Si illustra la sindrome del colon irritabile nei termini di un disturbo somatoforme, con collegamenti o senza ad un retroterra di tipo psichico.

Per sindrome dell'intestino irritabile si intende una condizione caratterizzata da sintomi addominali, la cui origine è intestinale, in qualche modo legati dal processo digestivo, spesso in modo non totalmente prevedibile o genericamente "capriccioso".

La maggior parte dei casi è legata al colon, da qui l'espressione "colon irritabile".
I sintomi più frequenti sono senso di ripienezza, o di tensione all'addome, gonfiore diffuso o localizzato, in questo ultimo caso tipicamente a destra in alto, come se una bolla premesse sotto al fegato, o a sinistra in alto, come se premesse sotto il cuore.

Lo svuotamento intestinale è irregolare, come se l'intestino fosse inspiegabilmente "irritabile", alternando stitichezza o senso di "blocco" con scariche diarroiche, spesso frammentarie e accompagnate o precedeute da dolori crampiformi e spasmi.
L'espressione "colite spastica" spesso si utilizza impropriamente per indicare questo tipo di sindrome.

Non vi è una condizione infiammatoria del colon, mentre ci sono anomalie nella distribuzione delle pressioni nei vari segmenti, anomalie nel tono muscolare e nelle secrezioni, e soprattutto complessivamente c'è una coordinazione anomala, spezzata o paradossale, dei vari segmenti intestinali.

I malati di colon irritabile nel tempo instaurano una specie di "filo diretto" con il proprio intestino, nel senso che si fanno una specie di immagine mentale dei vari tratti, delle dimensioni, del grado di distensione o di contrazione e del tipo di materiale (solido, liquido, gassoso) che sta muovendosi all'interno.

In realtà a queste sensazioni spesso non corrispondono delle "mappe" intestinali, è soltanto una rappresentazione cerebrale che non riproduce fedelmente la situazione anatomica. Non necessariamente, ad esempio, alla sensazione di "bolla tesa" corrisponde una raccolta gassosa di grandi dimensioni, ma può essere sufficiente una ipersensibilità della parete intestinale a generare una sensazione di questo tipo.
Le persone con colon irritabile possono trovare difficoltà nell'organizzare la vita sociale perché spesso questa comporta pranzi, cene, ritrovi intorno ad un tavolo o rinfreschi.

Il colon irritabile interferisce con la libertà alimentare, e induce le persone a convincersi che alcuni cibi producono fenomeni di intolleranza. Si tratta per lo più dei cibi che in generale impegnano di più la digestione, o stimolano la motilità o le secrezioni, ma non vi è una specificità.

Nel tempo le regole sicure per evitare i sintomi tendono a confondersi, e altri fattori, quali ad esempio l'ambiente, lo stile di vita, l'umore si fanno riconoscere.

Tutti i disturbi corporei che non si risolvono in qualche misura inducono demoralizzazione. Il colon irritabile però in maniera particolare. Basti dire che la colite vera (infiammatoria) si associa a un rischio del 15% di depressione nel corso della vita, mentre il colon irritabile al 60%.

Il colon irritabile è il classico esempio di disturbo psicosomatico, ma questo termine non è corretto. Non si tratta di un disagio psichico che si esprime attraverso l'intestino, ma di una funzione cerebrale alterata, o in via di alterazione, che trova la sua prima espressione "riflessa" fuori dal cervello nell'intestino, come può trovarla nella pelle ad esempio.

Le persone con colon irritabile di solito esprimono anche, o esprimeranno, sintomi ansiosi e depressivi. Alcuni malati invece non si dichiarano né depressi né ansiosi, ma presentano caratteristiche temperamentali di tipo ansioso, che di per sé non hanno mai costituito un problema.

E' possibile che in questi casi i disturbi riferiti all'intestino siamo la prima spia di una funzione nervosa in via di alterazione, perché queste persone hanno come canale più diretto di riflesso nervoso quello intestinale.

In alcuni casi il colon irritabile si associa a sintomi corporei più classici dei sintomi d'ansia, come la palpitazione, la sudorazione, il senso di svenimento, la falsa "pressione bassa" o la falsa "vertigine". In questi casi vi sono veri e propri "attacchi" dominati da spavento, sensazione di perdita del controllo delle funzioni corporee e imminente malore, seguite o accompagnate da scariche diarroiche e spossatezza.

Il colon irritabile è una malattia curabile. Esistono farmaci che riescono a modificare la motilità intestinale, ma anche alcuni farmaci antidepressivi e neurolettici che sono in grado di neutralizzare l'irritabilità intestinale, permettendo un'alimentazione libera e senza brutte "soprese" intestinali, o comunque ridimensionando la gravità dei sintomi e la frequenza delle crisi.