I disturbi mentali dell’anziano comprendono tutti i disturbi ritrovabili nei giovani adulti e ad essi si aggiungono i disturbi tipici dell’anziano.

Il termine “geriatrico” deriva dal greco geras, che significa vecchiaia e iatros che significa medico, quindi, “geriatrico” indica il trattamento medico e la cura del paziente anziano.
La psichiatria geriatrica è un campo in rapida crescita in quanto la popolazione anziana è in aumento.

La diagnosi e la terapia richiedono conoscenze specifiche date le possibili differenze di patogenesi e fisiopatologia tra la popolazione anziana e quella giovane.
Negli anziani bisogna anche considerare i fattori complicanti quali la frequente presenza di malattie mediche croniche coesistenti, l’uso di più farmaci.
La visita psichiatrica deve prendere in considerazione lo stato cognitivo dell’anziano in quanto i disturbi cognitivi sono spesso presenti.

Inoltre, devono essere escluse tutte le cause organiche responsabili di quadri clinici che possono essere male interpretati come elementi di invecchiamento fisiologico.

 

Disturbi e percentuali di incidenza

Tra i disturbi che negli anziani possono aggiungersi a quelli ritrovabili anche nei giovani, si possono considerare le demenze.

La demenza è una compromissione progressiva ed irreversibile dell’intelletto che aumenta con l’età. È una patologia che si sviluppa nel tempo e le funzioni mentali precedentemente acquisite vengono perse gradualmente.
Le alterazioni di cui e' responsabile coinvolgono la memoria, il linguaggio e i disturbi del comportamento.

Questi ultimi possono essere agitazione, irrequietezza, vagabondaggio, rabbia, violenza, tendenza ad urlare, disinibizione, disturbi del sonno e deliri.
Il 75% dei pazienti soffre di deliri ed allucinazioni. Alcune forme di demenza sono secondarie a patologie organiche trattabili farmacologicamente, come patologie cardiache o renali e disturbi depressivi.

Si distinguono numerose forme di demenza a seconda della eziopatogenesi. I disturbi depressivi sono presenti in circa il 15% degli anziani. Sono presenti tutti i sintomi presenti nella depressione della popolazione non anziana.

Si parla di pseudodemenza quando si deve identificare il deterioramento cognitivo nei soggetti geriatrici depressi, tale condizione può essere facilmente confusa con una demenza vera.
Si possono enumerare dei casi di depressione secondari a trattamenti farmacologici per patologie di altri apparati.

I disturbi di tipo bipolare con una evidente presenza di sintomi maniacali si presentano nell’1% della popolazione anziana, mentre i disturbi psicotici esordiscono difficilmente negli anziani e sono già stati diagnosticati da qualche anno.

L’esordio di sintomi di tipo psicotico deve indirizzare verso la compromissione cognitiva da demenza.

I disturbi d’ansia hanno un’incidenza del 5,5%.

Elevata frequenza, invece, hanno le patologie secondarie ad abuso di alcool e da carenza alimentare conseguente.

Il trattamento per le patologie dell’anziano è lo stesso che per la popolazione più giovane. Lo scopo principale della terapia farmacologica è quello di tentare di migliorare la qualità della vita cercando di mantenerlo più a lungo nella comunità.
Unica attenzione particolare riguarda i dosaggi dei farmaci che devojno essere adattati al concomitante uso di altri farmaci.
Il dosaggio deve essere adattato progressivamente a seconda della risposta o dell’insorgenza di altre patologie.

Possono essere utilizzate tutte le classi di farmaci psichiatrici adatti al trattamento della sintomatologia specifica.
Alcuni farmaci possono non avere un effetto terapeutico in quanto non ben metabolizzati.

È possibile intervenire con trattamenti psicoterapeutici di supporto.
La plasticità della personalità, possibile in età giovane, è meno probabile nell’età senile. Le terapie di gruppo offrono la possibilità di integrare nuove amicizie di coetanei.