L'impotenza, o meglio la disfunzione erettile rappresenta per ogni uomo un grande problema che spesso "tocca" la sua identità. il Viagra senza aiuto psicologico è sempre la soluzione migliore?

La disfunzione erettile, una delle problematiche legate alla sfera sessuale maschile, ha da sempre agito negativamente sulla qualità della vita provocando in diversi uomini sintomi depressivi, ansia e perdita d’autostima.

In passato si chiamava impotenza, che significa:”incapacità, non avere la forza di fare qualcosa, essere debole,inetto; impotente sessuale è colui che non ha la capacità di compiere un atto sessuale o di generare”(AA.VV.,2002a).

Il DSM IV-TR (APA,2000) indica che la caratteristica fondamentale del Disturbo Maschile dell’Erezione è una persistente o ricorrente incapacità di raggiungere o di mantenere fino al completamento dell’attività sessuale, un’adeguata erezione e ciò deve causare disagio o difficoltà interpersonali.

In medicina parlare d’impotenza vuol dire riferirsi allo stato di carente o mancante funzionalità di un organo o di un organismo. In particolare, parlando d’impotenza sessuale, possiamo riferirci alla definizione del Dott. Giovanni Beretta trovata sul  Glossario del sito ww.medicitalia.it: “Oggi, gli andrologi comprendono un più ampio spettro di disturbi della normale risposta sessuale tale da non permettere di avere comunque una regolare attività sessuale”.

 

Il successo del Viagra

Qualche anno fa, nella ricerca di un medicinale per l’angina pectoris, si scopriva invece, un farmaco che riportava la funzionalità dell’organo genitale tale da superare le difficoltà erettive presenti e riacquistare una regolare attività sessuale. Ecco quindi che nel 1998 nasceva “la pillola blu” (Viagra) tesa alla cura di quel deficit erettivo che per gli uomini era motivo di dispiaceri continui. Nasceva un farmaco che, soprattutto nella fascia degli ultraquarantenni, riusciva a ridare un sorriso che ben pochi speravano di riavere, un farmaco che, negli uomini con disfunzione psicogena, risolveva le difficoltà del pene ma non quelle della mente.

Ciò, generò un forte interessamento da parte dei media nei confronti del Viagra, che contribuì molto ad incrementare la consapevolezza e l'accettazione pubblica di questo disagio.

La “pillola dell’amore”( la cui funzionalità è subordinata alla presenza del desiderio sessuale), rappresentava per diversi uomini, una soluzione (temporanea all’uso del farmaco ) di un grande problema dell’universo maschile. Nel giro di qualche anno la domanda di questo trattamento aumentò notevolmente fino a raggiungere diverse milioni di pasticche già nel 2008…Come mai?

La cura, era sicuramente utile per chi, superati i 40-50 anni, aveva delle difficoltà erettive.

Ben presto, però, si scopri che non veniva utilizzato solo da chi ne aveva realmente bisogno ma, da tutti coloro i quali, pur essendo in una situazione fisiologicamente sana, ricercavano nel Viagra la super prestazione, da tutti coloro che, alla prima “ansietta” non sopportavano l’idea di qualche defaillance con la compagna, dai ventenni che, alle loro prime esperienze sessuale, non accettavano, a causa di una loro ansia (che ai primi incontri intimi con una ragazza può anche esserci) una perdita d’erezione o una possibile disfunzione. Da tutti coloro i quali non si rendevano conto che, l’effetto “stratosferico” del rimedio, che apparentemente superava l’impotenza, li avrebbe potuti far entrare in una trappola.

In effetti, un certo numero di “utilizzatori di tale prodotto” con il tempo si resero conto che, dopo un periodo di uso continuo del farmaco, avevano difficoltà nel riuscire a portare avanti l’atto senza il sostegno farmacologico.

Ecco quindi, che nasceva l’Uomo Viagra, cioè quell’uomo che acquisiva una serie di “doti”o di “capacità” soltanto grazie all’uso, in questo caso, di un farmaco, senza il quale, ritornava ad essere “umano” . Nasceva quell’uomo che ad ogni piccola insicurezza nella sessualità aveva sempre la “pasticchetta” pronta all’uso, che esprimeva la sua forza sessuale solo se aveva con se l’arma segreta senza la quale tutte le sue insicurezze venivano a galla. Un maschio che, per non sentire la sua difficoltà verso la figura femminile oppure per non affrontare il suo blocco psicologico, accettava una possibile “dipendenza funzionale” o un probabile “condizionamento psicogeno” che lo avrebbe accompagnato per molto tempo. Un uomo che, sentiva una grande forza sessuale ma che tale forza era fittizia cioè temporanea all’uso del medicinale.

