Uno dei più frequenti interventi neurochirurgici che viene richiesto allo Specialista è la decompressione delle radici nervose lombari “offese”da protrusioni discali, stenosi vertebrali, aderenze radicolari…

Indicazioni cliniche

Uno dei più frequenti interventi neurochirurgici che viene richiesto allo Specialista è la decompressione delle radici nervose lombari “offese” da protrusioni discali, stenosi vertebrali, aderenze radicolari…

Anche in questo campo, la via percutanea si è andata gradatamente affermando conquistando spazi sempre più ampi consentendo -per la mininvasività- l’approccio chirurgico a compressioni discali che, per le dimensioni o per la posizione della protrusione, vengono normalmente giudicate non operabili, pur in presenza di dolori lombari con irradiazione all’arto inferiore e, a volte, con diminuzione di forza e disturbo della sensibilità (formicolio, senso di estraneità della parte…) del piede o dell’arto inferiore.

Tecnica chirurgica

L’intervento neurochirurgico mininvasivo viene eseguito in anestesia locale con blanda sedazione (quindi con possibilità di colloquiare con il paziente nel corso dell’operazione) ed eseguendo una minima incisione (la cicatrice,a distanza di qualche mese, sarà praticamente invisibile) per permettere il passaggio della strumentazione il cui diametro massimo è inferiore ad 1 cm.

Tutto l’intervento percutaneo si svolge con la possibilità costante di verificare, in video assistita, l’esatta posizione degli strumenti chirurgici rendendo così possibile l’asportazione della parte degenerata del disco, l’eliminazione delle aderenze radicolari intra/extraforaminali e  la effettuazione di quanto altro emergesse opportuno nel corso dell’intervento.
Alla fine dell’operazione è possibile mostrare al paziente, in una provetta, i frammenti asportati della parte degenerata del disco.

Post-operatorio

Normalmente, il paziente operato viene dimesso dopo 48 ore  dall’intervento in percutanea, con la prescrizione di indossare un corsetto semirigido od una semplice fascia elastica.
Già alla dimissione, è possibile l’inizio di una graduale attività sedentaria. Nei rarissimi casi in cui i risultati dell’intervento per cutaneo non fossero giudicati soddisfacenti, si può sempre ricorrere alla chirurgia con il metodo classico.

In sintesi

La chirurgia percutanea, per la mininvasività ed il minimo traumatismo, oltre che per una veloce e completa ripresa, è utilizzabile anche per la decompressione delle radici nervose (da ernie del disco,stenosi lombari con restringimento del forame, fibro-aderenze…).
Tale decompressione comporta la graduale regressione dei dolori lombari e di quelli dell’arto inferiore oltre alla risoluzione dei disturbi di forza e di sensibilità alla gamba ed al piede.
La chirurgia mininvasiva, anche nell’ambito della “malattie” della colonna, ha conquistato uno spazio che ha aumentato le possibilità di risoluzione di alcune patologie e reso molto meno traumatici e rischiosi i classici trattamenti delle stesse.