Le nuove norme in materia di requisiti per il rilascio o la conferma della patente di guida delineano un quadro nuovo in relazione ai requisiti visivi. Cosa c'è di nuovo e cosa manca?

Introduzione

Il 30 aprile 2011 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto Legislativo che tratta, fra l'altro, dei "requisiti minimi di idoneità fisica per la guida di un veicolo a motore". 
Ci si chiede spesso: "Quanto è il minimo previsto per evitare l'obbligo degli occhiali durante la guida? Quali difetti di vista sono compatibili con la guida?".

Vi assicuro che quanto è stato pubblicato, vista la complessità e l'enorme mole di informazioni, appare di non facile lettura. Cerchiamo, quindi, in questa sede, di rendere semplice la trattazione di ciò che concerne i requisiti visivi.

 

Acutezza visiva

Il suddetto decreto, per quanto riguarda l'acutezza visiva, stabilisce testualmente:

"Gruppo 1. Il candidato al rilascio o al rinnovo della patente di guida deve possedere un'acutezza visiva binoculare complessiva, anche con correzione ottica, se ben tollerata, di almeno 0.7, raggiungibile sommando l'acutezza visiva da entrambi gli occhi, purchè il visus nell'occhio che vede peggio non sia inferiore a 0.2 (...) Gruppo 2. Il candidato al rilascio o al rinnovo della patente di guida deve possedere un'acutezza visiva, se del caso raggiungibile con lenti correttive, di almeno 0.8 per l'occhio più valido e di almeno 0.4 per l'occhio meno valido. Se per ottenere i valori di 0.4 e 0.8 sono utilizzate lenti correttive, l'acutezza visiva minima (0.8 e 0.4) deve essere ottenuta o per mezzo di lenti a tempiale con potenza non superiore alle otto diottrie come equivalente sferico o mediante lenti a contatto anche con potere diottrico superiore. La correzione deve risultare ben tollerata."

Cosa significa tutto questo?
Per le patenti A e B è richiesta la lettura non inferiore al secondo rigo della tabella per l'occhio peggiore e almeno del quinto rigo per l'occhio migliore.
Per le patente C, D, E è richiesta la lettura di almeno il quarto rigo per l'occhio peggiore e dell'ottavo rigo per quello migliore.

Se non si raggiungono questi limiti ad occhio nudo, la misurazione può essere effettuata con gli occhiali (per le patenti superiori fino a otto diottrie); se neanche con la correzione si raggiungono queste soglie il giudizio di idoneità può essere formulato solo dalle apposite Commissioni Mediche Locali.

 

Altri parametri da valutare

In attuazione di precedenti direttive comunitarie, è stata introdotta nella nostra normativa la verifica di ulteriori requisiti visivi. Infatti, deve essere valutata oltre la "quantità di vista", anche l'aspetto qualitativo; per essere idonei alla guida, quindi, bisogna avere una buona sensibilità al contrasto (la capacità di leggere caratteri con minore contrasto rispetto allo sfondo), la visione crepuscolare (la capacità di vedere in condizioni di scarsa luminosità), la sensibilità all'abbagliamento e il tempo di recupero all'abbagliamento (la capacità di vedere dopo essere stati abbagliati ed il tempo necessario a recuperare una visione sufficiente dopo essere stati abbagliati).

Resta, comunque, come per il passato, indispensabile un buon campo visivo; non basta, infatti, possedere una vista di 10/10 per occhio: alcuni problemi oculistici (glaucoma), neurologici, endocrinologici (ipofisi), possono alterare il campo visivo, menomando la visione periferica, quella, cioè, che ci permette di vedere con "la coda dell'occhio", cosa fondamentale durante la guida per guardare specchietti retrovisori, incroci, attraversamenti, ecc.

 

Bibliografia

DECRETO LEGISLATIVO 18 aprile 2011, n. 59, Attuazione delle Direttive 2006/126/CE e 2009/113/CE concernenti la patente di guida.