La scelta del partner è un percorso spesso complesso e non lineare, parte da lontano ed approdare ad una dimensione di coppia "adulta" non è affatto semplice

Io cerco la persona che sia capace di amare l’altro senza per questo punirlo, senza renderlo prigioniero o dissanguarlo; cerco questa persona del futuro che sappia realizzare un amore indipendente dai vantaggi o svantaggi sociali, affinché l’amore sia sempre fine a se stesso e non solo un mezzo in vista di uno scopo

Jung; lettera a Sabina Spielrain (4 dicembre 1908)

La scelta del partner è spesso mossa da motivazioni svariate e non sempre coscienti al protagonista della scelta d’amore. Talvolta queste scelte d’amore avvengono durante la prima adolescenza, quando la maturità degli ormoni sessuali permette di provare attrazione sessuale/emozionale verso qualcuno, che procura un acuto batticuore.

L’adolescenza si divide in due fasi:

1- la prima è centrata sulla reviviscenza dei bisogni primari 

2- la seconda fase invece, quella dell’erotizzazione della zona genitalica, viene accompagnata dalla pratica autoerotica.

La fase adolescenziale è una fase caratterizzata da grandi tumulti dell’anima e degli ormoni, è una fase spesso critica ed a rischio di destabilizzazioni plurime.

Questo delicato periodo di crescita è caratterizzato anche da un corretto esame di realtà, che permette di non sopravvalutare l’ostacolo e non sottostimare se stessi e viceversa. 
Durante questa delicatissimo periodo dell’esistenza, appaiono le problematiche correlate all’identità sessuale, con modalità differenti tra maschio e femmina.

L’adolescente maschio palesa la necessità di un “agito sessuale”, più esperienze sessuali consumerà, più la sua autostima ed identità saranno integre; l’adolescente femmina invece, avrà bisogno di “sedurre”ed attirare a sé l’oggetto d’amore, per sentirsi più sicura ed adeguata sul piano dell’identità.

La scelta del partner assolve a svariate funzioni, una delle quali è quella diraggiungere un’identità sessuale certa”.
A questo bisogno di identità certa, segue quello di attaccamento, di autonomia e di autostima.

In uno studio della prof. Iole Baldaro Verde e Pallanca, viene dimostrato come la scelta del partener non avviene quasi mai a seguito di un corretto esame di realtà, ma assecondando bisogni più arcaici e spesso modelli familiari interiorizzati.
L’adolescenza, età compresa tra i 16 ed i 18 anni, come abbiamo visto è caratterizzata da infiniti cambiamenti e trasformazioni psichiche, fisiche e relazionali e la scelta del partner serve a rinforzare la dimensione identitaria.

L’aspetto determinante del partner è che questi faccia da “specchio”.

I bisogni primari permangono durante tutto l’arco della vita, spesso riecheggiano nel tempo e nello spazio, esattamente come durante la prima infanzia, cambia però la modalità per poterli soddisfare. 
Talvolta accade che tali bisogni primari, non siano stati soddisfatti durante la fase pre-genitale e per tal motivo tenderanno a ritornare con prepotenza nella vita del protagonista e nella sua futura scelta d’amore, causando spesso “disturbi sessuali” o una sessualità zoppicante e bisognosa.

 

Le scelte di tipo narcisistico

Come si sceglie un fidanzato o compagno di vita?
Talvolta accade che i partners vengono scelti seguendo la scia dei propri bisogni inappagati, così tenderanno a rappresentare la madre buona che è venuta a mancare durante la crescita, la madre simbiotica, dalla quale è difficile staccarsi, la madre da dominare, il padre potente ed onnipotente ed infine il padre protettivo che tutela, ama e regolamenta il comportamento.

La scelta del partner spesso, assolve a avariati bisogni inconsci, tendendo a sanare le antiche ferite dell’infanzia, quelle correlate ai primi rapporti significativi con le figure genitoriali o di riferimento.
L’innamoramento comporta una fase regressiva, una regressione fisiologica che trasferisce transitoriamente colui che ama all’infanzia, inoltre viene caratterizzato da una proiezione sull’altro delle qualità desiderate.

