Condizione patologica che interessa nell’85-90% dei casi la ghiandola sottomandibolare. Si manifesta con aumento del volume della ghiandola in concomitanza dei pasti e dolori di tipo colico.

A volte in odontostomatologia si riscontrano condizioni patologiche che non essendo propriamente comuni lasciano un po’ spaesato il paziente (e a volte anche il medico) su quello che sia il corretto inquadramento nosologico e su quale specialista sia il più indicato nell’approcciarsi alla problematica. Una di queste è senza dubbio la calcolosi salivare o sialolitiasi, una affezione che può essere diagnosticata e trattata con successo dal dentista esperto o specialista in chirurgia odontostomatologica oltre che dal chirurgo maxillo facciale.

E’ una condizione patologica che interessa nell’85-90% dei casi la ghiandola sottomandibolare, nel 10% dei casi la parotide, nel 2% dei casi la sottolinguale.

La maggior incidenza nella ghiandola sottomandibolare è dovuta alla presenza di un dotto escretore (dotto di Warthon) lungo e con un decorso tortuoso, ad un flusso salivare che per via delle caratteristiche anatomiche della ghiandola è antigravitazionale (la ghiandola è più in basso rispetto allo sbocco del dotto escretore) e al fatto che la saliva prodotta dalla ghiandola sottomandibolare sia più densa e ricca di calcio e mucina.

La sialolitiasi si associa talvolta condizioni sistemiche quali: iperparatiroidismo, ipertensione, alterazioni a carico del sistema nervoso simpatico, epatopatie, litiasi biliare, diabete.

I calcoli salivari sono costituiti per il 10-20% da un nucleo centrale organico di batteri, cellule epiteliali di sfaldamento, cellule infiammatorie e per l’80-90% da una porzione periferica inorganica costituita prevalentemente da carbonato e fosfato di calcio.

La formazione dei calcoli avviene attraverso tre fasi fondamentali:

1- dischilia: ci sono modificazioni a livello istologico (metaplasia) a carico dell’epitelio del dotto con aumentata secrezione di mucina e alterato riassorbimento di calcio.

2- microlitiasi: formazione di sferoliti per precipitazione di calcio attorno ad un nucleo organico.

3- litiasi conclamata: formazione di calcoli veri e propri e sovvertimento della architettura ghiandolare.

Alla base del processo può esserci una stasi salivare dovuta per esempio all’instaurarsi di un quadro infiammatorio a carico della porzione intraorale del dotto escretore ghiandolare (sialodochite).

 

Sintomatologia

Il paziente nota un aumento del volume della ghiandola in concomitanza dei pasti (tumefazione sottomandibolare), dovuto ad un aumentata produzione di saliva che non riesce a defluire attraverso il dotto escretore a causa dell’ostruzione dovuta alla presenza del calcolo. C’è un dolore trafittivo di tipo colico dovuto al rigonfiamento ghiandolare che causa uno stiramento della sua capsula ghiandolare. Talvolta la sintomatologia si risolve improvvisamente con la fuoriuscita di una abbondante quantità di saliva. Talora la sintomatologia è più sfumata. Il ristagno salivare con il tempo può causare infiammazioni della ghiandola (sialoadeniti) acute o croniche.

 

Diagnosi

La diagnosi è solitamente agevole, evocativa del quadro morboso è la descrizione di sintomi e segni da parte del paziente. Utile la palpazione bimanuale del dotto che viene fatta seguendone il suo decorso al fine di evidenziare al tatto il calcolo. Esami diagnostici utili possono essere la radiografia con proiezione occlusale, l’ecografia fino allo scialotac.

 

Trattamento

Dal punto di vista farmacologico possono essere impiegati spasmolitici quali il solfato di atropina o la bellafolina, al paziente si consiglierà inoltre di bere molto per aumentare la produzione salivare e sperare che con il flusso salivare il calcolo possa essere espulso spontaneamente. Anche l’utilizzo di limone è utile per favorire una aumentata produzione salivare.

La rimozione del calcolo avviene chirurgicamente con apertura del dotto previo posizionamento di un punto di sutura a valle del calcolo onde impedire una sua migrazione più posteriore. Il dotto verrà incannulato e la cannula sarà fissata alla mucosa del pavimento orale per ottenere una guarigione senza esiti cicatriziali che comportino ostruzioni salivari. Quando il calcolo si localizza nel parenchima ghiandolare e provoca alterazioni strutturali dell’organo si esegue la sialadenectomia intervento che è di competenza del chirurgo maxillo facciale.