Sintomi e trattamento del disturbo che può insogere dopo guerre, calamità naturali, incidenti stradali.

A seguito di un evento particolarmente traumatico è possibile sviluppare un disturbo che prende il nome di Disturbo Post-traumatico da stress.
Il disturbo può presentarsi anche dopo qualche tempo dall’evento spiacevole e la durata varia da tre mesi alla cronicità.

Tale evento può essere di qualsiasi natura ed entità ma il fenomeno si presenta maggiormente in casi estremi come guerre, calamità naturali, incidenti stradali o eventi che possono comportare un rischio per l’incolumità e la vita di chi lo subisce e ne è coinvolto.

Secondo la classificazione del DSM IV-TR si distinguono tre categorie di potenziali pazienti, a seconda dell’evento critico a cui vengono sottoposti:

  • Primari, le vittime dirette hanno subito personalmente l’evento traumatico
  • Secondari, i testimoni diretti dell’evento, o i parenti delle vittime primarie
  • Terziari, il personale di soccorso che si trova ad operare con le vittime primarie o secondarie.

La sintomatologia si manifesta con blocco delle azioni quotidiane, in quanto il soggetto focalizza la propria attenzione sul ricordo dell’evento e cerca di evitare le azioni che possono rievocare l’episodio. I sintomi sono molto caratteristici e fanno riferimento all’evento.

Inoltre, il ricordo e l’evitamento possono comportare l’insorgenza di sintomi ansiosi con agitazione.

In alcuni casi, il soggetto affetto può cercare di trovare soluzione attraverso l’uso smodato di alcool e droghe o l’uso non controllato di psicofarmaci.
Si sviluppano, inoltre, sentimenti di colpa per l’andamento dell’evento traumatizzante associati a sintomatologia depressiva ed ansiosa.

I sintomi depressivi ed ansiosi spingono spesso il paziente a rivolgersi ad uno specialista, in quanto gli altri sintomi spesso non vengono interpretati come un disturbo ma come un evento possibile dopo un trauma, quindi in sintonia con l’individuo.

Tali sintomi possono essere classificati come:

  • Flashback: viene ricordato l’evento e non si riesce ad eliminarlo dalla mente.
  • Numbing: confusione mentale e disorientamento, alterazione dello stato di coscienza.
  • Evitamento: si cerca di evitare ogni condizione che possa riportare la memoria all’evento (luoghi, oggetti, mezzi di trasporto, persone).
  • Incubi: durante il sonno viene rivissuto l’evento traumatico. La caratteristica degli incubi è quella di essere particolarmente vividi.
  • Hyperarousal: termine che indica sintomi associati di insonnia, irritabilità, ansia, aggressività e tensione generalizzate.

E’ necessario intervenire nel più breve tempo possibile per evitare che la sintomatologia possa avere un decorso cronico, poi difficilmente emendabile.

Per portare a risoluzione il disturbo e ridurne così la durata nel tempo è necessario rivolgersi ad uno specialista che possa introdurre un’adatta terapia farmacologica e che possa essere di aiuto nella elaborazione della sintomatologia.

La terapia farmacologica implica l’introduzione di adatte classi farmacologiche, il trattamento deve essere protratto per un tempo consistente. In associazione, è possibile introdurre un trattamento psicoterapeutico ad orientamento cognitivo-comportamentale.

Questo tipo di psicoterapia è centrata sul problema e non sulle cause profonde del disturbo.
Ricercare le cause profonde del disturbo post-traumatico da stress non è utile al paziente e può rimandare i tempi del miglioramento.
I sintomi possono scomparire completamente in breve tempo dall’inizio del trattamento, la stabilizzazione del miglioramento deve essere mantenuta adeguatamente attraverso le terapie.

L’interruzione non concordata dei trattamenti può comportare una riesacerbazione dei sintomi e riportare la situazione al periodo precedente il trattamento, rendendo vano il risultato raggiunto precedentemente.