 

La regressione può essere benigna o fisiologica oppure difensiva

- La regressione benigna, porta con sé una vera e propria rinascita, un vero inizio che approda ad una reale scoperta.( Balint 1968).
Questo tipo di regressione consente di riconoscere i propri limiti e mancanze e di conoscere il partner nella sua dimensione reale.
Permette inoltre di transitare dalla fase dell’innamoramento all’amore, approdando ad un “amore adulto”, con caratteristiche di reale scambio e relazionalità del legame.
In questi casi, pur partendo da una dimensione del “bisogno” si accede ad una dimensione “del piacere” e la relazione ha buone probabilità di sopravvivenza.
La ferita antica può essere sanata ed i due partners vivono realmente una possibilità di crescita.

- La regressione difensiva invece, ha lo scopo di raggiungere la gratificazione “per mezzo dell’altro”, il partner in questo caso rappresenta un vero e proprio meccanismo di difesa (Baldaro Verde, Pallanca). I meccanismi che verranno messi in scena durante questo amore saranno proprio quelli dell’infanzia, durante la quale è stata inflitta la ferita, saranno infatti illusori, delle vere e proprie illusioni d’amore e non saranno in grado di modificare la realtà, facendo rimanere la coppia in una dimensione di immobilismo psichico e relazionale. In questi casi si formeranno delle coppia sperequate ed asimmetriche, per esempio un partner in posizione di potere (up) e l’altro di dipendenza (down), in cui il comportamento dell’uno tenderà a rispecchiare e rinforzare quello dell’altro.

 

Le scelte stabili ed il ruolo della sessualità nella coppia/relazione

Affinché in una relazione amore e sesso siano integrati e non scissi,occorre raggiungereun buon grado di intimità, che integri la condizione psichica, somatica, cognitiva ed emozionale, ossia le tre C della sessualità( Corpo, Cuore e Cervello).
La risposta orgasmica in una coppia adulta ed equilibrata non dovrebbe essere vissuta come ginnica, cioè un “orgasmo come esplosione”, non come “espansione psichica”.

Il primo è frutto di una semplice e ginnica stimolazione genitalica, spesso scevro dall' aspetto affettivo/ relazionale, il secondo invece, è il frutto di un' appagamento sensoriale, totalizzante e passionale, che rappresenta appunto un' espansione psichica ed è il vero collante della coppia.
Talvolta accade che l’altro sia presente soltanto come “oggetto transizionale”, rappresenta cioè un mezzo per provare piacere/orgasmo, ma manca la reale condizione di “relazionalità” del piacere.

Oggi più di ieri, abitare una coppia che abbia caratteristiche di empatia, complicità e soprattutto una “dimensione adulta” è veramente complesso. Da clinico che si occupa stabilmente di coppie, affettività e sessualità, credo che sarebbe utile non sottovalutare le prime avvisaglie di malessere; le coppie invece di aspettare che un processo separativo abbia inizio, spesso poi inarrestabile, dovrebbero rivolgersi ai professionisti del settore al fine di tutelare il loro legame d’amore.

 

Per approfondimenti: http://www.medicitalia.it/minforma/Psicologia/1719/I-preliminari-della-separazione-e-la-separazione

 

Bibliografia

  • W: Pasini: "I Nuovi comportamenti amorosi, coppia e trasgressione " Mondadori 2007
  • Francescato D., 1992, Quando l'amore finisce, Il Mulino, Bologna.
  • Francescato D., 1994, Figli sereni di amori smarriti, Arnoldo Mondadori, Milano.
  • Francescato D., Spaltro M. A., Locatelli M., Prosperi P., 2001, Il cambiamento del ruolo paterno attraverso dodici storie di padri.  M. Andolfi.
  • Andolfi M., (2001) La crisi della coppia, Raffaello Cortina Editore, Milano.
  • Scabini E., Cigoli V., 2000 Il famigliare: legami simboli e transizioni, Raffaello Cortina Editore, Milano.
  • Valeria Randone "Sex and the sicily" 2012 Novacento Editore