È una patologia che si presenta con ossessioni e compulsioni clinicamente rilevanti.

L’ossessione può essere la rappresentazione di un’idea, un pensiero, un impulso, un’immagine, una paura con le seguenti caratteristiche:

  • si insinua nei pensieri contro la volontà del paziente, in modo persistente e continuativo;
  • conduce alla rimuginazione;
  • è riconosciuta estranea dal soggetto pur sapendo che è una rappresentazione della sua mente;
  • il soggetto cerca di cacciarla dalla mente con ogni sforzo, inutilmente, provando sentimenti di angoscia e colpa.

La compulsione, è un comportamento ripetitivo o un’azione mentale, anche simbolica, che ha il fine di opporsi alle ossessioni ed agli effetti di queste per ridurne il disagio.

Ossessioni e compulsioni

Si possono elencare alcuni principali tipi di ossessioni e compulsioni:

  • rituali di lavaggio con ossessioni fobiche di contaminazione. Le ossessioni fobiche riguardano per lo più il timore delle sostanze tossiche, dello sporco, delle radiazioni, dei germi, dei cancerogeni. I rituali costringono il paziente ad attività ripetitive di lavaggio e disinfezione anche più volte al giorno.
  • ossessioni dubitative, come il timore di non aver eseguito correttamente incombenze quotidiane, il timore di far del male a sé o ad altri, o di dire e/o fare cose imbarazzanti; e di indecisione con compulsioni di controllo con continue ed estenuanti verifiche e ricapitolazioni di quanto è stato fatto nel corso della giornata.
  • ossessioni in assenza di compulsioni con idee ossessive di tipo aggressivo, sessuale o religioso.
  • lentezza primaria: senza ossessioni, compulsioni ed ansia. Ogni azione quotidiana è caratterizzata da lentezza estrema.

Sono presenti anche altre forme come: la ruminazione, la tendenza ad accumulare oggetti, rituali numerici.

Il decorso della patologia è variabile:

  • episodico con completa remissione dei sintomi dopo un episodio del disturbo.
  • fluttuante, cronico con ampie oscillazioni della sintomatologia, con remissione non completa nei periodi di benessere.
  • cronico, che è una forma clinica grave senza oscillazioni rilevanti clinicamente.
  • cronico ingravescente, che rappresenta la forma clinica più grave e comporta la progressione verso livelli sempre più gravi.

Una piccolissima percentuale di casi presenta una remissione entro il primo anno, diversamente il disturbo ha la tendenza ad assumere un andamento di tipo cronico.

Il disturbo ossessivo-compulsivo ha una prevalenza tra il 2 e il 5 per cento nella popolazione generale, si manifesta maggiormente dai 16 ai 25 anni oppure, in una piccola percentuale di casi, dopo i 35 anni ed è il quarto disturbo psichiatrico più frequente.

Il 20-25% dei parenti di primo grado di pazienti con questo disturbo presentano a loro volta un disturbo ossessivocompulsivo.

I trattamenti più efficaci per tale disturbo sono la terapia comportamentale o quella farmacologica oppure una terapia combinata.

La farmacoterapia prevede il trattamento con antidepressivi da soli o in associazione con antipsicotici atipici e benzodiazepine.

Possono essere presenti alcuni casi di non risposta alla terapia farmacologica per i quali è necessario cambiare il farmaco fino a trovare quello con la migliore risposta.

Ogni variazione deve essere valutata dopo l’inefficacia di un farmaco nel periodo di efficacia dello stesso.

La psicoterapia cognitivo-comportamentale può essere combinata alla terapia farmacologica. In particolare, due metodi di trattamento psicoterapeutico hanno efficacia dimostrata sul disturbo: esposizione in vivo, inducendo il paziente ad esporsi a condizioni che comportano l’insorgenza di sintomi ossessivi ed affrontandoli, la prevenzione dei rituali, cercando di ridurre la frequenza di rituali e il collegamento diretto con la riduzione dello stato di angoscia dopo aver svolto il rituale stesso.