La depressione è spesso una delle patologie secondarie a cancro che viene sottodiagnosticata o non riconosciuta.

Nuove diagnosi di cancro

Le malattie oncologiche sono diagnosticate sempre più facilmente e precocemente grazie alle nuove tecniche di identificazione ed alle campagne di informazione che vengono effettuate periodicamente.

Solo nel 2007 in Italia sono state effettuate circa 6.500 nuove diagnosi di cancro. Si calcola che nel 2010 ci saranno 400.000 nuovi casi di cancro.

Nonostante la notevole informazione, ci sono alcuni aspetti che non vengono presi in considerazione, soprattutto per ciò che risulta non essere ben evidenziabile clinicamente come la presenza di una sintomatologia depressiva, secondaria alla scoperta di una patologia oncologica o agli interventi medici, chirurgici o terapeutici, che seguono la diagnosi di cancro.

Infatti, circa il 40% dei malati oncologici si ammala di depressione ma solo il 2% riceve delle cure adeguate per questa patologia.

In alcuni casi la percentuale della depressione può raggiungere anche il 60%, soprattutto per alcune localizzazioni neoplastiche.

Spesso, i pazienti oncologici presentano una sintomatologia che non soddisfa i criteri diagnostici per la depressione e, nonostante sia altrettanto invalidante, non viene presa in considerazione o non viene fatta una diagnosi accurata.

E’ molto frequente che la sintomatologia lamentata possa essere interpretata come una condizione normale per la patologia tumorale, a seguito della quale tali sintomi si possono giustificare. Oltretutto, alcuni sintomi vengono attribuiti anche alle terapie in atto.

 

La depressione

La depressione, patologia destinata a divenire la prima causa di invalidità nel mondo, può, però, comportare un notevole peggioramento della qualità della vita del malato oncologico.

La stessa può essere responsabile di una riduzione di collaborazione con lo staff medico che si occupa della patologia neoplastica.

 

 

Inoltre, studi clinici dimostrano che la depressione può essere responsabile di una diminuzione della risposta immunologica, interferendo in tal modo con l’andamento della patologia e riducendo la risposta al trattamento chemioterapico.

Inoltre, i fenomeni di negazione della patologia e il disconoscimento della stessa, sono i principali responsabili delle continue indecisioni del soggetto, del continuo variare desideri in merito alle cure da intraprendere, del fuggire dai medici che tentano di salvargli la vita anche con interventi demolitivi che vengono spesso interpretati dal paziente come inutili mutilazioni.

 

I trattamenti per la depressione possono essere farmacologici, psicoterapeutici o combinati.

Il trattamento farmacologico presenta una maggiore stabilità nel tempo e consente di migliorare la condizione emotiva del paziente in poche settimane.

Tale trattamento consente al paziente di fronteggiare la malattia e le dovute cure senza la sintomatologia depressiva, nonostante non si possano eliminare tutti i sentimenti legati alla presenza di una patologia neoplastica.

Il trattamento psicoterapeutico può essere applicato in forma di supporto per il periodo di cure della patologia neoplastica, non si intende con questo trattamento una psicoterapia vera e propria ma una psicoterapia con il solo scopo di supportare il paziente anche nelle scelte mediche relative alla malattia, per questo motivo è utile rivolgersi ad un laureato in medicina e chirurgia che ha la formazione opportuna per le valutazioni anatomiche, oncologiche e farmacologiche.

Il supporto ai familiari, in presenza soprattutto di minori, consente di valutare l’impatto che una diagnosi può avere su tutto l’ambito familiare.

Tale metodica consente anche di ridurre possibili fenomeni di aggressività interna che sono stati riscontrati, attraverso studi controllati, nei periodi successivi alla comunicazione della diagnosi. Il trattamento combinato è sempre consigliato per una migliore risoluzione della problematica depressiva.