative perse).