Il presente articolo è diretto a quanti si trovino purtroppo improvvisamente nelle condizioni di dover fronteggiare un danno dentale originato da un trauma subito durante un incidente stradale.

Introduzione

Il presente articolo, basato sulla più recente letteratura specialistica e sulla esperienza dell’autore come Consulente Tecnico d’Ufficio del Tribunale, non ha ambizione accademica ma è diretto a quanti si trovino purtroppo improvvisamente nelle condizioni di dover fronteggiare un danno dentale originato da un trauma subito durante un incidente stradale.

Immediato post incidente

Nell’immediato post di un incidente stradale la principale attenzione degli operatori che intervengono è diretta a verificare che non vi sia pericolo di vita, pertanto può essere difficile individuare un danno ai denti o alle protesi dentali fisse o mobili del paziente. Se l’incidente non appare grave, spesso non ci si reca neppure al pronto soccorso per rivolgere invece le proprie attenzioni al danno materiale dei veicoli danneggiati. Questo comportamento potrebbe poi compromettere un eventuale legittimo risarcimento.

Ma allora quale comportamento potrebbe essere più adatto alla situazione per il malcapitato?

A volte è presente sanguinamento orale e possono essere presenti anche lesioni ai tessuti molli, per esempio alle labbra. Le foto prese immediatamente sono importanti già in questa fase e spesso, nonostante l’abbondanza di selfie inutili, mancano prove fotografiche dell’immediato post incidente e dei traumi subiti. E' importante che il paziente che sente che qualcosa è cambiato nella propria dentatura, o che si veda francamente danneggiata la dentatura o le proprie protesi dentali, lo faccia notare al personale sanitario dell’ambulanza eventualmente intervenuta oppure si rechi tempestivamente al pronto soccorso. Questo comportamento è necessario per ragioni mediche, in quanto le lesioni eventualmente presenti potrebbero peggiorare se non curate immediatamente, ma anche per motivi medico legali perchè per una assicurazione, con il trascorrere del tempo, diventa sempre più difficile credere al rapporto di causalità con l'incidente (il paziente ad esempio potrebbe rompersi un dente tornando a casa dopo l'incidente). Può accadere che le protesi mobili sane o danneggiate vengano asportate o smarrite. Eventuali frammenti dovrebbero essere recuperati e la circostanza deve essere fatta registrare dal personale sanitario.

Al pronto soccorso

I medici del pronto soccorso, meglio se supportati da un odontoiatra dello stesso ospedale, devono indicare chiaramente, sul referto rilasciato alla dimissione, quali lesioni osservano ed i denti interessati. Il paziente, in caso di danno dentale, potrebbe richiedere, durante il ricovero, una visita specialistica odontoiatrica per accertarsi che vengano indicati, anche con la corretta nomenclatura e classificazione, i danni subiti. In presenza di danni estesi ad altri organi i medici valuteranno le opportune priorità, ma l’eventuale danno dentale deve essere comunque compreso nella cartella clinica. Al momento della dimissione sarebbe opportuna una verifica di quanto riportato nel referto.

Il ritorno a casa

In seguito, possibilmente prima di effettuare terapie odontoiatriche o estrazioni dentali, il proprio dentista deve scrivere una relazione, meglio se con fotografie e con le più opportune radiografie incluse, in cui espone il danno osservato, la terapia proposta ed i costi dettagliati da sostenere. Si deve osservare che i costi prevedibili variano a seconda dello stato del dente o della protesi prima dell'incidente, dell'età del paziente, dell'attività lavorativa (ad esempio per modelle/li) e che generalmente si valutano sino all'età media di 70 anni con sostituzioni periodiche ben definite. Il costo quindi varia da soggetto a soggetto. Si evita di proporre terapie "sperimentali" se sono possibili terapie ben conosciute e di sicura efficacia. I danni dentali raramente impediscono l'attività lavorativa ma se ciò avviene deve essere documentato. Al momento della richiesta di risarcimento all'assicurazione non si deve gonfiare il costo delle terapie oltre il reale perchè giustamente l'assicurazione potrebbe opporsi e avanzare dubbi sull'intera richiesta di risarcimento. L’assicurazione generalmente concorda una visita medico legale presso un proprio medico che farà le proprie valutazioni e proporrà un indennizzo.

Consulenza legale

Se non si perviene ad un accordo, con l'opportuna assistenza legale, si può avviare una procedura per il riconoscimento del danno da parte di un Giudice. La procedura legale sinteticamente si basa sull’acquisizione delle testimonianze, sull’eventuale ausilio di un Consulente Tecnico d’Ufficio (CTU) che effettua una visita specialistica per incarico del Giudice e sulle Consulenze Tecniche di Parte (CTP) che sono le relazioni degli specialisti del danneggiato e dell’assicurazione.

Conclusioni

Un comportamento corretto, sia dal punto di vista medico che dal punto di vista legale, è utile per una rapida risoluzione del problema dentale e di una eventuale controversia.