Il polipo nasale è una malattia infiammatoria recidivante: oggi è possibile operarsi tramite laser dopo una precisa tac facciale in 3d

Il polipo nasale è una malattia infiammatoria recidivante che può presentarsi più volte nel corso della vita e che colpisce la mucosa nasale, infiammandola e gonfiandola. Le stime dicono che circa il 10 per cento della popolazione soffra di questa fastidiosa sindrome che può portare a conseguenze anche pesanti nel corso della vita. Lo sviluppo dei polipi è graduale ma quasi sempre finisce per bloccare la respirazione nasale, rendendo necessaria un'operazione chirurgica dopo una tac facciale elemento, quest'ultimo, che può generare ulteriore stress emotivo nel paziente. Oltretutto nel corso della vita, essendo la malattia recidivante, potrebbe essere necessario sottoporsi a più esami radiologici. E' bene quindi che le tac siano il più precise possibili.

I sintomi e i fattori di rischio

Ricordiamo in breve i sintomi della malattia. Il modo in cui questa si manifesta dipende molto dalla dimensione dei polipi, che crescono gradualmente e possono arrivare anche ai 4 centimetri di lunghezza. In questo caso si ha blocco della respirazione, perdita di olfatto, frequenti infezioni. Le cause dello sviluppo possono essere molteplici e non sempre sono chiare.

 Ecco quindi che i fattori di rischio riguardano soprattutto malattie di cui il paziente può soffrire: asma, sinusite cronica, allergie, fibrosi cistica, ipertrofia dei turbinati, abitudini di vita come fumo o lavoro in ambienti polverosi. Gioca poi un fattore importante anche la predisposizione, ovvero la storia familiare, e l'età: i polipi si sviluppano soprattutto in età adulta. Molti pazienti temono che la malattia degeneri in tumore, ma oggi possiamo affermare che non c'è la tendenza del polipo a trasformarsi in carcinoma nasale.

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Cosa valuta il medico



Quando si fa la visita dallo specialista, per quest'ultimo è importante avere un quadro chiaro del paziente e della situazione. Per questo molto spesso si rende necessaria una tac facciale che aumenta le preoccupazioni del paziente, mai troppo felice di sottoporsi a questo genere di esami, specie nelle zone prossime al cervello. Per ridurre al minimo le radiazioni è quindi necessario che la tac sia più precisa possibile, in modo da evitare di farne altre. 

Dopo le valutazioni del medico, analizzata la storia medica e la predisposizione del paziente, inizia la visita sulla funzionalità respiratoria nasale ed olfattiva. Si passa poi ad esami endoscopici che permettono di valutare lo stato di avanzamento della poliposi e ad escludere la presenza di altre patologie. Nel caso in cui la poliposi colpisca i bambini si effettua anche un test sulla fibrosi cistica.

Le nuove tac 3d 



Ridurre al minimo le radiazioni di una singola tac permette di evitare in particolare di stressare l'occhio. D'altro canto, al chirurgo serve una grande precisione diagnostica che va coniugata, appunto, con un numero basso di radiazioni. Una delle nuove tecnologie a disposizione è quella della tac 3d ad alta risoluzione. E' ormai accertato che la radiologia tradizionale di naso e seni paranasali sia insufficiente per la diagnosi delle patologie che interessano questa zona. Ci sono tecnologie che permettono una scansione 3d utilizzando un ventesimo delle radiazioni della tac tradizionale. Tac a basso dosaggio ed elevata qualità che permettono al paziente di rimanere più tranquillo sotto questo punto di vista.

L'operazione ai polipi al naso tradizionale e laser

A questo punto si decide la terapia: nel caso in cui i polipi siano di piccole dimensioni, si somministra una terapia farmaceutica. Nel caso in cui l'ostruzione sia di grosse dimensione è invece necessario operare.  L'intervento è indicato quando l'ostruzione nasale incide sulla vita del paziente. 

La chirurgia tradizionale prevede un intervento invasivo con anestesia generale e necessità di tamponi nel naso. Negli ultimi anni le tecnologie hanno portato ad un nuovo tipo di  intervento, effettuato in ambulatorio tramite laser. La durata può essere variabile ma in genere non supera l'ora e mezza. Il laser vaporizza la mucosa polipoide e non dà luogo a sanguinamenti significativa, eliminando la necessità di tamponi. L'anestesia è locale, effettuata tramite uno spray anestetico. La luce del laser vaporizza i polipi, si eseguono poi lavaggi del naso con soluzione salina. Il paziente non sente dolore e dopo mezzora può già tornare alla sua vita, mettendosi in auto per tornare a casa.

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