Occorre una analisi approfondita di ogni ipoacusia improvvisa poiché la variabilità delle patologie che possono causarla rendono arduo il percorso diagnostico e particolare attenzione va posta per le forme circolatorie

 

Cosa deve intendersi per ipoacusia improvvisa?

Si intende un evento in cui l'udito viene perduto nel giro di poco tempo, diciamo ore (talvolta anche minuti).

Questa perdita è solitamente monolaterale, parziale o totale ( totale se il lato colpito perde completamente la facoltà uditiva su tutte le frequenze). Nelle forme parcellari vengono invece risparmiate alcune frequenze, solitamente le centrali (almeno inizialmente,  in attesa di un trattamento tempestivo e valido).

 

Quale può essere la eziologia?

Dalla individuazione della eziologia (causa) dipende ovviamente la terapia e pertanto la possibilità di guarigione o di un miglioramento della sordità e degli eventuali disturbi collaterali.

Occorre una analisi approfondita di ogni caso poiché la complessità e variabilità del sistema uditivo e delle patologie che possono aggredirlo rendono talvolta arduo il percorso diagnostico.
Vi possono essere cause che agiscono in sede timpanica, cocleare, a livello del pacchetto dei nervi acustici o in aree del sistema nervoso centrale.

  • Le cause con sede timpanica sono quasi sempre traumatismi, scoppi, barotraumi ecc. In questi casi la diagnosi è facilmente effettuabile per la storia e per le lesioni osservabili, come rotture timpano- ossiculari, della finestra rotonda eccetera.

A supporto alla diagnosi clinica si potranno fare esami TAC, otomicroscopie, esami audiometrici (non esami impedenzometrici o timpanometrici per evitare danneggiamenti ulteriori).

  • Altro gruppo di cause (forse le più numerose) sono le “virali”. In questo caso la sordità parziale o totale, per lo più monolaterale, è causata dalla penetrazione del virus che può colpire le strutture nervose dell'organo del Corti, del nervo acustico e via discorrendo.
    Anche il banale virus dell'influenza può essere responsabile di questo quadro, ma peggio
    ancora si comportano quelli dell'herpes, della parotite epidemica, del morbillo, della
    varicella, della rosolia.
  • Invece le ipoacusie da forma suppurativa batterica sono praticamente scomparse e vengono citate per completezza nei testi, ma l'arsenale terapeutico a disposizione ha quasi cancellato questi quadri .
  • Altro “capitolo”, ma certamente non ultimo per importanza, è quello delle ipoacusie brusche di origine vascolare, spesso derivanti da mancata irrorazione della zona da parte della arteria uditiva interna, a sua volta ramo della cerebellare a sua volta ramo della arteria vertebrale.

Quindi anche per l'orecchio esiste la possibilità di un fatto trombotico (o infarto) o, speriamo, di semplice spasmo arterioso a rapida risoluzione, come avviene per altre arterie simili, per esempio le coronarie.


In effetti una ipoacusia improvvisa per trombosi o infarto della arteria uditiva può essere un evento premonitore per una generica predisposizione della persona a subire eventi infartuali. Sembra inutile dire che una volta accertata o fortemente sospettata una causa trombotica occorre intervenire per tempo, e vedremo poi come.
Anche la stessa sindrome di Menière può essere assimilata a un disturbo vascolare circolatorio con manifestazione della classica sintomatologia ipoacusica -vertiginosa con fenomeni comitanti neurovegetativi e acufeni.

  • Le ipoacusie da cause tossiche sono abche presenti e  non vanno trascurate, sappiamo in passato quali furono i danni da sovradosaggi di streptomicina; inutile fare ora un elenco di tutte le sostanze potenzialmente tossiche farmacologiche o di altro tipo e talvolta purtroppo di uso corrente, ma andranno segnalate al Medico specialista puntualmente.

La terapia che si può attuare varia in relazione alla causa scatenante e alla diagnosi, come abbiamo già detto.
Trovano impiego ad esempio la ossigeno terapia e la ossigenoterapia iperbarica (la camera iperbarica), l'uso di farmaci vasodilatatori, cortisonici, vitamine , ma anche l'impiego di soluzioni ipertoniche che inducano una diuresi osmotica.

In qualche caso si sono impiegati degli anticoagulanti, antivirali ecc.


Da non dimenticare anche la infiltrazione del ganglio stellato che determina una vasodilatazione locale, anche se la metodica risulta più delicata delle altre e va fatta in ambienti adatti.


Infine anche la chirurgia ha il suo spazio, specie nelle riparazioni di lesioni traumatiche.

Tutti i trattamenti indicati sopra (per forza di cose sommariamente) potranno essere attuati anche in associazione tra loro e comunque sempre prescritti dallo Specialista secondo il quadro che si presenta e dopo un colloquio e una visita approfondita e sostenuta dagli esami del caso.

Quello che preme sottolineare ancora una volta al termine di questo sintetico escursus è la necessità di un trattamento molto precoce specie in caso di disturbo circolatorio tipo infartuale della arteria uditiva interna, pena scarsi o nulli risultati.