La stimolazione retrograda del nervo vago è una delle tecniche fisiche di trattamento della depressione resistente che ha mostrato elevate percentuali di efficacia

Introduzione

La Depressione Maggiore è una patologia grave che tende ad essere ricorrente e a durare oltre i due anni in circa il 10% dei casi. Inoltre, circa il 20% degli episodi si mostra resistente a farmaci, psicoterapia e terapia elettroconvulsivante. Nel 15-40% di questi casi resistenti la stimolazione vagale (VNS), approvata in Europa dal 2001, si è mostrata particolarmente efficace, associata ove necessario alla terapia farmacologica e/o alla psicoterapia.

 

Procedura chirurgica

L'intervento viene eseguito dal Neurochirurgo in anestesia generale, viene praticata un'incisione trasversale anteriormente sul lato sinistro del collo all'altezza della quinta vertebra cervicale. Il nervo vago di sinistra (il destro ha fibre che interessano il cuore) viene quindi isolato e avvolto da un elettrodo a spirale collegato tramite un sottile cavo ad un generatore di impulsi regolabile dall'esterno ed impiantato sottocute in zona sottoclaveare. Dopo alcuni giorni dall'intervento il "pace-maker" viene attivato ed i risultati nei "responder" sono evidenti entro 1-3 mesi circa.

 

Follow-up

In vari studi i pazienti "responder" (migliorati in maniera evidente o guariti dall'episodio) hanno raggiunto anche il 40% dei casi, mostrando successivamente stabilità del risultato (e quindi un verosimile effetto preventivo) e, viceversa, peggioramento in occasione dell'esaurimento delle batterie del generatore di impulsi.

Nella maggior parte degli studi i pazienti selezionati soffrivano di depressione resistente a terapia con SSRI, doppia azione, triciclici (anche associati fra loro), stabilizzatori dell'umore ed antipsicotici atipici senza trascurare, ovviamente, la psicoterapia. Diversi pz erano stati sottoposti anche a TEC (terapia elettroconvulsivante), come in uno degli studi italiani.

 

Meccanismo d'azione

La VNS esercita il suo effetto antidepressivo grazie alle estese connessioni del nervo Vago con strutture troncoencefaliche e diencefaliche (nucleo del tratto solitario, Locus Coeruleus e diversi altri nuclei con proiezioni al Talamo ed a diverse strutture corticali). Attraverso varie fibre il Vago arriva poi a circuiti limbici e paralimbici. Tali connessioni sono state verificate con studi MRI, PET e SPECT che hanno mostrato variazioni del metabolismo delle regioni interessate dopo trattamento con VNS.

 

Bibliografia

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  7. Hamilton Rating Scale for Depression-21 Modifications in Patients With Vagal Nerve Stimulation for Treatment of Treatment-Resistant Depression: Series Report