L'avvento dell'AngioOCT ha rivoluzionato la diagnosi ed il monitoraggio delle patologie retiniche vascolari. Anche nello studio del Glaucoma, questa nuova tecnica potrebbe rivelare un ruolo importante nella diagnosi precoce della malattia.

L'avvento dell'Angiografia OCT

Da circa due anni è oramai disponibile una nuova tecnica di imaging strumentale, estremamente sofisticata e non invasiva, che ha consentito di ampliare ed arricchire le nostre conoscenze sulla diagnosi delle maculopatie retiniche. L'avvento dei nuovi SWEPT-Source OCT, in grado di ottenere immagini ad altissima risoluzione volumetrica sfruttando il movimento generato dal flusso sanguigno, ha determinato una piccola rivoluzione nell'ambito della diagnosi strumentale retinica, offrendo la possibilità di studiare la circolazione retinica in modo non invasivo ed eliminando gli effetti collaterali associati all'iniezione di coloranti in vena.

Come funziona

In effetti l'angiografia OCT è assimilabile al classico esame OCT ma più avanzato. Ecco perchè non potrà mai sostituire del tutto la tradizionale Fluorangiografia con mezzo di contrasto, che rimane attualmente l'esame di riferimento per la diagnosi e il monitoraggio delle maculopatie e retinopatie vascolari.

Il principio di funzionamento è semplice: lo strumento acquisisce progressivamente diverse scansioni (OCT B-scan sequenziali) nello stesso punto e, successivamente, le confronta analizzando il "segnale di decorrelazione" (o differenza di intensità) generato dal movimento del sangue all'interno dei capillari. In questo modo ricostruisce una mappa tridimensionale del circolo perfuso, eliminando rumori di fondo ed artefatti attraverso un algoritmo molto elaborato.

Cosa osserva il medico tramite l'AngioOCT

Come già anticipato, l'esame consente di valutare nel dettaglio l'anatomia e il decorso del circolo vascolare retinico, normale o patologico, senza la necessità di iniettare alcun tipo di colorante. In pochi secondi il sowftare ricostruisce una mappa corioretinica tridimensionale che viene mostrata sullo schermo attraverso la cosiddetta visualizzazione "en face", strato per strato. Sono stati individuati tre plessi: superficiale, profondo e coroideale.

Indicazioni

Le applicazioni cliniche dell'AngioOCT sono numerose e in continua evoluzione, proprio per le potenzialità diagnostiche offerte dalla tecnica in fase di studio.

Sicuramente potrà rivelarsi utile per le vasculopatie retiniche, le patologie occlusive venose, la retinopatia diabetica, le retinopatie sierose, le neovascolarizzazioni retiniche o le degenerazioni maculari umide e atrofiche.

 

Ruolo dell'AngioOCT nel Glaucoma

Nonostante l'angiografia OCT sia inevitabilmente più votata allo studio delle patologie retiniche di natura vascolare, alcuni recenti studi ne hanno evidenziato anche un certo ruolo nell'ambito della neurotticopatia glaucomatosa. 

Lo studio del circolo perfusionale peripapillare e la valutazione del network microvascolare stanno assumendo un ruolo diagnostico e prognostico sempre più rilevante nella gestione delle patologie neuroretiniche.

Negli anni passati, le tecniche flussimetriche non invasive insieme alla fluorangiografia tradizionale, hanno permesso di studiare l'angio-architettura della testa del nervo ottico nel glaucoma, evidenziando una riduzione della perfusione papillare ed un aumento del leakage dovuto alle alterazioni della lamina cribrosa. Tuttavia, mentre l'esame fluorangiografico appare oggi troppo invasivo per essere impiegato nella diagnosi di glaucoma, le tradizionali tecniche flussimetriche sono state progressivamente abbandonate poichè viziate da alcuni limiti (scarsa ripetibilità intra e inter-esame, esame operatore-dipendente).

L'angio OCT sembra aver superato, almeno in parte, i limiti delle tecniche precedenti offrendo maggiore affidabilità ed informazioni più attendibili sull'anatomia del microcircolo vascolare. 

È stato infatti osservato che nei pazienti affetti da glaucoma si verifica una riduzione della densità vascolare peripapillare e che 

tale riduzione sembrerebbe essere correlata con la severità della neurotticopatia glaucomatosa, sia con indici funzionali (deficit perimetrico) sia strutturali (spessore strato cellule ganglionari e strato delle fibre nervose).

Nonostante gli algoritmi di elaborazione siano in continua evoluzione, offrendo informazioni sempre più affascinanti sulla 

densità vascolare e sulla velocità emoreologica, è bene ricordare che saranno necessari studi prospettici con follow up a lungo termine per valutare al meglio limiti e vantaggi di questa nuova tecnica. 

 

   (da Yali Jia et al; rif. Bibl. [2])

 

 

 

Fonti bibliografiche

  1.  Hafez AS, Bizzarro RL, Lesk MR. Evaluation of optic nerve head and peripapillary retinal blood flow in glaucoma patients, ocular hypertensives, and normal subjects. Am J Ophthalmol 2003;136:1022-31.

  2. Yali Jia, John C. Morrison, Jason Tokayer, Ou Tan, Lorinna Lombardi,Bernhard Baumann, Chen D. Lu, WooJhon Choi, James G. Fujimoto, David Huang. Quantitative OCT angiography of optic nerve head blood flow. 1 December 2012 / Vol. 3, No. 12 / BIOMEDICAL OPTICS EXPRESS 3128.

  3. Yali Jia, Eric Wei, Xiaogang Wang, Xinbo Zhang, John C. Morrison, Mansi Parikh, Lori H. Lombardi, Devin M. Gattey, Rebecca L. Armour, Beth Edmunds, Martin F. Kraus, James G. Fujimoto, David Huang. Optical Coherence Tomography Angiography of Optic Disc Perfusion in Glaucoma. Ophthalmology 2014;121:1322-1332 by the American Academy of Ophthalmology.

  4. Liu L, Jia Y, Takusagawa HL, Pechauer AD, Edmunds B, Lombardi L, Davis E, Morrison JC, Huang D. Optical Coherence Tomography Angiography of the Peripapillary Retina in Glaucoma. JAMA Ophthalmol. 2015 Sep;133(9):1045-52