Non era più lui a decidere i tempi del rapporto, la durezza del pene… bensì il farmaco. L’Uomo Viagra diventava talmente “condizionato psicologicamente” da quella sostanza e dalla performance che gli consentiva, da credere,erroneamente, di essere “lui” l’artefice di quel gran piacere della donna (mentre sappiamo che il piacere femminile dipende molto dalla capacità della donna di abbandonarsi a se stessa e all'altro).

 

Viagra o Psicoterapeuta

Oggi, sempre più uomini, davanti ad una disfunzione che non sia organica (quindi dopo una visita dall’Andrologo), debbono decidere cosa fare. Alcuni stabiliscono fin da subito, di non prendere il farmaco e si rivolgono ad uno Psicoterapeuta Perfezionato in Sessuologia Clinica, per affrontare la problematica erettiva e capire le cause di quel sintomo. Altri, invece, decidono di prendere fin da subito la “pillola” bypassando il problema psicogeno. Essi, erroneamente, sperano che  il medicinale possa eliminare la radice del problema. Molti di loro, in realtà, non sanno o decidono di  non sapere che la disfunzione “è risolta ” soltanto momentaneamente, fin quando viene utilizzato il farmaco.

La scelta Psicoterapeutica,invece, in diversi casi, diventa obbligatoria quando il farmaco non funziona, ed in questi casi si consiglia di andare fin da subito da uno Psicoterapeuta.

 

Viagra si o Viagra no?

Ho visto troppi 60enni sorridere da quando hanno inventato il Viagra per essere contrario al suo utilizzo. Molti, riprendevano la loro attività sessuale dopo numerosi anni di “pausa”; uomini che avevano già vissuto la loro vita e mi rispondevano che non erano interessati a capire le ragioni psicogene della loro disfunzione. Ora, il loro pene “si alzava di nuovo” e questa era la cosa più importante. Ciò, può essere accettabile, in virtù del fatto, che l’età, in molte occasioni gioca a sfavore di una Psicoterapia centrata sul sintomo sessuale.

Ma, ho ascoltato anche molti 30enni che da diversi anni prendevano il Viagra e non riuscivano più a sospenderlo. Ultimamente, è venuto da me un giovane uomo di 28 anni, che qualche anno prima, in una situazione di lutto (paterno) non era riuscito in un paio d’occasioni a far l’amore con la compagna e a quella mancanza d’erezione ha reagito prendendo il farmaco. Mi raccontava che nonostante ora volesse smettere, pur avendo diviso la pasticca in 10 parti, non riusciva a “liberarsene”. La “dipendenza” mi diceva, “era troppo forte” e non prendere quella decima parte lo portava comunque a pensare che non ce l’avrebbe fatta. E così accadeva profeticamente.

Ho ascoltato anche ragazzi poco più che 20enni i quali, per mancanza di una educazione alla sessualità, e infarciti di false credenze, si autodeterminavano un problema sessuale. Per alcuni di loro sono state sufficienti alcune esperienze negative (ad esempio, la mancanza di una seconda erezione dopo pochi minuti dalla prima…) da determinare una disfunzione erettile, affrontata poi, con l’utilizzo del farmaco e conseguente condizionamento da esso.

Oggigiorno, sono in aumento i giovani che dopo 5-10 anni di utilizzo di Viagra (ma non solo…Cialis e Levitra hanno anche loro clienti assidui…!) vogliono smettere, ma non riescono perché temono di perdere la loro virilità e quindi la loro potenza sessuale. Ma vi sono anche giovani che, invece, riducendo sempre più la dose, riescono ad abbandonarlo.

In tutto questo, non va dimenticato, da parte di fa uso frequente di queste pillole, l’aumento del MERCATO NERO dove a volte vengono venduti prodotti “taroccati” all’insaputa del cliente.

Per concludere vorrei sottolineare, di non essere, a priori, contrario all’uso di farmaci per disfunzione erettile perché, come detto, in molte situazioni, giocano un ruolo importante. Ci sono circostanze in cui la gravità della disfunzione porterebbe a tempi molto lunghi di miglioramento e l’uso del Viagra associato alla Psicoterapia potrebbe permettere al paziente un recupero più rapido.

Tuttavia ci sono casi in cui la gravità della problematica è risolvibile attraverso una Psicoterapia Breve centrata sul sintomo sessuale senza l’utilizzo del farmaco.

E comunque, se si decide di prendere “l’aiutino”, sia nei casi di “disfunzione giovanile, sia in quelli di “disfunzione relazionale” sarebbe  opportuno un Approccio Integrato cioè associare al farmaco una Psicoterapia anche Breve per evitare un CONTINUO RICORSO all’uso dello stesso.

 

Sitografia

www.corrieriere.it

www.medicitalia.it

Bibliografia

AA.VV.(2002a), Zingarelli 2002. Vocabolario della lingua italiana, Zanichelli, Bologna

APA, (2000), Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali IV-TR, Masson, Milano