Il meningioma è una neoplasia benigna che origina da alcuni tipi di cellule presenti nelle meningi, cioè gli involucri del cervello e del midollo spinale.

Che cos’è un Meningioma?

Il meningioma (fig.1 - 2) è una neoplasia benigna che origina da alcuni tipi di cellule presenti nelle meningi, cioè gli involucri del cervello e del midollo spinale.

Figura 1. Rappresentazione schematica di un meningioma sfenoidale
Figura 1. Rappresentazione schematica di un meningioma sfenoidale
Figura 2. Rappresentazione schematica di un meningioma della convessità cerebrale
Figura 2. Rappresentazione schematica di un
meningioma della convessità cerebrale

I meningiomi presentano un’età di incidenza massima tra i 40 e i 60 anni. Rappresentano il 15-20% di tutti i tumori endocranici ed il 25% di quelli spinali. Si manifestano prevalentemente nelle donne con un rapporto di 2:1 rispetto agli uomini.

Solitamente non infiltrano il tessuto cerebrale e nella maggior parte dei casi possono essere rimossi senza danni (fig. 3). Altre volte si presentano strettamente aderenti alle strutture arteriose, venose e nervose: in questi casi la rimozione del tumore può risultare maggiormente problematica.
Raramente un meningioma può essere maligno.

Figura 3. Immagine intraoperatoria durante intervento di rimozione di un meningioma
Figura 3. Immagine intraoperatoria durante
intervento di rimozione di un meningioma

 

Con quale sintomatologia si presenta un Meningioma?

Il meningioma puo' rimanere asintomatico per lungo tempo in relazione alle capacità di compenso funzionale detenute dal nostro sistema nervoso.
Quando, però, il compenso raggiunge il limite massimo compaiono i primi disturbi neurologici e si assiste ad una lenta progressione del quadro clinico.

Poichè ad ogni area del nostro sistema nervoso compete una funzione diversa (ad esempio la motilità, la sensibilità la vista, la comprensione e l’espressione verbale) la sintomatologia riflette il coinvolgimento dell'area funzionale interessata dal tumore (fig.4).

Figura 4. Rappresentazione schematica di un meningioma con compressione del nervo ottico e dell'arteria cerebrale anteriore
Figura 4. Rappresentazione schematica di un meningioma con
compressione del nervo ottico e dell'arteria cerebrale anteriore

Pertanto le manifestazioni più frequenti di un meningioma cerebrale sono cefalea, deficit di movimento, disturbi della sensibilità, disturbi del linguaggio, disturbi visivi, crisi epilettiche, fino ai casi più gravi in cui vi può essere una compromissione delle facoltà intelletive con progressiva perdita della memoria e alterazioni dello stato di coscienza.

Nel caso dei meningiomi spinali i disturbi sono localizzati prevalentemente agli arti superiori o inferiori e coinvolgono frequentemente anche la funzione sfinterica.

Tuttavia il corteo sintomatologico non è mai univoco e per questo un sospetto clinico deve essere sempre approfondito con un esame neuroradiologico dopo un’attenta visita del proprio medico curante.

A conferma della benignità della malattia e della lenta crescita del tumore, accade molto frequentemente che un meningioma sia del tutto asintomatico e venga diagnosticato con un esame radiologico eseguito per altri motivi. In questo caso si parla di “Incidentaloma”.

 

Come si diagnostica un Meningioma?

La diagnosi, supportata da un iniziale sospetto clinico, viene strumentalmente eseguita con la TC e/o la Risonanza Magnetica Nucleare.

La RM (fig. 5) è l’esame diagnostico di scelta per una migliore accuratezza dei dettagli rispetto alla TC (Fig.6) e risulta indispensabile per una eventuale pianificazione dell’intervento chirurgico.

Figura 5. Immagine RMN di un meningioma cerebrale
Figura 5. Immagine RMN di un meningioma cerebrale
Figura 6. Immagine TC di un meningioma cerebrale
Figura 6. Immagine TC di un meningioma cerebrale

La TC rimane, comunque, un esame complementare di fondamentale importanza poiché, al contrario della RMN, chiarisce il grado di coinvolgimento osseo delle strutture craniche frequentemente riscontrato nei meningiomi.

La somministrazione del mezzo di contrasto, sia alla TC che alla RM favorisce una migliore visibilità del tumore rispetto al parenchima cerebrale circostante e permette di chiarirne i rapporti con le strutture neuro-vascolari coinvolte o vicine.

Sia la TC che la RM dimostrano bene l'edema (presente nel 50% circa dei casi), ossia il rigonfiamento reattivo del tessuto nervoso che contribuisce marcatamente alle manifestazioni sintomatiche.
Nel caso dei meningiomi cerebrali è di fondamentale importanza chiarire il rapporto del tumore con le arterie e le vene vicine.

Il mezzo migliore a questo scopo è l'Angiografia Cerebrale, esame che può essere eseguito solo in regime di ricovero. Questo esame seppur invasivo rappresenta, inoltre, un valido strumento nella strategia chirurgica di rimozione poichè consente in alcuni selezionati casi di obliterare i principali vasi nutritizi del tumore, facilitandone la successiva rimozione chirurgica.

Ciò si traduce in un più agevole intervento per il neurochirurgo e in una minore perdita ematica per il paziente con un più rapido recupero post-operatorio.

 

Quali sono le opzioni terapeutiche per la cura di un Meningioma?

Un meningioma può essere trattato in quattro modi:

  • Rimozione totale o parziale mediante intervento microneurochirurgico;
  • Trattamento radiochirurgico con Gamma-Knife (fig.7) o Cyber-Knife (fig.8);
  • Trattamento combinato microchirurgico e radiochirurgico;
  • Trattamento conservativo di attesa.
Gamma-Knife
Figura 7. Gamma-­Knife
Figura 8. Cyber-­Knife
Figura 8. Cyber-­Knife

La modalità di trattamento è fortemente influenzata da più fattori fra cui:

  • Età e condizioni cliniche del paziente;
  • Sintomatologia clinica e condizioni neurologiche;
  • Sede della neoplasia e suoi rapporti con strutture “nobili”;
  • Dimensioni.
  •  

La visita neurochirurgica consente di porre in relazione i vari aspetti sopraelencati della malattia e porre indicazione al trattamento più razionale anche in rapporto alle aspettative del paziente.

 

Si può ottenere una guarigione completa dal Meningioma?

Assolutamente sì.
Le percentuali di recidiva sono molto basse e influenzate dal grado istologico del tumore, dall’estensione della rimozione, dalla modalità di trattamento della base di impianto e da eventuali terapie adiuvanti (ad esempio radiochirurgia su residui di meningioma strategicamente non rimossi perché in contatto con strutture a rischio).